Consigli di quartiere: un'analisi del voto

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Forza Italia rispetto al "flop" delle elezioni di quartiere dove "a voler pensar male intravediamo in questo flop una certa volontà da parte di questa Amministrazione"

  
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A pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo dei consigli dei quartieri vogliamo analizzare non solo l’esito delle urne (che di per se già parla da solo), ma anche il percorso che ha portato alla modifica del Regolamento che disciplina le elezioni stesse.

Abbiamo appreso già in campagna elettorale come obiettivo del Sindaco Marchionini fosse quello di favorire “il coinvolgimento dei cittadini nella vita del quartiere” al fine di “porli in modo costruttivo di fronte alle problematiche”, ma come spesso accade, la realtà è ben diversa dai sogni.

Ma facciamo una breve e puntuale analisi, sulla base dei numeri forniti dal Comune:

- Numero di candidati: da Statuto comunale e Regolamento approvato e modificato a poche settimane dall’apertura dei seggi si legge “il Quartiere [...]ha lo scopo di favorire la partecipazione, la responsabilizzazione di tutti i Cittadini alla vita pubblica [...] sociale e [...] amministrativa”. Questo ci porta direttamente al primo elemento da analizzare: il numero di candidati. Ogni consiglio di quartiere è composto da 13 consiglieri, per un numero minimo di candidati pari a 65. Al momento della pubblicazione delle liste dei candidati abbiamo appreso che i candidati erano 61.

Poca cosa 4 candidati in meno? Secondo noi no. Da un analisi (anche solo superficiale) delle liste si nota come solo 2 quartieri su 5 abbiano avuto più candidati dei posti a disposizione (Sant’Anna e Est con 14 candidati), mentre i restati tre hanno avuto difficoltà a raccogliere anche solo 13 candidature, alcuni per di più fermandosi ben al di sotto di tale soglia: Intra con 13 candidati, Quartiere Ovest con 11 e Quartiere Nord con soli 9 candidati.

L’analisi dei voti di ciascun candidato ci offre poi un altro spaccato di questa elezione. Il numero medio di voti preso dai candidati è pari a 20, ma essendo una media è più interessante andare a fondo, scopriamo cosi che ci sono candidati eletti nei consigli con 1 solo voto, e altri con più di 90. Alle passate elezioni dei quartieri alcuni dei Presidenti erano stati eletti con più di 200 voti, mentre oggi i numeri si sono ridoti ad un quarto.

- Partecipazione: se i numeri dei candidati e degli eletti nei consigli di per sé darebbe molto da riflettere, quando analizziamo la partecipazione popolare alla consultazione le cose (se possibile) peggiorano di molto. Sempre secondo i dati forniti dal Comune si apprende che i votanti sono stati 995 su un totale di aventi diritto che aggira intorno ai 28.000 (circa il 3,5%).

Se poi scorporiamo dal dato totale i dati dei singoli Quartieri i numeri si fanno impietosi: 271 per il Quartiere Est (2,1%), 238 per Pallanza Sant’Anna (3,3%), 206 a Intra (2,3%), 133 per il Quartiere Nord (3%) mentre si discostano dalla media i 147 votanti per il Quartiere Ovest pari all’11,2% degli aventi diritto.

- Donne: andando ancora più a fondo di questi vogliamo soffermarci sul tema della parità di genere. Appare chiaro come questa non sia stata rispettata: su 61 candidati 44 erano uomini (72%) e 17 donne (28%) e tra gli eletti la situazione non cambia, infatti su 59 consiglieri eletti 42 sono uomini (71%) e 17 le donne (29%). Apprezziamo che tutte le candidate siano state elette, e di queste 2 siano divenute presidenti di quartiere (Intra e Ovest). In questo caso le situazioni sono diverse, si va da una sola candidata ed eletta a Pallanza-Sant Anna, due nel Quartiere Est, tre nel Quartiere Ovest, cinque a Intra mentre nel Quartiere Nord invertendo le cose, su 9 candidati ed eletti sei sono donne e 3 sono uomini.

- Sedicenni: se poi prendiamo in considerazione l’età dei candidati e degli eletti, scopriamo come il tentativo di coinvolgere maggiormente i sedicenni si sia trasformato in un totale fallimento. L’età medi dei candidati e degli eletti si aggira intorno ai 57/58 anni, in un solo caso si scende al di sotto dei 18 anni. Ci chiediamo perché dopo aver tanto voluto e ottenuto l'estensione del diritto di elettorato attivo e passivo ai sedicenni, il Sindaco, la Giunta e la maggioranza nulla hanno fatto per coinvolgere i giovani?

Le fasce di età risultano, infine, essere le seguenti: Quartiere Pallanza-Sant’Anna 30-76 anni, Quartiere Intra 41-79, Quartiere Est 24-68, Quartiere Ovest 17-79 e Quartiere Nord 52- 76.

- Poca informazione: affrontiamo ora quello che a nostro avviso potrebbe essere identificato come uno dei molteplici motivi del flop di questa tornata elettorale, e ci riferiamo alla poca (scarsa e in alcuni casi inesistente) informazione.

Approvate le modifiche al Regolamento e spese, da parte dell’Assessore Forni, molte parole sulla necessità e volontà di informare al meglio i verbanesi, da subito è apparso chiaro che le informazioni su come e dove candidarsi e le informazioni su dove e come votare fossero di difficile reperimento. Molte informazioni si trovavano sui mezzi di informazione, poche mediante solitari cartelloni informativi affissi per Verbania e di difficile reperimento sul sito del Comune.

Anche in questo caso, se queste elezioni volevano essere una medaglia sul petto di questa Amministrazione, cosa costava divulgare meglio tutte le informazioni relative alle elezioni? Cosa costava spendere qualche risorsa in più in pubblicità e, magari, portare alle urne più verbanesi?

- Disorganizzazione voto: vista la scarsità di informazioni, secondo voi questa Giunta cosa ha deciso di fare? Ebbene si di complicare ulteriormente la vita a quanti avessero deciso di andare a votare. Quattro seggi aperti in giorni e con orari diversi l’uno dall’altro, seggi non segnalati e con scarse indicazioni su candidati e modalità di espressione del voto e ultimo, ma non meno importante, la possibilità sconosciuta anche ai più attenti di poter votare indistintamente in ogni seggio per il quartiere di residenza.

Abbiamo cosi assistito al crollo dell’affluenza, se nel 2009 con una sola giornata a disposizione i votanti avevano superato il 12%, e già allora l’attuale maggioranza aveva gridato allo scandalo, oggi a parti inverse e con un’affluenza crollata al 3,5% poche sono state le voci critiche. Sarà un caso di amnesia politica? O forse di opportunismo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Concludiamo con un sunto di quanto i numeri ed il semplice buon senso ci portano ad affermare.

Scarsa partecipazione, pochi candidati, pochi partecipanti, pochi sedicenni e solo 1 straniero (Pallanza-Sant’Anna), scarsa informazione e scarso impegno di Giunta e maggioranza nel pubblicizzare la tornata elettorale ci fanno dubitare della legittimità di questi Quartieri. Come potranno avanzare proposte o confrontarsi con l’Amministrazione quando sarà facile accusarli di essere poco rappresentativi? Come potranno questi Consigli dialogare con un Amministrazione che non ha fatto nulla per rendere il loro lavoro più conosciuto? Come potranno i Presidenti dei Quartieri interloquire efficacemente con l'Amministrazione Comunale quando gli stessi consigli sono rappresentativi solo del 3,5% degli aventi diritto al voto? Quale peso verrà dato alle proposte che avanzeranno, o ai progetti che proporranno?

A voler pensar male intravediamo in questo flop una certa volontà da parte di questa Amministrazione.
Qualsiasi cosa si pensi, queste elezioni, ad un anno dall’insediamento della Giunta Marchionini, dimostrano (ancora una volta) che le tante parole spese in campagna elettorale e le tante promesse fatte, alla prova dei fatti si trasformano solo in iniziative vuote e prive di concretezza.
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