Verbania documenti: "Amici della montagna 2"

Riceviamo e pubblichiamo, il secondo documento di Verbania documenti (VB/doc) rivolto agli amici della montagna sui servizi nei comuni montani.

  
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Il CAI nazionale non demorde e sul numero di settembre di Montagne 360 il direttore Luca Calzolari dice cose interessanti.

Rivendica il valore dei sentieri come infrastrutture indispensabili allo sviluppo dell’escursionismo.

Ben scritto, ma vediamo nel concreto.

Nell’editoriale si afferma che “tutto il CAI è impegnato sul livello territoriale”.
Chi deve essere impegnato? Le sezioni evidentemente.

A chi si chiede la cura dei sentieri? Ai comuni, naturalmente.

Senza ignorare le benemerenze passate della Provincia VCO che ha steso, negli anni scorsi, un’ottima sentieristica sul territorio, come si pensa che i comuni possano accudire i sentieri per l’economia propria e la frequentazione degli escursionisti, se si tolgono i servizi (scuole, trasporti, i parroci, le poste ecc.) che sono quelli che mantengono gli abitanti in montagna?

Sempre di più privi di mezzi finanziari e organizzativi, i sindaci ricorrono al volontariato degli abitanti affinchè “la rete sentieristica diventi sempre più strumento del turismo sostenibile, di tutela delle terre alte, scrigno di biodiversità”.

Sono i giovani che devono essere trattenuti in montagna per diventare i protagonisti del territorio e dell’ambiente. Attendiamo, perciò, i risultati dei “vertici del CAI, impegnati a portare nei luoghi delle decisioni della politica nazionale questo messaggio urgente”.

E’ un motivo per verificare una concreta solidarietà delle sezioni del territorio con i comuni montani impegnati a difendere i servizi per i propri amministrati.

Altrimenti stona la critica, pur giustificata culturalmente e naturisticamente, “all’estremo spettacolare di un’idea di frequentazione e sviluppo della montagna che non ci piace, divertimificio e prodotto turistico di divertimento adrenalinico”.

Delle due l’una: se si ottengono risultati per il mantenimento di abitanti e servizi la direzione indicata prioritariamente è giusta.

Se la solidarietà non diventa attiva e concreta, i sindaci, abbandonati a se stessi, fanno quello che possono e si gettano a capofitto da Pian d’Arla a Segletta nel tentativo di risolvere, fattivamente, qualcosa a favore della trascurata economia delle montagne in cui vivono.

Verbania documenti (VB/doc), settembre 2015
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