Problemi 'frontalierato' affrontati su più tavoli

Riunione della Regio Insubrica a Verbania con il Presidente Cota. Nobili scrive a Monti per sollecitare l’intervento italiano sulla questione del ristorno dei frontalieri, dopo la richiesta del Parlamento svizzero per la loro riduzione.

  
a-
+
L’incontro tra l’Assessore Provinciale Severino e il sindacato elvetico Syna, oggi martedì 27 la riunione del tavolo provinciale per il frontalierato.

“Il prossimo 13 aprile a Verbania ospiteremo una riunione della Regio Insubrica, alla quale parteciperà il Presidente della Regione Roberto Cota. Ho parlato – fa sapere il Presidente della Provincia Nobili – con il presidente della comunità di lavoro transfrontaliera On. Norman Gobbi ed è d’accordo che questa possa essere una valida occasione per affrontare le diverse problematiche che toccano il frontalierato, in particolare quelle relative alla richiesta del Parlamento di Berna di ridurre le quote dei ristorni che il Canton Ticino passa ai Comuni di residenza dei frontalieri italiani”.

“L’ordine del giorno che verrà affrontato in quell’occasione sarà concertato con il delegato della Regione nella Regio Insubrica, il consigliere regionale Michele Marinello. Concordo che i ristorni trasferiti ai Comuni del Verbano Cusio Ossola (più di 4 milioni ottocentomila euro per l’anno 2009) non siano una gentile concessione ma ciò che – stando ad accordi bilaterali – spetta ai Comuni italiani dove risiedono i frontalieri. Nel VCO sono oltre 5.000: lavoratori occupati in Ticino o nel Vallese ma che per lo più utilizzano, con le loro famiglie, servizi e strutture pubblici nei luoghi italiani di residenza” ribadisce Nobili.

“Pur comprendendo come il Canton Ticino stia attraversando un periodo critico per alcuni aspetti della sua realtà economica e occupazionale, con evidenti malumori e tensioni nell’opinione pubblica, è altresì palese che – oggi più che mai in un frangente di tagli di trasferimenti e risorse pubbliche – gli importi dei ristorni sono di vitale importanza per il nostro territorio. Il primo soggetto – con possibilità di reale interazione con la Confederazione Elvetica – è il Governo italiano che deve al più presto agire per le vie diplomatiche e aprire un confronto efficace su tutto ciò che in queste momento attiene alla sfera di interessi condivisi con Berna. A questo proposito – dichiara Nobili – scriverò al Presidente del Consiglio Monti chiedendo che questa questione, incluso il congelamento del 50% dei ristorni dovuti dal Canton Ticino all’Italia in trasferimento a fine anno, venga con urgenza iscritta nell’agenda politica dell’esecutivo”.

Intanto nel pomeriggio di ieri l’Assessore Provinciale alle Attività Produttive Marcella Severino e il referente per il VCO dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro Dino Caretti hanno incontrato una rappresentanza del sindacato interprofessionale elvetico Syna per rapportarsi su questo e altri argomenti che toccano da vicino i frontalieri del VCO, come ad esempio i collegamenti ferroviari Domodossola-Briga. “I problemi sono molteplici: cercheremo di risolverli individuando i giusti interlocutori; – dice l’Assessore Severino – tra questi il doppio abbonamento ‘ferrovia-bus’ per la copertura del tratto Domodossola-Iselle, vagoni inferiori nei posti a sedere al numero degli abbonati, la soppressione di treni con fermate a Varzo e Iselle e ancora l’annosa carenza di posteggi in questa stazione divedrina, dove il prossimo lunedì effettueremo un sopralluogo”. Leggi QUI il post completo