PsicoNews: Mantenere sano il cervello

Il nostro cervello possiede delle caratteristiche che permettono lui di proteggersi dall’invecchiamento patologico e di funzionare con una migliore salute.

  
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Alcuni post fa, un commento della rubrica ha lanciato uno spunto utile e interessante, il brain training per la salute del nostro cervello.

Spero che Hilde mi perdonerà nello sfruttare apertamente le sue parole per il tema di questo post, perché ha detto una cosa molto corretta, il nostro cervello, macchina complessa e meravigliosa, poco conosciuta e, a volte, poco usata ;), va preservato grazie a una vita sana, sotto tutti gli aspetti: sociale, alimentare, culturale, musicale, emotivo e molto altro. Bisogna anche sottolineare ancora di più la straordinarietà di questo bellissimo strumento, il nostro cervello possiede delle caratteristiche tali da permettere lui di auto-preservarsi.

Spieghiamoci meglio, ci sono delle caratteristiche possedute dal cervello, che lo fanno funzionare bene nonostante danneggiamenti patologici e problemi vari:

• Plasticità neuronale: la capacità del cervello di adattarsi a malfunzionamenti, danni patologici ma anche all’apprendimento e alla memorizzazione; sono vari meccanismi (sprouting, rigenerazione, svelamento e altro) che permettono il recupero funzionale e rappresentano quindi la base degli interventi di riabilitazione.
• Ridondanza: all’interno del nostro cervello, esistono molte più cellule nervose (neuroni) del necessario; questo esubero va a costituire una specie di riserva naturale, grazie alla quale, in caso di danni o anche solo per il normale invecchiamento, si possono rimpiazzare le cellule che muoiono con quelle in “più”. Per correttezza è meglio comunque specificare che non è solo il numero di neuroni a garantire una riserva, entrano in gioco anche le connessioni tra i neuroni (sinapsi):
Il numero di connessioni tra neuroni determina le funzioni che il cervello è in grado di svolgere; ogni funzione può essere eseguita da più circuiti neuronali, il cervello si aiuta nel mantenere il proprio funzionamento anche nel caso in cui un circuito non riesca a funzionare. Per attivare più circuiti possibili dobbiamo nutrire il cervello con una grande varietà di stimoli.

Rinforzare le connessioni tra neuroni tramite stimoli diversi e ripetuti più volte permette una maggiore semplicità di circolazione, un po’ come strade più o meno trafficate.

Fortificazione dei neuroni tramite l’esercizio inoltre può mitigare le conseguenze di eventuali danni.

Un esempio tipico e molto chiaro, che tante volte ho sentito fare durante corsi di formazione, è questo:
Poniamo che il nostro cervello sia una città: alcune strade sono più trafficate, quindi più ampie e veloci, altre più piccole, scomode, poco curate, alcune a senso unico, alcune interrotte; ebbene nella nostra città/cervello arriva un’inondazione, che blocca le strade a nostra disposizione per muoverci nella città, ecco che allora restiamo bloccati, impossibilitati a fare. Se invece nella città/cervello arriva un’inondazione, ma abbia curato la manutenzione stradale, abbiamo creato più collegamenti e meno intoppi, strade più larghe e praticabili in maggior numero, difficilmente la città/cervello si bloccherà, permettendoci una circolazione, magari rallentata, ma ancora efficiente.

Ecco le strade della città sono le connessioni tra i vari neuroni del cervello, più connessioni abbiamo, più collegamenti tra neuroni abbiamo, minore sarà la probabilità che con l’interruzione di una connessione neuronale ci sia il blocco del nostro cervello, che avrà a disposizione molte altre connessioni/strade per svolgere le sue funzioni. Il fare cose nuove, cimentarsi in giochi enigmistici, in concerti, letture che mai avremmo pensato di intraprendere, cambiare i percorsi per recarci al lavoro, usare la mano sinistra (se destrimani, destra se mancini), mangiare cose nuove, sperimentare ricette, camminare e muoversi, sviluppando anche la coordinazione motoria, insomma tutto quello che comporta una vita attiva è utile per aiutare il nostro cervello, proprio perché alcune patologie, purtroppo, non sono prevenibili e prevedibili, quindi è utile prepararsi per tempo.

E voi? Come mantenete attivo e vitale il vostro cervello?
Buona settimana
Mara Rongo
Bibliografia:
 D. Gollin, A. Ferrari e A. Pezzulli (2007), “Una palestra per la mente, Ed. Erickson;
 L. Fratiglioni, S. Paillard-Borg e B. Winblad (2004), “an active e socially integrated lifestyle in late life might protect against dementia”, The Lancet Neurology, vol.3, pp. 343-353.
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