Segnale RAI: Cattaneo convoca Corecom

Mancanza del segnale RAI nel Cusio e in altre zone del VCO – Cattaneo convoca il Presidente del Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) per affrontare la questione già evidenziata un anno fa.

  
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“I cittadini hanno ragione ! L’obbligo di pagare il canone per un servizio di cui non si può usufruire, provoca sdegno e frustrazione e il problema deve essere affrontato e risolto al più presto.”

Questo il commento del Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Valerio Cattaneo che ha raccolto alcune segnalazioni e lamentele da parte di numerose persone residenti in vari centri del Verbano Cusio Ossola che non ricevono il segnale dei canali RAI

E Cattaneo annuncia nuove iniziative al riguardo.

“Già oltre un anno fa avevo inviato all’allora Ministro per lo Sviluppo e le Telecomunicazioni, Corrado Passera, una richiesta di intervento per risolvere il grave disservizio che penalizza da tempo numerosi cittadini piemontesi, impossibilitati a ricevere il segnale delle trasmissioni regionali Rai. Purtroppo poco o nulla è cambiato!
Sono ancora fra i 500 e i 600 mila gli abitanti piemontesi che non ricevono le trasmissioni regionali Rai, in particolare nelle province di Novara, Vco e Vercelli, in una parte dell'Alessandrino, in alcune zone collinari dell'Astigiano e in parte della collina della provincia di Torino.

Recentemente sono giunte alla mia attenzione diverse lamentele e quindi richieste di intervento in particolare da residenti nella zona del Cusio, ma anche dell’Ossola e del Verbano ed è per questo che ho deciso di scrivere e convocare urgentemente il Presidente del Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) Bruno Geraci e mandare una lettera al nuovo Ministro e al Presidente della RAI, per affrontare con decisione questo problema.

Molti cittadini piemontesi sono tuttora privati del fondamentale diritto alla completezza di informazione sulle notizie regionali e sulle attività delle istituzioni locali, servizio che dovrebbe rappresentare uno dei capisaldi della tv pubblica.
Un servizio pubblico per il quale si esige il pagamento di un canone, non può e non deve discriminare nessuno; i tempi tecnici per il passaggio dall’analogico al digitale terrestre che potevano contemplare qualche comprensibile disagio, ritengo siano ormai superati da un pezzo.

L’unico comprensibile disagio oggi è quello dei cittadini che bisogna risolvere senza se e senza ma.” Leggi QUI il post completo