Prof. Cavalli Sforza al CNR di Pallanza dopo 70 anni

Il Professor Luigi Luca Cavalli Sforza è noto in tutto il mondo per le sue ricerche sulla genetica di popolazione umana, ricerche compiute fra l'Italia e gli Stati Uniti che sono culminate nello studio del genoma umano e che hanno preso in considerazione sia gli aspetti molecolari che quelli culturali, tracciando la storia evolutiva dell'uomo e contribuendo a demolire il concetto di "razza".

  
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Ed è nell'immediato dopoguerra che, sfollato da Pavia, frequenta l'Istituto Italiano di Idrobiologia negli anni 1944-46, collaborando con Adriano Buzzati Traverso, altro genetista italiano di levatura mondiale, nei suoi primi studi di genetica, e con Edgardo Baldi, primo direttore dell'Istituto, ed i coniugi Livia e Vittorio Tonolli nello studio della genetica degli organismi planctonici presenti nel Lago Maggiore. Sono questi gli anni più belli della sua vita, come lui stesso ha avuto modo di ricordare in un recente volume scritto in collaborazione con il figlio Francesco , professore di filosofia ed autore di numerose opere e documentari di carattere scientifico. A Pallanza ritrova la fidanzata, Alba Maria Ramazzotti, che diventerà la sua compagna per la vita, e dalla quale avrà quattro figli: è anche lei sfollata da Milano con la famiglia; il padre, l'Ing. Giuseppe Ramazzotti, collaborerà per molti anni con l'Istituto, diventando la massima autorità mondiale nello studio dei Tardigradi.

La carriera scientifica di Luca continua poi toccando le università di Pavia, Parma, Milano, con frequenti soggiorni all'estero che lo mettono in contatto con i principali ricercatori attivi nel campo della genetica, sino ad occupare una cattedra all'Università di Stanford, negli Stati Uniti.

A distanza di 70 anni dalla sua prima permanenza a Pallanza, il Professore Luigi Luca Cavalli Sforza, accompagnato dal figlio Francesco e dal documentarista Giorgio Guglielmi, venerdì 11 marzo è tornato in Istituto, dove ha incontrato, insieme alla direttrice, dott.ssa Marina Manca, e parte del personale, la signora Mirella Tacchini che, allora ragazza, lo aveva aiutato come assistente nella sua attività di ricerca.

Durante la visita, i professori hanno incontrato i ricercatori di Pallanza e con loro hanno discusso delle ricerche in corso sui diversi temi nei quali l'Istituto è attualmente impegnato.

Inoltre i professori hanno avuto modo di ritrovare memoria della loro presenza nel ricco materiale archivistico recentemente restaurato, parte del grande patrimonio culturale di quello che allora era l'Istituto Italiano di Idrobiologia e oggi è il CNR Istituto per lo Studio degli Ecosistemi: l'archivio storico e fotografico, oggi anche in versione digitale, e un piccolo museo che raccoglie alcuni strumenti antichi e che consente di ripercorrere le tappe dello sviluppo della limnologia, la scienza che studia i laghi e i fiumi.

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