Lega Nord su referendum forno crematorio

Riceviamo e pubblichiamo, una nota della Lega Nord, riguardante la posizione rispetto al referendum sul fornno crematorio.

  
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Rinunciare alla privatizzazione del forno crematorio cittadino. Nonché' al suo eventuale raddoppio. Richiamando il rispetto della legge regionale . Con particolare riferimento alla tutela della salute dei residenti.

Firmo perche':

Sono preoccupato per la qualita' dell'aria che respiriamo.
E' fondamentale il rispetto della legge regionale in tema di inquinamento (oltre alle polveri sottili i medicinali assunti dal deceduto saranno volatilizzati -diossina-).
Non e' rispettato il bacino di utenza che prevede almeno 500.000 residenti per impianto.
Non e' rispettata la distanza di almeno 50 km dal forno piu' vicino (domodossola).
E' da valutare il rispetto della distanza dalla falda acquifera previsto dalla legge (pozzo di prelievo dell'acqua sottostante).
In caso di raddoppio della linea e' da valutare la compatibilita' con la pista di atletica adiacente, con le norme urbanistiche e la legge regionale.
Non e' rispettato il numero minimo di interventi previsti in almeno 1200/1300 all'anno dalla legge (nel 2014 sono stati 890).
Non sono garantiti i posti di lavoro dei dipendenti.
Non sono garantite le tariffe agevolate per i residenti attualmente in vigore.
I verbanesi cremati rappresentano solo il 20 % sul totale (l'80% proviene da fuori provincia)
Non capisco per quale motivo la comunita' dovrebbe rinunciare alla previsione di entrate di € 210.726 all'anno per i prossimi trent'anni.
Al netto degli gli oneri derivanti dall'assunzione del mutuo e di un milione di euro preventivato per le spese di manutenzione.
Non capisco per quale motivo, fermi restando i parametri attuali, (che invece sono previsti in forte crescita), la collettivita' dovrebbe sopportare il triplicarsi degli agenti inquinanti.
In un quartiere gia' penalizzato da altre fonti di inquinamento. (il previsto raddoppio della linea determinerebbe -a norma di legge- almeno 2500 interventi all'anno).
Attualmente non e' rispettata la legge regionale che prevede accordi con altri impianti per sopperire al servizio in caso di manutenzioni o fermi dell'impianto.
Non c'e' nessuna urgenza dato che l'impianto aggiornato nel 2007 non e' a fine vita (normalmente valutata in almeno 10 anni).
Il piano disciplinare specifica che "tale attivita' rientra nei servizi istituzionali del comune" (art. 14 l.r.15/2011)
Firmo perche' gli interessi di un privato non devono prevalere sulla salute dei cittadini.
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