PsicoNews: Il prezzo delle lacrime

Un recente studio, un po’ curioso, ha scoperto che i film strappalacrime servono a sentirsi meglio addirittura rispetto a prima di iniziare a vederli; il prezzo per stare meglio? Le nostre lacrime.

  
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Sarà che sto invecchiando oppure, semplicemente, che ho preso da mia madre, ormai riesco a piangere di fronte a film e pubblicità (ebbene sì anche le pubblicità) con molta più sensibilità di come mi capitava fino a qualche anno fa.

Era il lontano 1999, ero sul divano di casa di un amico, stavamo guardando il film Armageddon e ricordo che lui mi prendeva in giro perché, poichè il film lo avevo già visto, piangevo già dall’inizio perché mi ricordavo come finiva e tutto mi faceva commuovere. Durante l’attesa per un esame, invece, ho dovuto smettere di leggere un bellissimo libro (l’arte di ascoltare i battiti del cuore) perché mi stavo commuovendo e non potevo presentarmi agli esaminatori in lacrime!

Comunque ho scoperto una cosa molto carina rispetto alla visione di film strappalacrime: aumentano la sensazione di benessere. A quale prezzo mi domando io, spettatrice lacrimona.

Dopo 20 minuti circa dal termine del film strappalacrime la maggior parte delle persone continua a sentirsi triste e un po’ commossa per la storia raccontata, dopo circa altri 60/70 minuti lo spettatore frignone si sente di nuovo bene, anzi si sente meglio di come si sentiva prima di vedere il film.

Questo effetto non dipende da quanto lo spettatore abbia pianto, sembrerebbe che il nostro umore richieda un tempo per ricordare la tristezza e elaborarla e poi da lì in avanti per recuperare la serenità o comunque l’umore non triste del prima della visione. Anche il parlare della tristezza ha aiutato i partecipanti a fare il processo di elaborazione e a percepire uno stato umorale migliore.

E voi? Cosa vi commuove in un film?

Buona settimana!
Mara Rongo
Fonte:
Psyblog
Motivation and Emotion (Gračanin et al., 2016).

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