Avvistamento orso: incontro in provincia

Oggi in provincia ha avuto luogo un incontro, per analizzare l'avvistamento di un orso bruno nei pressi di Campello Monti, da parte di una famiglia con casa nel isolato paesino della valle Strona.

  
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Straordinario avvistamento a Campello Monti. Due fotografie scattate a circa 300 metri di distanza, all’imbrunire dello scorso 18 febbraio ritraggono l’immagine di un orso a ridosso del piccolo paese della Valle Strona, in periodo invernale pressoché disabitato.

Gli avvistatori (Carla Parise e Maurizio Ganzerla, una coppia mantovana con seconda casa a Campello, nel villaggio walser per il weekend con il nipote, ventenne, Lorenzo) hanno raccontato agli agenti di polizia provinciale di aver scorto l’animale mentre a quattro zampe stava mangiando qualcosa e di averlo visto scendere dal versante di fronte a loro (prospiciente l’osteria del paese), dove è rimasto per circa un quarto d’ora seduto su di una roccia.

Il giorno seguente, gli avvistatori hanno scattato una foto di impronte sulla neve, sulla pista che porta all’Alpe Pennino. Dal punto di osservazione hanno stimato l’esemplare potesse essere alto 1,70 m e di taglia piuttosto grossa.

La Polizia provinciale ha intervistato gli avvistatori, e pur non avendo motivo di dubitare della loro attendibilità, non può, a fronte dell’indisponibilità di prove certe (quali il ritrovamento di indizi biologici) confermare l’avvistamento, considerata la cautela che sempre deve caratterizzare gli accertamenti in questo settore.

“La Polizia Provinciale su segnalazione degli avvistatori ha compiuto, nei giorni immediatamente seguenti all’osservazione, un sopralluogo, ripetendone un secondo ai primi di aprile, senza però rinvenire ulteriori elementi utili a confermare la presenza dell’orso. Ciò nonostante – commenta il Presidente Nobili, Assessore alla Polizia Provinciale – non c’è nulla che renda incredibile o inverosimile questa presenza, magari soltanto di passaggio. Si possono fare molte ipotesi: certo che il ritorno dell’orso in Valle Strona – dove se ne attesta la presenza fino agli inizi del Novecento – è un’immagine accattivante e suggestiva, anche in termini di promozione di questo territorio cusiano ai confini con la Valsesia. Senz’altro è un indice dell’elevata qualità ambientale delle nostre montagne”.

“Gli orsi effettivamente possono spostarsi anche per centinaia di chilometri sotto spinta di quel meccanismo di dispersione che porta gli esemplari giovani a colonizzare nuovi territori. L'orso più a Ovest – spiega il comandante Marco Brondolo – è stato segnalato in Val Bregaglia e Valtellina (Lombardia), probabilmente proveniente dal Parco Naturale Adamello Brenta in provincia di Trento. Per individuare la provenienza dell’esemplare avvistato in Campello sarebbe stato necessario rinvenire tracce di pelo o degli escrementi, con i quali tentare l'identificazione. Abbiamo contattato i colleghi di Trento che sono i referenti del piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi Centro-Orientali ma senza rinvenimenti biologici non hanno potuto esserci d’aiuto. Oltre alla segnalazione citata, non ne abbiamo ricevute altre ma non si esclude che, se davvero si trattava di un orso, possa essere ancora in zona”.

In ogni caso si parla di un avvistamento unico nel suo genere, perché in questi anni non si è avuto riscontro della presenza di un orso in una zona così ad Ovest delle Alpi. La presenza dell’orso bruno in Italia riguarda attualmente 3 aree distinte: l’Appennino centrale; parte delle Alpi Orientali (Tarvisiano, Alpi Carniche e Dolomiti Bellunesi) per colonizzazione spontanea da parte di individui provenienti dalla Slovenia e parte delle Alpi centro-Orientali, dove la popolazione autoctona residua è stata oggetto, dal 1999 al 2002, di un progetto di reintroduzione di successo.

La Valle Strona può essere considerata un habitat congeniale all’orso, dove per altro fu presente fino agli inizi del Novecento: con le prime esplorazioni scientifiche della valle, datate1869, furono ritrovati nella Grotta delle Streghe di Sambughetto molti reperti fossili di animali: lupi, cervi ed anche l'orso delle caverne.

La Legge 157/1992 inserisce l'orso tra le specie particolarmente protette, in attuazione della Convenzione di Berna del 1979.

“Per chi abbatte, cattura o detiene un orso è previsto l'arresto da tre mesi a un anno e l'ammenda da mille a sei mila euro. E' quindi vietato abbattere, catturare, detenere, commerciare e disturbare esemplari di orso. Deroghe ai divieti di cattura/abbattimento – fa sapere l’Assessore alla Tutela Faunistica Alberto Preioni – possono essere concesse per finalità di prevenzione di gravi danni, nell'interesse della sicurezza pubblica a condizione che non esistano soluzioni alternative e che l'applicazione della deroga non pregiudichi il mantenimento della popolazione in uno stato di conservazione soddisfacente. Non c’è comunque da averne paura, sono animali che avvertendo la presenza dell’uomo fuggono. Certo che se fosse confermata sarebbe davvero una bella notizia quella del ritorno dell’orso nelle nostre montagne”.

Nel Verbano Cusio Ossola negli ultimi anni hanno fatto ritorno alcune specie scomparse da decenni come il lupo e la lince.

Il lupo è monitorato ufficialmente tramite percorsi campione dal 2006 ad oggi (ma già alla fine degli anni Novanta, la Regione aveva iniziato a promuovere indagini sulla presenza della specie nel territorio piemontese).

Nel 2004 un esemplare femmina è stato fotografo e filmato dal Comandante della Polizia Provinciale Marco Brondolo sul territorio del Verbano Cusio Ossola, nello specifico in Valle Bognanco, dove la ‘lupa’ – con provenienza dalla Svizzera – soggiornava periodicamente. Altre segnalazioni di passaggi di lupi – confermati dal ritrovamento di impronte ed escrementi – nel corso degli anni Duemila si sono avute in Valle Formazza, con ipotesi attinenti anche la Valle Vigezzo.


”Si è comunque sempre trattato di esemplari singoli solo di passaggio, che non hanno portato alla colonizzazione, da parte della specie, del nostro territorio” evidenzia l’esperta faunistica della Provincia Elena Lux che rimarca come nel VCO non sia mai stata individuata la presenza di branchi, come invece avviene da anni in altre zone del Piemonte (si veda Cuneo e Torino), dove invece esistono branchi stabili e ben strutturati.


Nel 2011 un esemplare di lupo maschio è stato ritrovato morto vicino alla linea ferroviaria nel territorio del Comune di Vogogna, anch'esso probabilmente di passaggio nella nostra Provincia.

Per quanto riguarda la lince, questo animale è presente abbondantemente dagli anni Ottanta nella vicina Svizzera, dove ha trovato ottimali condizioni di sopravvivenza. Nel nostro territorio, sconfinando, compie periodiche incursioni.

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