PsicoNews: Reagire alle difficoltà: come fare?

Ammiro molto le persone che di fronte a grandi difficoltà della vita riescono a trovare le forze necessarie a risollevarsi e proseguire nel cammino; spesso mi domando se io sarei in grado di fare alcune cose straordinarie come loro ecco che allora oggi ho deciso di parlarvi di una cosa che si chiama resilienza.

  
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La resilienza è un processo, un continuo divenire, grazie al quale, tramite elasticità, adattabilità, resistenza e buon umore si riesce a superare le difficoltà, anche quelle peggiori.

In realtà è l’evoluzione della singola persona che rappresenta la resilienza, poiché essa è un percorso in divenire. Qualunque trauma sia vissuto, la persona reagisce con le caratteristiche che è riuscito a sviluppare fino a quel momento, tuttavia è utile, e confortante, sapere che a tali caratteristiche se ne aggiungeranno altre, grazie allo sviluppo personale.

Quando una situazione molto spiacevole per noi termina, in realtà le nostre sofferenze non si esauriscono poiché a questo punto oltre alla sofferenza diretta causata dalla situazione, si somma la sofferenza della rivisitazione del trauma, che necessita di un senso per ricollocarlo all’interno della nostra storia personale, in poche parole continuiamo a rivivere il trauma per trovarne il suo significato e integrarlo nella nostra storia di vita. Le ferite non si rimarginano completamente, resta una zona più vulnerabile, che ci permette di comprendere meglio le sofferenze altrui e, nello stesso tempo, di trovare una rielaborazione di aiuto per gli altri che possono trovarsi in tali condizioni. Alle volte la sensibilità che ci porta un trauma diventa quasi una qualità in più, se la resilienza fa il suo compito ;)

Che caratteristiche ha un buon resiliente? Possiamo individuare dei fattori utili al processo di resilienza, tenendo sempre ben presente che non è una caratteristica statica ma comporta sempre un’evoluzione dell’individuo:

Socialità: una persona socievole, con una buona rete di persone intorno, che le sono vicine, avrà una buona resilienza o comunque potrà imparare a svilupparla bene;

Seduttività: lo so pare strano, ma le persone seduttive hanno una migliore resilienza grazie alla capacità di suscitare benevolenza e di essere più aperti nel cogliere gli aiuti che gli altri ci inviano;

Racconto: la capacità di raccontarsi e, in seguito, di raccontare ad altri i propri vissuti, ci aiuta a “riordinarli”;

Umorismo: la capacità di rendere l’accaduto socialmente più piacevole e accettabile, ponendosi non come vittima sofferente, ma come attivo fautore del processo di elaborazione del trauma;

Creatività: il trauma porta a trovare modi differenti per adattarsi a una mancanza.

Il punto alla fine non è evitare di cadere ma rialzarsi bene sempre. I bambini in questo sono avvantaggiati poiché meno rigidi e ancorati ai propri pregiudizi, rispetto agli adulti.

Ora la parola passa a voi:
Cosa vi aiuta di più quando soffrite?
Buona settimana
Mara Rongo
Fonti:

http://www.dica33.it/argomenti/psicologia/malattie_da_stress/resilienza.asp
Cyrulnik B. I brutti anatroccoli. Le paure che ci aiutano a crescere. Frassinelli, 2002

Szafran A.W. e A. Nysenholc (a cura di) Freud et le rire. Métailié, Parigi 1994 Leggi QUI il post completo