IL PUNTO N. 463 – di MARCO ZACCHERA

Pubblichiamo la nuova puntata del punto di Marco Zacchera su : Politica, Italie, Fazio e la RAI, Verbania: il porto naufragato

  
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POLITICA SPAZZATURA

Quando il problema della settimana è di stabilire se la signorina Pascale fidanzata di Berlusconi sia più o meno lesbica e questo diventa il leit-motiv della trasmissione politica di Santoro è difficile stabilire come si possa cadere più in basso. Al netto delle questioni private della gente (Si annuncia a Milano il processo “Ruby-ter”, tanto per stare sul tema) la realtà drammatica del paese è data dalla manovra economica di fine anno che ha il sapore della minestrina senza sale che non risolve nulla, non propone nulla, non cambia nulla se non – appunto – proporre insipidi brodini. Io credo nel governo di “larghe intese” se dimostra di essere capace – grazie all’autorevolezza dei leader e ai suoi numeri in Parlamento – di proporre medicine magari amare ma concrete e rapide per risollevare il paese. Se PD-PDL-Lista Civica & C. che tutti insieme rappresentano ¾ delle Camere non sono capaci di fare neppure questo, a che serve questo governo?

ITALIE

La scorsa settimana “Striscia la Notizia” (non la RAI) ha portato le proprie telecamere in una località della Puglia dove diverse decine di lavoratori bulgari sono impegnati stagionalmente per la raccolta dei pomodori e di altri prodotti agricoli. Vivono in condizioni non solo fatiscenti ma direi putride: senza servizi igienici, in catapecchie tirate su alla meglio, senza acqua corrente e senza un minimo di igiene, tra escrementi, topi e rifiuti. Uno sfruttamento vergognoso.

Viene da chiedersi se in quella località non esista un sindaco, un responsabile della polizia urbana, una ASL, un ufficio provinciale del lavoro, un comando dei carabinieri o dei NAS, una questura, dei controlli. Arrivano tranquille le telecamere dove le autorità locali non vedono, non sentono, non sanno. Strano – però - visto che da noi i controlli invece sono quasi fanatici, meticolosi, pronti a sanzionare la più piccola irregolarità: perché queste palesi differenze nell’applicare la legge?

Non solo: ero in Toscana a cena con amici dipendenti pubblici che candidamente mi spiegavano che a Prato, per esempio, nessuno controlla centinaia di aziende cinesi irregolari e che notoriamente operano “in nero” semplicemente perché i funzionari addetti al controllo sono stati pesantemente minacciati durante le ispezioni, nessuno li ha difesi e così adesso tutti si rifiutano ora di andarci. Anche qui, ma perchè - prima di affrontare i massimi sistemi - non si risolvono concretamente questi e tanti altri esempi di MANCANZA DI EQUITA’ E LEGALITA’? Perché neppure si dimostra la volontà di applicarla in modo corretto?

Argomenti che - se la Lega Nord non fosse da tempo in apnea - avrebbe come materia da sottolineare e da denunciare a tutela degli imprenditori seri non solo del Nord con potenziali ed evidenti consensi.

LA TV, LA PROPAGANDA E GLI SPRECHI

Sono tempi duri, durissimi, ma non per tutti. Lo scazzo con Brunetta di domenica scorsa ha fatto scoprire a molti teleutenti che Fazio per le sue apparizioni a “Tempo che fa” prenderà dalla RAI nel prossimo triennio “solo” 5,4 MILIONI di euro e – previdente – si è già fatto rinnovare il contratto in anticipo visto che l’attuale scadrebbe solo a giugno 2014. La politica costa e che Fazio faccia politica in TV non si discute visto il taglio che spudoratamente dà alle sue trasmissioni oltre a guadagnare a titolo personale l’equivalente di più di 10 parlamentari oltre che poi recuperare anche tramite le società che “producono” i programmi. Non è il solo: per aggiudicarsi il comico Maurizio Crozza la RAI – che ha un bilancio già in rosso - sarebbe pronta a spendere 25 MILIONI (cinquantamiliardi!), altro che tagli. Non capisco perché se ci devono essere dei tetti alla spesa pubblica, allo stipendio di manager e dirigenti pubblici (limiti giustissimi) poi si nascondano e si permetta di sforare in modo così plateale i limiti e il buongusto per veri o presunti “big” che altrettanto platealmente buttano in politica (ovviamente tutta a sinistra) le loro trasmissioni senza che nessuno alzi un dito a protestare. Dormono il centro-destra, i garanti, la commissione di vigilanza. Ma Fazio, Littizzetto e compagni sono coccolati perché utili alla sinistra e ringraziano adottando una tattica ormai collaudata. Non solo hanno infatti il controllo e il monopolio di quasi tutti i talk-show, ma il taglio stesso alle interviste, la scelta degli ospiti, il metodo di usare latte e miele quando ad essere intervistato è un “sinistro” e continuamente interrompere se c’è un avversario permettono così alla sinistra di dribblare ogni “par condicio” e (sempre a spese del servizio pubblico!) farsi pubblicità elettorale a breve e a medio termine dipingendo per simpatico od antipatico o addirittura come cretino qualsiasi interlocutore. Non capisco perché il centro-destra non si accorga che anche così sta perdendo (come sempre) la “guerra delle parole” . D'altronde proprio il centro-destra ha le sue responsabilità: per 20 anni ha potuto dire la sua sulla gestione RAI, ma oltre che a sistemare attricette, di quella presenza “politica” che cosa è rimasto a livello di informazione? Il datato “Porta a Porta” e poi nessun equilibrio visto che Rai 3 è infeudata a sinistra da sempre e anche le due altre reti RAI si inchinano a quella parte. Comunque un comico c’è ed andrebbe mandato in onda: è il direttore generale della RAI, Gubitosi, che giudica quella di Fazio una informazione “trasparente, seria e di altissima qualità”. Balle, direttore, Fazio è di nome e di fatto semplicemente fazioso e non si dovrebbe avere l’impudenza di dire “che porta introiti e pubblicità” perché questo può valere per Mediaset che non costa un centesimo al telespettatore, ma non per la RAI che dovrebbe essere imparziale visto che fa pagare un canone a tutti i telespettatori, compresi quelli che vorrebbero disdettarlo ma non possono farlo per legge (altro sopruso) e sono schifati da questa scorretta conduzione di quello che viene venduto per “servizio pubblico”.

VERBANIA DOSSIER: IL PORTO NAUFRAGATO

Il maltempo di giovedì scorso ha messo KO il porto di Verbania con l’affondamento di numerose barche e motoscafi attraccati e danni ingenti alle strutture. Credo che questo disastro sia un’ occasione per fare definitiva chiarezza su questa opera pubblica “nata male” e proseguita peggio. Visto che il presidente del Consiglio Regionale Valerio Cattaneo ha manifestato interesse per il problema - e le sue dichiarazioni sono state riprese ampiamente dalla stampa - è sicuramente la persona più adatta per andare a vedere e finalmente far capire a tutti come mai la Regione Piemonte abbia voluto realizzare il porto proprio in un punto obiettivamente sconsigliabile visto che è molto esposto al vento e forse realizzato con sistemi troppo “leggeri”, ricordando che il gemello porto di Cannobio è già finito in fondo al lago, impietosamente affondato anni fa.

Occorre quindi fare chiarezza quindi su chi lo abbia progettato, perché proprio lì, quanto sia costato e chi l’abbia collaudato.

Il secondo aspetto è legato alla gestione che è stata affidata dall’inizio e per ancora un lungo periodo di tempo a valori decisamente bassi: solo circa 1.500 euro al mese (!) per una struttura che ospita decine e decine di natanti ed ha intorno tutta una serie di strutture (alcune delle quali realizzate dai gestori, va ricordato). Nel prezzo sono compresi anche l’affitto del parcheggio, le aree di servizio ecc. Tenuto conto di quanto si paga per ricoverare un natante mi sembra che la regione abbia fatto un ben pessimo affare.

A questo punto sarebbe indispensabile poi capire se siano state fatte negli anni le manutenzioni ordinarie e a chi fossero a carico perché il comune di Verbania (NB: gestione centro-sinistra) ha preso in carico per buona una struttura palesemente già critica e messa ancor più nei guai dall’uragano del 25 agosto 2012. Qualcuno (Rifondazione Comunista, che adesso è la difensora d’ufficio anche dei proprietari di yacht !) ha fatto la consueta demagogia sul perché non si sono poi fatte successive opere di manutenzione, dimenticando che la regione Piemonte dopo le promesse iniziali (proprio Cattaneo arrivò ad ipotizzare una accisa sulla benzina per aiutare Verbania, finita in nulla) e le visite di Presidente ed Assessori non ha concesso che briciole per i danni del tornado stanziando alla fine solo circa 300.000 euro (pari a meno di un terzo delle spese vive affrontate in proprio dal comune solo per la primissima emergenza) e zero stanziamenti per i privati. Nulla è stato concesso per il ripristino dei beni comunali. L’unico ente che si è visto riconoscere una bella somma è stata Villa Taranto che – soprattutto grazie ai senatori locali Zanetta e Montani - si è vista assegnare dallo Stato con la legge finanziaria dell’anno scorso ben 2.000.000 di euro (a quanto sono ammontati i danni “veri”?) che a mio avviso andavano ed andrebbero spesi anche per i servizi e la zona legata a Villa Taranto (area Castagnola, parcheggio a lago, pista ciclabile, illuminazioni a cominciare da Via Prossano ecc.) ma l’Ente, nella sua autonomia, non l’ha intesa così e la città è rimasta a secco.

Il blocco degli investimenti – nonostante che anche quest’anno Verbania sia tra le poche città d’Italia che siano risultate “comune virtuoso” per il bilancio da noi approvato e voluto l’anno scorso - impedisce poi di farne di nuovi e tanto meno può far ipotizzare che il comune trovi i fondi, chiunque amministri, per rifare il porto che – costruito e mantenuto meglio – certo non sarebbe l’attuale desolante disastro di oggi. Nonostante ciò, nel mese di marzo di quest’anno la mia amministrazione ha trovato 140.000 euro per finanziare lo studio di fattibilità dei lavori necessari per sistemare il porto e in data 8 marzo il dirigente preposto del Comune aveva emesso un’ordinanza che vietava l’approdo, l’ormeggio e l’accesso da terra ai pontili galleggianti del porto turistico.

Buona settimana a tutti
Marco Zacchera
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