79 milioni di euro falsi VIDEO

Cinque arrestati dai carabinieri tra Biella e Verbania, recuperate 1,6 milioni di banconote da 50 per un totale di 79 milioni che stavano per essere messi in circolazione. Gli esperti: "Materiale di fattura pregevole, contraffatto con grande abilità"

  
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Dal sito: torino.repubblica.it

Tra Biella e Verbania i carabinieri hanno compiuto uno dei più consistenti sequestri mai scoperti in Italia: 1 milione e 600 mila banconote da 50. Un "tesoro" da 79 milioni, di fattura pregevole, secondo gli esperti della Banca d'Italia, che stava per essere immesso sul mercato. Cinque le persone arrestate.

Nell'operazione "Every ten" hanno operato i carabinieri del Nucleo investigativo di Verbania e della squadra di polizia giudiziaria: i falsi euro sono stati sequestrati in un garage di Bioglio, paesino del Biellese. "Si tratta del più ingente sequestro avvenuto in Italia. Uno delle più importanti anche a livello europeo" commenta il tenente colonnello Nicola Politi, comandante provinciale dei carabinieri di Verbania. In manette sono finiti quattro uomini e una donna: Gianmario Griggi, 53 anni, residente nel Verbano; Massimo Pulze, 51 anni, biellese; Barbara Panizzolo, 46, di Biella; Paolo Erbetta, 43, e Enzo Martucci, 54, entrambi residenti nel Novarese. Sono accusati di produzione e traffico di banconote false.

L'inchiesta è partita lo scorso mese di settembre quando nel Verbano Cusio Ossola furono scoperte alcune banconote false da 50 euro. "Le banconote - spiega il tenente colonnello - sono state analizzate dai nostri esperti del Nucleo Antisofisticazione Monetaria di Roma, che ha accertato prodotte dalla stessa matrice". Gli inquirenti hanno poi scoperto le tipografie: una a Baveno (Verbania), l'altra a Lessona (Biella). Nel garage di Bioglio carabinieri hanno sequestrato 172 scatoloni pieni di banconote, che la banda avrebbe ben presto messo in circolazione, forse anche in paesi fuori dall'Eurozona. "Banconote ben contraffatte - spiega il colonnello - con l'ologramma perfettamente ricostruito. Per essere messe in commercio mancava solo l'operazione di 'invecchiamentò del denaro".

Per gli inquirenti - l'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Bianca Maria Baj Macario - Griggi e Pulze avrebbero stampato le banconote che sarebbero state vendute a 2-3 euro l'una, attraverso l'intermediazione della Panizzolo, che si avvaleva dell'aiuto di Erbetta e Martucci. Le indagini non sono ancora concluse. Gli esperti della Banca d'Italia sostengono che le banconote erano di ottima fattura: in una scala da 1 a 10, la qualità era di otto. Leggi QUI il post completo