"Il Punto" di Marco Zacchera n°472

Riportiamo dal sito di Marco Zacchera l'ultimo numero della newsletter "Il Punto", argomenti trattati Auguri natalizi, follie parlamentari e i Marò in India.

  
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AUGURI
Auguri a tutti voi, lettori, che mi avete seguito in questo lungo anno 2013 per me molto tormentato e che tante volte mi avete lodato o criticato ma che mi avete sempre espresso il vostro pensiero spero in modo genuino, schietto, senza fronzoli. Mi auguro davvero che sia sempre stato così perché con quei vostri commenti mi avete trasmesso esperienze e pareri sempre importanti .
Auguri al mondo che quest’anno ha trovato in Papa Francesco una voce nuova, gioiosa e fresca, ma che continua a distruggersi senza criterio e senza giustizia, troppe volte vittima di incongruenze inaudite e violenze inaccettabili.
Auguri all’Europa che annaspa vittima di contraddizioni e che rischia di implodere perché ha perso per strada i suoi valori ed è diventata più un club di banchieri che una comunità di cittadini perdendo così la capacità di “esportare” nel mondo non tanto prodotti ma soprattutto idee e cultura
Auguri all’Italia che è pesantemente in crisi, spaccata e delusa, senza riferimenti e con poche speranze. Deve e dobbiamo trovare il coraggio di non arrenderci, ma anche capacità di riscoprire tra di noi maggiore solidarietà o nella solitudine del “ciascuno per sé” rischiamo di dimenticare quanto valga lo spirito di una Nazione che pur nei secoli ha attraversato momenti molto più duri.
Auguri ai giovani e soprattutto a quelli che faticosamente cercano di crescere, non cercano scorciatoie, vogliono che le utopie e le speranze non siano spente prima ancora di nascere. Gli stiamo lasciando un mondo sempre più arido – in tutti i sensi – dove il valore delle cose rischia di nascondere quello dello spirito, dell’impegno solidale e anche gratuito. Cerchiamo di aiutarli perché trovino la loro strada e non si lascino vincere dalla rassegnazione o peggio dall’odio.
Auguri alla mia città. Ho dovuto abbandonarne la guida, ma a distanza ormai di qualche tempo - e chiarendosi man mano molte circostanze che in primavera mi sfuggivano – se da una parte sono convinto di aver fatto una scelta dovuta dall’altra mi cresce la rabbia di non aver cacciato prima della gentaglia che stava intorno a me e che non meritava certo fiducia: i fatti parleranno e qualcuno dovrà chiedere pubblicamente scusa, non tanto a me quanto - appunto - all’intera città…e non se la caverà solo con le scuse.
Parole amare, certo, ma d'altronde questo anno per me è stato un periodo di profonde amarezze che non credo fossero meritate.
Ma gli auguri ed un “grazie” vanno infine alle tante persone per bene che ho incontrato ed incontriamo tutti i giorni. Italiani come tanti che stringono i denti, non si arrendono, comunque non accettano di fare troppo i furbi e si comportano bene. Meritano rispetto ed affetto perché è grazie a loro ed ai loro sacrifici se la macchina-Italia, pur in difficoltà, non è ancora del tutto deragliata.
FOLLIE PARLAMENTARI

Nel disinteresse generale il Parlamento sta approvando la consueta raffica di provvedimenti fiscali di fine anno in un crescente marasma dove non si capisce più nulla e – come negli anni scorsi – sapienti manine tolgono o aggiungono incomprensibili articoli, commi, contributi. Ma le cose e il metodo non dovevano cambiare? Promesse vane: per anni ho vissuto questa follia collettiva dove alla fine nessuno (volutamente?) riusciva più a capirci qualcosa e tutto passava poi per il consueto “voto di fiducia” il cui significato pratico è stato completamente stravolto rispetto ai dettati e alle intenzioni degli ormai defunti Padri Costituenti.
Tra i vari imbrogli uno mi è sembrato particolarmente grave: l’ennesima beffa ai comuni, soprattutto a danno di quelli che hanno avuto il coraggio di calmierare le odiose macchinette mangiasoldi. Uno stato ipocrita e biscazziere, asservito alle ragioni e logiche delle multinazionali del gioco, dove non ci si vuole rendere conto dei costi sociali, morali, culturali ed affettivi immensi che crea la ludo-dipendenza e ai costi che poi gravano non tanto sul governo ma sugli enti locali che ne subiscono le conseguenze, sommersi dalle domande di aiuto di chi si è rovinato la vita.
Folli un governo e uno stato che spingono a giocare illudendosi di guadagnare percentuali che poi diventano illusorie, soprattutto quando (è stato il caso di questi ultimi mesi) l’ennesimo condono ha di fatto cancellato il contezioso con chi le macchinette le aveva volutamente truccate, ha intascato i soldi (miliardi di euro) e alla fine se l’è cavata con multarelle minime rispetto all’entità del bottino. Nessun Magistrato trova il tempo di vedere chi è stato e sia dietro a questa losca vicenda? Anche questo aspetto è purtroppo significativo.

Nel tiramolla delle leggi di fine d’anno c’è stata anche una complicata riscrittura delle strutture di comuni e province che meriterebbero riforme condivise, serie, approfondite e invece si susseguono tra decreti caotici e approssimati. Gli ultimi sembrano in totale contraddizione con quelli del 2012: come nel gioco dell’oca a ogni
mezzo giro sembra di ritornare quasi da capo.

Tra i vari “tagli” anche quello delle RAPPRESENTANZE ITALIANE ALL’ESTERO con la sparizione di un’altra ventina di consolati. Bisognerebbe capire perché l’Italia spenda per la politica estera e l’assistenza a milioni di italiani nel mondo lo 0,3% del bilancio statale rispetto ad altre nazioni europee che percentualmente impegnano 3 volte tanto. Manca ogni razionalità e strategia e soprattutto nessuno pensa che per uscire dalla crisi l’Italia dovrebbe puntare sui mercati esteri, ma tanto – disperate – le imprese italiane fanno da sé visto che ogni tentativo di coordinamento del “sistema paese” scatena ilarità tra gli operatori che sanno la scadente realtà della nostra Italia “ufficiale”.

L’INDIA E NOI

La notizia sarà sfuggita ai più ma l’India, dopo che il governo USA aveva arrestato per alcune ore la console indiana a New York sostenendo che aveva artefatto e falsificato dei documenti ufficiali, ha scatenato una forsennata battaglia diplomatica che ha messo alle corde l’amministrazione di Obama ottenendo soddisfazione e ridicolizzando la nazione più forte del mondo. Noi festeggiamo la fine d’anno con i nostri due Marò bloccati a Nuova Delhi ormai da due anni, dopo che due governi imbelli si sono fatti e si stanno facendo prendere in giro, non siamo in grado di pretendere giustizia e quando – un anno fa ! – i nostri due militari vennero in Italia li restituimmo all’ India per “mantenere la parola data”.
Devono averci preso per cretini visto che dopo un anno ancora non è stato fatto loro neppure un processo. Figure di m… che fanno dell’Italia un pupazzo a livello mondiale.
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