M5S torna su Piano Casa 2026
Riceviamo e pubblichiamo, una nota del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle VCO, sul Piano Casa 2026 e l'incontro con il parlamentare Antonino Iaria.
👤 Redazione ⌚ 27 Giugno 2026 - 08:01 Commentaa-
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Il decreto-legge n. 66/2026 — il Piano Casa 2026 — ha incassato la fiducia alla Camera il 23 giugno. Ora passa al Senato per la conversione, con scadenza fissata al 6 luglio. Sul provvedimento, fra gli altri, è espresso con chiarezza il deputato M5S Antonino Iaria, architetto e già assessore all’urbanistica di Torino, una delle voci più competenti del Movimento sul tema abitativo: il decreto esiste, i fondi ci sono, ma senza una regia pubblica efficace e senza il coinvolgimento attivo dei Comuni, rischia di trasformarsi nell’ennesima operazione a vantaggio della rendita privata.
“C’è un commissario per il Piano casa, che è la più grande agenzia immobiliare creata da questo governo: non è giusto dargli uno stipendio fisso, dovrebbe andare a provvigioni.” Lo dice Antonino Iaria, deputato M5S, Camera dei Deputati, 22 giugno 2026 Il Movimento 5 Stelle ha sostenuto l’obiettivo del provvedimento — 100.000 alloggi in dieci anni, recupero del patrimonio ERP, contrasto alla crisi abitativa — ma ha denunciato tre nodi critici che rischiano di svuotarne l’efficacia:
1. Eccessivo commissariamento: affidarsi a un commissario straordinario con poteri derogatori è il solito approccio emergenziale che scavalca Regioni e Comuni anziché potenziarli. Come ha ricordato Iaria citando le stesse parole del commissario nominato Felice Squitieri: «l’attuazione è il vero nodo», e le Regioni e i Comuni devono avere un ruolo centrale, non marginale.
2. Rischio privatizzazione dell’ERP: la possibilità di vendere agli assegnatari gli alloggi popolari — il riscatto previsto dal decreto — può ridurre nel lungo periodo la disponibilità di case popolari a favore di un mercato che rimane inaccessibile per le fasce più deboli. Servono canoni ancorati al reddito, non sconti commerciali.
3. Semplificazione urbanistica senza governo del territorio: le procedure accelerate per gli investitori privati sopra il miliardo di euro — con deroga alla pianificazione urbanistica — rischiano di localizzare i nuovi alloggi convenzionati dove conviene ai privati, non dove la città ha bisogno di riequilibrio sociale.
Le parole di Iaria risuonano con forza anche a Verbania, città che, come indicato nel nostro precedente Comunicato Stampa, al 31/12/2024 registrava 30.178 abitanti (quindi 135 in meno rispetto all’anno precedente) e un indice di vecchiaia di 285,3 anziani ogni 100 giovani.
Verbania dunque è esattamente il contesto in cui il Piano Casa può fare la differenza, a patto che l’Amministrazione Albertella smetta di approvare ordini del giorno futili e si presenti al tavolo regionale con progetti seri e cantierabili. Ricordiamo che a Verbania presenta tre emergenze abitative concrete — il degrado delle stecche ERP di Sassonia/Via Roma, l'abbandono sistemico dei nuclei storici di Trobaso e Possaccio, e il vuoto di offerta calmierata per il ceto medio che l'ex Collegio San Luigi potrebbe colmare — aggravate da oltre 665 annunci di affitti brevi che prosciugano il mercato residenziale e spingono persino medici e infermieri dell'ASL VCO a emigrare in Svizzera.
Per questi motivi il Gruppo Territoriale del M5S VCO sta sollecitando da tempo l'Amministrazione Albertella a muoversi senza attendere risorse comunali in quanto il Piano Casa 2026 le mette già a disposizione le risorse necessarie attraverso il Fondo Nazionale e la Cassa Depositi e Prestiti, a condizione però che Verbania, come già precisato, si presenti al tavolo con progetti cantierabili.
Fenomeni come il graduale spopolamento della città non possono essere ignorati e Verbania deve scegliere che città vorrà essere.
Il sindaco Albertella si attivi dunque e non resti a guardare!
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