Le civiche di maggioranza su manifestazione sul lungolago
Riceviamo e pubblichiamo, una nota congiunta dei Gruppi Civici Verbania Futura e Leali con Verbania dopo la manifestazione sul lungolago di Intra.
👤 Redazione ⌚ 30 Settembre 2026 - 09:30 Commentaa-
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«La memoria delle vittime non ha colore»
La manifestazione di ieri sul lungolago di Intra ha portato in piazza molte persone. Rispettiamo chi ha scelto di esprimere il proprio dissenso in modo pacifico. Proprio per questo sentiamo il dovere di dire con chiarezza che cosa quella giornata ci ha lasciato.
La decisione della Giunta, approvata all'unanimità il 3 agosto, nasce da una convinzione semplice: la violenza politica va condannata senza distinzioni, da qualunque parte arrivi. Sergio Ramelli aveva diciotto anni quando fu aggredito sotto casa, a Milano, e morì dopo settimane di agonia. Era uno studente. Ricordarlo non significa riabilitare un'ideologia né sminuire il sacrificio di chi ha combattuto per la libertà. Significa dire ai ragazzi di oggi che nessuna idea vale la vita di un ragazzo.
Nessuno in questa maggioranza ha mai messo in discussione il valore della Resistenza né la memoria dei Martiri di Fondotoce. È patrimonio di tutta Verbania e continueremo a onorarla come abbiamo sempre fatto. Una comunità matura sa tenere insieme le proprie memorie, senza metterle in competizione.
Ed è qui che la giornata di ieri ci preoccupa. Parole come "provocazione" e "oltraggio" hanno spostato il confronto altrove: non più sul ricordo di una vittima, ma sulla pretesa di stabilire chi abbia titolo a custodire la memoria della città e quale memoria sia ammessa. È un modo di intendere il dibattito pubblico che non riguarda solo Verbania, ma che qui oggi si fa sentire con particolare forza. Chi custodisce la memoria ha il dovere di non trasformarla in terreno di scontro politico.
A più di ottant'anni dalla fine della guerra e a mezzo secolo dagli anni di piombo, leggere il presente con le lenti della guerra civile significa tenere aperte ferite che il Paese ha il diritto di consegnare alla storia, con tutti i loro orrori, perché restino una lezione e non diventino un'arma. Per questo la nostra posizione non cambia.
L'intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli è una scelta ponderata, condivisa da tutta la maggioranza e fondata su un principio che non intendiamo mettere in discussione: la condanna di ogni violenza politica, senza eccezioni. Una scelta che non toglie nulla a nessuno: il monumento ai Marinai d'Italia resta dov'è, e nessuno ha mai pensato di toccarlo. Non revocheremo la delibera sotto la pressione della piazza, perché farlo significherebbe ammettere che esistono vittime da ricordare e vittime da dimenticare.
Fermezza, però, non vuol dire chiusura. Siamo pronti a un confronto sereno con tutte le realtà cittadine, associazioni comprese, per costruire insieme momenti di memoria che uniscano anziché dividere. Verbania merita questo, non una contesa senza fine sul proprio passato.
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