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Il futuro delle Province

A Torino Assemblea Generale delle Province Piemontesi. Alla vigilia della riunione il Presidente UPP Nobili interviene sul Decreto 'Salva Italia' che retrocede le Province a enti di secondo livello.
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Il futuro delle Province
Il dibattito sugli enti intermedi non si smorza: l’argomento è stato ripreso con la notizia dell’elaborazione da parte del Governo Monti della spending review per la razionalizzazione dei costi dell’apparato pubblico e il contestuale richiamo della BCE sulla necessità di una riduzione del numero delle Province piuttosto che una loro regressione a enti di secondo grado con funzioni di coordinamento ancora tutte da decidere e precisare.

“La strada indicata dalla Banca Centrale Europea si sposa perfettamente con quella già intrapresa da UPI e UPP fin dall’inizio di questa tornata storica, in cui senza più possibilità di dilazioni si chiede al Paese di rinnovare il proprio assetto istituzionale attraverso un processo di snellimento e modernizzazione in grado di produrre risparmio ad efficienza” spiega il Presidente dell’UPP Massimo Nobili.

“Un punto sul quale insistiamo, così come si evince dall’emandamento al testo del Codice delle Autonomie al quale in modo bipartisan hanno lavorato relatori PdL e PD, è il mantenimento dello ‘status’ di enti di primo grado – con elezione diretta degli amministratori – per le Province. Questo anche per analogia ed equità rispetto a quanto è previsto per le Città Metropolitane: non si capisce dunque perché enti di area vasta, con funzioni e competenze assimilabili e in gran parte identiche, dovrebbero ricevere un trattamento differente, severamente penalizzante in termini di rappresentanza democratica dei territori e comunità” rimarca Nobili.

“Una riforma seria e incisiva negli obiettivi che si propone – conclude Nobili – l’adozione di un nuovo Codice delle Autonomie in grado di attuare una revisione integrale e coordinata di enti e istituzioni che sono la struttura portante dello Stato. L’UPP – con al suo fianco la Regione Piemonte – continua nel suo impegno affinché ciò avvenga con tempestività e condivisione, evitando il pericolo di vuoti di mansioni e deleghe. Siamo pronti per la razionalizzazione: essenziale è però che non sia calata dall’alto con il rischio di una regressione. Deve essere invece un’occasione decisiva per un passo avanti verso un sistema più snello e funzionale alle aspettative di cittadini e imprese, con meno costi e burocrazia”.
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