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Zona Rossa: molte reazioni politiche

Riportiamo le molte reazione politiche alla preannunciata Zona Rossa anche nel VCO

Verbania
Zona Rossa: molte reazioni politiche
FdI VCO : Il VCO non deve essere zona rossa, bisogna differenziare

il Coordinamento provinciale di FdI del VCO ritiene di dover porre alcune considerazione alla luce dell'ultimo DCPM e della situazione piemontese.
Appreso che la Provincia del VCO -come tutto il Piemonte- sarebbe stata inserita nell'ambito delle "zone rosse" per l'emergenza Covid, ci sembra che la situazione vada verificata con maggior attenzione ai dati.
Ci pare che i numeri dei contagi evidenziano che la situazione non è omogenea su tutto il territorio piemontese, dai dati alla nostra attenzione possiamo evidenziare che il VCO NON è in situazione da zona rossa.
Crediamo sarebbe utile applicare dei provvedimenti differenziati sui diversi territori, in relazione appunto ai numeri dei contagi, questo per non danneggiare ulteriormente attività economiche già fortemente penalizzate.
Auspichiamo un interessamento in tal senso, delle istituzioni , delle associazioni di categoria e dei rappresentanti politici e amministrativi del nostro territorio, al fine di giungere ad una applicazione delle norme che sia il piu possibile coerente sia con l'emergenza sanitaria e con la reale portata di gravità nel Verbano Cusio Ossola.

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Preioni (Lega Salvini Piemonte): “Abbiamo chiesto che il Vco non fosse zona rossa, ma il governo ha detto no. Altra prova di mancanza di dialogo”

"Governo sordo e incapace di collaborare: è sbagliato mettere sullo stesso piano i grandi centri coi piccoli Comuni. Alla luce del Dpcm odierno, abbiamo chiesto con forza al governo romano di differenziare le zone del Piemonte: la situazione causata dal Covid-19 non è la stessa per tutte. In primis il Vco, per esempio, che secondo noi non dovrebbe essere classificato come area rossa. Ma la risposta è stata purtroppo negativa. Mi sono confrontato telefonicamente col governatore Cirio: entrambi riteniamo che questo decreto non sia conforme alla realtà dei diversi territori della nostra regione. La situazione sanitaria del Verbano Cusio Ossola è al momento meno pesante e complessa di quella che grava su altre province, fortunatamente gli ospedali non sono al collasso, motivo per cui avrebbe potuto godere di meno restrizioni. Ci rendiamo tutti perfettamente conto, il gruppo Lega Salvini su tutti, della gravità della seconda ondata della pandemia e nessuno intende sfuggire all'assunzione delle proprie responsabilità, ma anche in questa occasione dobbiamo constatare come il governo abbia preferito imporre la sua linea, il suo diktat, senza accettare il dialogo e le proposte di buon senso che gli sono arrivate in queste ore. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha motivato il suo no col fatto che, a suo dire, ci sarebbe troppa mobilità tra le diverse province. Sigillare il Vco alla stregua di Torino con coprifuoco e lockdown è un errore che aggraverà anche le conseguenze economiche della pandemia".

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Comunicato stampa di Voce Libera del VCO.

Il DPCM istitutivo delle c.d. “zone rosse” – assoggettate a misure restrittive particolarmente rigorose in ragione dell’elevato rischio epidemiologico – prevede tuttavia che con ordinanza del Ministro della Salute, adottata d’intesa con il Presidente della Regione interessata possa essere prevista in relazione a specifiche parti del territorio regionale, in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico l’esenzione dalle misure restrittive previste e, quindi l’esenzione da un sostanziale lockdown.
I dati relativi al rischio epidemiologico collocano il Piemonte tra le regioni a più alto rischio soprattutto a causa della situazione sanitaria di Torino e della sua periferia, mentre una disamina di tali dati, provincia per provincia, vede collocare il VCO in una fascia di basso rischio.
Tale considerazione ci induce pertanto a chiedere che il Governatore della Regione Piemonte, Alberto CIRIO, nell’interlocuzione con il Ministro della Salute ai fini della definizione del Piemonte come “zona rossa”, si avvalga espressamente della facoltà che il DPCM gli attribuisce, e chieda pertanto di applicare alle province piemontesi con un basso tasso di rischio epidemiologico - tra le quali vi è il VCO – l’esenzione dalle misure restrittive previste dal DPCM per le zone rosse.
Esercizi commerciali ed attività economiche hanno pagato in questi mesi un prezzo molto alto alla crisi ed hanno sostenuto spese ingenti per adeguarsi ai protocolli di sicurezza necessari ad assicurare l’apertura delle attività: crediamo a maggior ragione che, a fronte di un rischio epidemiologico particolarmente contenuto, esercizi commerciali ed attività economiche del VCO non debbano essere penalizzate da misure restrittive di chiusura che oggi non avrebbero ragion d’essere.
Si controlli il rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza ma si permetta ad attività purtroppo in grave sofferenza di continuare a lavorare.

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Il presidente Alberto Preioni, a nome di tutti i consiglieri del gruppo Lega Salvini Piemonte, commenta così l’istituzione della zona rossa da parte del nuovo Dpcm del governo Conte.

“Agendo con il favore delle tenebre come è ormai suo costume, il governo Conte ha compiuto il capolavoro della sua autocrazia. Calpestando le prerogative delle Regioni, ignorando le proposte avanzate dalla Lega in parlamento che puntavano a un contrasto della pandemia che ne mitigasse anche le conseguenze economiche, abbandonandocentinaia di migliaia di onesti lavoratori al proprio destino, si è deciso che il Piemonte è in zona rossa e che da domani tornerà il lockdown. Un’imposizione che Conte e il suo ministro della Salute Speranza hanno ratificato sulla base di dati che restano confinati nelle segrete stanze del Comitato tecnico scientifico, senza spiegarne i criteri di oggettività e senza che le Regioni abbiano avuto voce in capitolo nelle valutazioni. Visto il quadro pandemico dei suoi territori, con profondissime differenze tra grandi città e piccoli comuni, il Piemonte aveva chiesto che venissero adottati approcci differenziati per evitare una chiusura totale: Roma ce l’ha impedito. Ora restano le macerie del futuro di migliaia e migliaia di cittadini piemontesi ai quali viene negato il diritto alla sopravvivenza economica e verso i quali è rivolta la prima, concreta azione della Lega Salvini Piemonte. Una legge, della quale ci faremo primi firmatari, per una tassazione extra per tutta la durata della pandemia delle grandi multinazionali dell’e-commerce, le uniche che trarranno profitto dalle sofferenze della nostra economia di vicinato. Risorse che saranno integralmente destinate al ristoro delle perdite patite dalle attività commerciali e delle partite Iva costrette alla chiusura, e che dovranno aggiungersi a quelle che il Governo dovrà stanziare con il massimo dell’urgenza, contestualmente all’entrata in vigore del Dpcm. Soprattutto, bisogna bloccare la tassazione e la macchina della riscossione fino a tutto il 2021: la pace fiscale necessaria perché i nostri lavoratori possano sopravvivere a questo Tsunami che Conte e i suoi ministri hanno scatenato sulle loro esistenze in maniera unilaterale”.

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Comunicato stampa dell'on. Mirella Cristina dopo l'ultimo DPCM con Piemonte e VCO in zona rossa

Piemonte e VCO in zona rossa con l’ultimo DPCM del Governo. Intervento dell’onorevole di Forza Italia Mirella Cristina che afferma: "In Parlamento stiamo lottando dall’inizio della pandemia per avere un dialogo con Conte e con la maggioranza, la porta ci è sempre stata sbattuta in faccia. Sono sempre state prese decisioni unilaterali. Solo quando si trattava di decidere l’ultimo step che avrebbe inevitabilmente scontentato tante realtà economiche della nostra Italia Conte ha aperto alla discussione con le forze di Centro Destra, per poter gettare la responsabilità sulle nostre spalle, responsabilità che è invece tutta di un governo incapace, che si è presentato impreparato anche di fronte alla annunciata seconda ondata della pandemia. Non stupisce che le istanze già presentate dagli amici della Lega siano state disattese rispetto al Verbano Cusio Ossola, a fronte anche del fatto che il nostro stesso Governatore Cirio abbia rilevato la non conformità di questo ultimo DPCM ai diversi territori della nostra Regione. Sediamo in Parlamento - conclude la deputata azzurra - sperimentando fin dall’inizio di questo governo e della pandemia, come Conte e i suoi siano assolutamente sordi alle voci delle minoranze, soprattutto dei partiti di Centro Destra".

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Comunicato On. Enrico Borghi - deputato e Alice De Ambrogi - segretaria Pd VCO

ZONE ROSSE, SERVE RESPONSABILITA’ E NON SPARATE COME QUELLA DI PREIONI


Non si può giocare in una situazione così drammatica per la salute e la condizione sociale del Paese come sta facendo una parte della destra locale e regionale. Leggiamo di fantomatiche proposte del consigliere regionale Preioni al ministro della salute Speranza tese ad escludere il VCO dalla zona rossa. Su questi temi non si può affidare la gestione di un fenomeno così delicato a “sparate” ad uso social. Servono responsabilità e conoscenza della situazione, sia sanitaria che legislativa.

Le decisioni che si stanno assumendo in queste ore non sono frutto dei capricci del Governo. Le ordinanze che il Ministro della Salute sta elaborando sono basate su 21 criteri -ELABORATI E FORNITI DALLE REGIONI- il cui incrocio stabilisce le fasce geografiche del contagio. Ai Presidenti delle Regioni spetta il monitoraggio degli indicatori della diffusione del COVID19.

Il DPCM adottato ieri dal Presidente del Consiglio stabilisce che l’adozione delle zone rosse avviene da parte del ministro della salute sentita la Regione interessata, e stabilisce che sia il territorio regionale la base sulla quale determinare quale sia la fascia di rischio da applicare.

Purtroppo, la Regione Piemonte - e non è questa la sede per fare polemiche politiche circa la responsabilità della Giunta Regionale- si trova in una condizione di estremo rischio da contagio, tale da configurare la cosiddetta fascia di scenario 4 (“zona rossa”).

Se la Regione Piemonte - che si esprime istituzionalmente attraverso il proprio Presidente, unico titolato a tenere i rapporti istituzionali col governo - riteneva plausibile la determinazione della “zona rossa” su base provinciale, avrebbe dovuto richiedere di inserire questo aspetto nel DPCM e impegnarsi in tal caso a fornire il tracciamento di tutti i 21 parametri su scala provinciale. Questo non è stato fatto.

Per cui proporre a valle proposte simili, millantando addirittura proposte fatte al ministro della salute che non sono state avanzate dai soggetti che se ne assumono la paternità, significa solo alzare inutili e pericolosi polveroni.

Con la salute dei cittadini non si può e non si deve scherzare”.



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