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Si presentano i risultati del Progetto SISTO

Il progetto SISTO (SIstema di Sorveglianza delle Tossine algali) ha lo scopo di gestire il rischio derivante dalle fioriture di alghe tossiche all'interno del nostro territorio
Omegna
Si presentano i risultati del Progetto SISTO
Con la messa a punto di un sistema di allarme in situ per la verifica precoce del potenziale rischio sanitario legato alle fioriture di alghe tossiche si è concluso il progetto SISTO (SIstema di Sorveglianza TOssine algali), realizzato dall’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi-CNR in collaborazione con ARPA VCO e il laboratorio di microbiologia applicata SUPSI (ex Laboratorio di Biosicurezza – Istituto Cantonale di Microbiologia del Ticino), grazie al contributo finanziario della Fondazione Cariplo e al sostegno di numerosi enti (Provincia del VCO, il Distretto Turistico dei Laghi, l’Agenda 21 Laghi, l’Associazione Europea Rotary per l’Ambiente e i comuni di Cannero, Cannobio, Oggebbio, Omegna, Sesto Calende, Stresa, Travedona Monate e Verbania).

Lo scopo del progetto era di valutare la capacità di alcuni organismi (organismi sentinella) di accumulare tossine anche quando la loro concentrazione nell’ambiente è molto bassa, e coniugare l’uso del “bioaccumulatore” con un metodo analitico sufficientemente rapido da poter essere impiegato per la realizzazione di un sistema di allerta precoce.

Il progetto si è avvalso dei molluschi bivalvi come “sentinelle di allarme” e ha testato l’applicabilità di una tecnica analitica (MALDI-TOF MS, Matrix Assisted Laser Desorption Ionisation – Time Of Flight Mass Spectrometry) che si è dimostrata un efficace metodo di screening per la determinazione e identificazione di tossine algali anche a concentrazioni inferiori ai livelli di allerta. Questa metodologia, a fronte di un costo elevato per l’acquisto della strumentazione, garantisce i requisiti di rapidità ed economicità dell’analisi che rendono estremamente conveniente la sua applicazione nelle indagini di “screening” preliminare, richieste per il funzionamento in tempo reale dei sistemi di “allarme precoce” (early warning systems).

La metodologia proposta presenta vantaggi rispetto alle 2 metodiche usate dagli enti di sorveglianza ambientale in accordo con le normative attuali. E’, infatti, più sensibile e meno soggetta a interferenze rispetto ad una di esse (HPLC-DAD) - con il vantaggio di poter analizzare campioni con concentrazioni di tossina più basse – ed è più rapida e specifica rispetto all’altra (test immunoenzimatico ELISA), che non è in grado di identificare le tossine e necessita di tempi più lunghi per le analisi (ore il test ELISA, secondi la tecnica MALDI-TOF MS), con conseguente risparmio sulla spesa derivante dal costo del personale che effettua l’analisi.

Se a questi vantaggi si aggiunge la possibilità di ridurre i tempi e i costi per la preparazione del campione – che i risultati del progetto hanno confermano possibile per l’analisi con la metodica MALDI-TOF MS– è logico concludere che il binomio “sentinella” + analisi MALDI-TOF rappresenta una soluzione tecnicamente semplice ed economicamente vantaggiosa per la realizzazione di un sistema di sorveglianza ambientale finalizzato a garantire la massima sicurezza per la fruibilità della risorsa idrica e ittica.

Infatti, l’aumentata frequenza delle fioriture di alghe potenzialmente tossiche, non solo in mare ma anche nelle acque dolci, compreso il Lago Maggiore e i laghi limitrofi, richiede l’attivazione di procedure di verifica ambientale rapide ed affidabili finalizzate alla regolamentazione locale degli usi dell’acqua e della risorsa ittica per la prevenzione del danno sanitario.

Ciò è tanto più importante e urgente in considerazione di un possibile scenario futuro che vede una riduzione quantitativa della risorsa idrica a fronte di una crescente richiesta, unitamente alla necessità di salvaguardare l’equilibrio dell’ecosistema e garantire la massima sicurezza per la fruibilità della risorsa.

Le fioriture di alghe tossiche comportano numerosi aspetti di rischio per la salute umana.

L’esposizione della popolazione umana (e degli animali superiori) alle tossine può avvenire mediante l’ingestione di acqua e/o alimenti contaminati o mediante attività di ricreazione (es. balneazione) e gli effetti possono includere disturbi gastro-intestinali, neurologici e respiratori di diversa gravità con effetti anche letali.

Il rischio alimentare è dovuto al fatto che le tossine algali possono venire trasferite lungo la catena trofica (alimentare) ed essere accumulate negli organismi che la compongono, ivi inclusi gli organismi superiori che vengono consumati dall’uomo (molluschi, crostacei e pesci). Inoltre, il degrado ambientale conseguente alle fioriture algali si riflette negativamente sul settore turistico, danneggiato dalla ridotta fruibilità dell’ambiente per le attività ricreative.

Se si punta all’ambiente come risorsa economica - come dimostrato dalla affermazione del concetto di servizi ecosistemici sempre più spesso stimati in termini di valore economico - non si può prescindere dalla sua salvaguardia. La diffusione delle fioriture algali, indipendentemente dalla loro natura tossica (nessuno farebbe un bagno in acque torbide e maleodoranti), costituisce un caso emblematico dei problemi ambientali legati, almeno in parte, all’impatto antropico. Se da una parte è chiaro che qualunque danno inflitto all’ambiente ha ripercussioni negative sulle attività e sulla salute umana, dall’altra parte è sempre più evidente che solo la lungimiranza della classe politica e amministrativa nell’adottare provvedimenti opportuni, unitamente ad una adeguata disponibilità di risorse economiche per la ricerca, può assicurare l’istaurarsi di quel circolo virtuoso che può condurre alla soluzione del problema. Proprio per questo il progetto SISTO ha rappresentato un esempio importante, in quanto per la sua realizzazione enti pubblici e privati (Fondazione Cariplo) hanno operato sinergicamente per mettere a punto un metodo di rilevamento precoce delle tossine algali.

Al fine di consolidare e rendere fruttuosi i risultati, ma anche per stimolare la ricerca di nuove soluzioni ai problemi ambientali emergenti, è necessario divulgarli e renderli disponibili agli operatori del settore, agli enti competenti in materia di sorveglianza ambientale e alla comunità.

E’ questo che si prefigge il Convegno conclusivo del progetto SISTO, che si terrà il prossimo 10 aprile alle ore 9.00, presso l'Auditorium del Forum di Omegna (VB), all'interno del Parco Rodari.

Infatti visto il tema particolarmente importante e interessante, il Convegno sarà aperto al pubblico e gratuito.

Per ulteriori informazioni: http://www.ise.cnr.it.



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