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Da AIPO alla Regione la gestione alveo Toce

Incontro alla luce del passaggio delle competenze di manutezione da AIPO alla Regione tra l’Assessore Regionale Roberto Ravello, il Presidente della Provincia Massimo Nobili, il Prefetto del VCO Dottor Francesco Russo e i 15 sindaci dei Comuni interessati dal corso del Toce, da Crevoladossola a Verbania.
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Da AIPO alla Regione la gestione alveo Toce
Alla riunione, svoltasi nella mattina di giovedì 15 marzo, hanno preso parte anche il consigliere regionale Roberto De Magistris e il dirigente del settore regionale competente Dottor Vincenzo Coccolo.

“L’alveo del Toce rappresenta da sempre un punto sensibile per la sicurezza idrogeologica di gran parte del territorio provinciale. Gli amministratori locali ne sono consapevoli, soprattutto nei termini di una visione preventiva di eventi alluvionali: abbiamo così voluto favorire questo momento di confronto con l’Amministrazione Regionale affinché, in vista di un aggiornamento degli interventi da attuare sull’asta e alveo del fiume, valuti – con il necessario approfondimento tecnico da parte della Direzione Opere Pubbliche e Difesa del Suolo – proposte e richieste degli enti locali anche in considerazione dello studio di fattibilità della sistemazione idraulica del principale corso d’acqua della nostra Provincia. Il tutto alla luce del recente passaggio di competenze della manutenzione da AIPO alla Regione: per noi senza dubbio un passo in avanti, perché guadagniamo un interlocutore più vicino e diretto” spiega il Presidente Nobili.

“L’incontro di oggi rappresenta un momento molto significativo del percorso già iniziato da qualche mese con le Autorità idrauliche del Bacino del Po e con Regione Piemonte. E’ importante affrontare la situazione del fiume Toce nella sua complessità. Pertanto, la partecipazione oggi di tutti i comuni interessati dal corso del Toce, in un’ottica di confronto collaborativo e costruttivo con la Regione per la risistemazione dell’alveo, è sicuramente proficua ai fini della migliore riuscita delle operazioni anche e soprattutto ai fini della sicurezza pubblica dei territori sia a monte che a valle ” ribadisce il Prefetto Francesco Russo.

La variante del Toce, condivisa al livello di Conferenza Programmatica (di cui fanno parte Autorità di Bacino, Provincia e Comuni interessati) è stata redatta sulla base delle risultanze degli approfondimenti topografici, idrologico–idraulici, geomorfologici ed ambientali, sviluppati nello “Studio di fattibilità della sistemazione idraulica del fiume Toce nel tratto da Masera alla foce”. Due sono gli interventi individuati dal documento come prioritari:

a realizzazione di nuove opere (arginature) opere di manutenzione idraulica, consistenti nel consolidamento e potenziamento delle opere di difesa esistenti.

Ad oggi dei 9 tratti di arginatura previsti dalla variante Toce, (presso il comune di Masera) 1 è stato realizzato (da ANAS); 5 (riguardanti i comuni di Pallanzeno, Vogogna, Ornavasso, Gravellona Toce, Verbania e Mergozzo) sono stati finanziati e in via di realizzazione; 3 (nei pressi dei comuni di Pieve Vergonte, Ornavasso e Verbania) non sono ancora stati finanziati.

Per quel che riguarda invece tutte le sezioni di controllo lungo l’asta del fiume Toce definite da Autorità di Bacino e non ancora verificate, al fine di dare avvio all’attività di aggiornamento della geometria dell’alveo, la Direzione Difesa del Suolo, Economia Montana e Foreste ha impegnato la circa 60.000 € per lo svolgimento di rilevamenti mediante tecnologia LIDAR, grazie alla quale sarà possibile avere un Modello Digitale del Terreno ad alta precisione e rilevare informazioni dettagliate sulla conformazione di ampie porzioni di territorio nel tratto da Masera a Fondotoce. Saranno inoltre effettuati, sul medesimo tratto, rilievi topografici di 24 sezioni trasversali dell’alveo. I risultati dei rilevamenti saranno disponibili entro la fine del prossimo maggio.

“Il trasferimento della competenza da AIPO alla Regione – in fase di attuazione per un reticolo di migliaia di chilometri di corsi d’acqua – ci permetterà di intervenire in modo più attivo per governare i processi di messa in sicurezza del territorio e nel caso di specifico del Toce di agire con continuità e coerenza rispetto a quanto fatto sui tributari minori. In particolare dal 2005 – fa sapere l’Assessore Roberto Ravello – sono stati asportati più di 274.000 metri cubi e movimentati circa 130.000 metri cubi, dimostrando che dove la Regione ha potuto intervenire lo ha fatto. Abbiamo già attivato a dicembre azioni di rilevamento topografico e planoaltimetrico dell'asta al fine della valutazione della presenza di un eventuale eccesso di sedimenti.

“Ho apprezzato molto – prosegue Ravello – l’incontro promosso oggi dall’Amministrazione provinciale del VCO, che fa seguito a una prima riunione svoltasi lo scorso mese di dicembre in Prefettura a Verbania, poiché, grazie alla partecipazione delle Amministrazioni Comunali, dà un’impostazione organica e coordinata alle modalità con le quali affrontare un problema così complesso e articolato come la messa in sicurezza del Toce, per il quale sono stati già finanziati cinque interventi dal valore complessivo di 20 milioni di euro. Cinque interventi che non saranno dunque ulteriormente dilazionati nel tempo ma per i quali occorrerà procedere con una raggiunta condivisione progettuale tra le Amministrazioni Comunali interessate. L’incontro di oggi ritengo sia stato molto utile anche per giungere alla condivisione di opportune soluzioni, come ad esempio l’accordo raggiunto tra i Comuni di Vogogna e Pallanzeno. Tra le cose avviate abbiamo anche commissionato uno studio sull’attuale geometria dell’alveo per capire come intervenire con equilibrio tra fenomeni di accumulo ed erosione”.

“Per manutenzione intendiamo anche i possibili interventi di pulizia per eliminare verde infestante cresciuto nell’alveo del fiume. Chiaro – conclude il Presidente Nobili – che serve un parere dei tecnici che ci faccia capire cosa si può e si deve fare e da cosa è meglio astenersi, ma laddove sarà raccomandabile intervenire potrà essere valutato di coinvolgere per l’esecuzione dei necessari lavori gli operai forestali regionali e quella forza preziosissima di cui il VCO dispone, che sono i volontari di protezione civile e AIB”.
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