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Eliski ed Elitaxi: dichiarazione Presidente Parco Val Grande

In relazione a quanto comparso su alcuni siti (Mountcity ad esempio) ed in relazione alle comunicazioni effettuate sull’argomento da alcuni cittadini rispetto al fatto che all’interno del Parco Nazionale della Val Grande si svolgano attività di elitaxi il Presidente del Parco Massimo Bocci precisa nel comunicato che riportiamo.
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Eliski ed Elitaxi: dichiarazione Presidente Parco Val Grande
Il tutto nasce da una serata organizzata nell’ambito della rassegna “Montagna & Dintorni” e dedicata all’outdoor in cui tra le varie attività indicate compariva anche l’elisky.

Su questo tema ha già risposto la responsabile dell’Ufficio Promozione del Parco dott.ssa Movalli la quale ha chiarito che la rassegna “Montagna & Dintorni” vede la collaborazione del Parco nell’organizzare alcuni momenti di riflessione che quest’anno sono stati dedicati in particolare al corridoio ecologico del Ticino, alla conservazione dei predatori alpini con la proiezione di due documentari e al ruolo dei volontari nella gestione delle aree protette.

Nella stessa comunicazione la dott.ssa Movalli sosteneva – ed anche io sono d’accordo – che temi controversi possano e debbano essere discussi ed anzi in alcuni casi il dibattito debba essere promosso e stimolato.

In ogni caso, ben prima delle puntualizzazioni, vista la delicatezza dell’argomento – in qualità di Presidente – ho partecipato alla serata “incriminata” (ci sono le testimonianze dei partecipanti qualora dovesse servire) proprio per vigilare sugli argomenti trattati ed eventualmente puntualizzare la mia posizione personale e quella del Parco che rappresento.

Di fatto nella serata NON si è parlato di elisky ma solo di nordic walking, orienteering, mountain bike con la proiezione di alcuni video nessuno dei quali interessava la Val Grande. E’ seguito anche un dibattito tra i partecipanti ed anche in quel caso non c’è stato alcun accenno all’elisky o elitaxi che dir si voglia.

Quindi come spesso accade al titolo non corrispondono i contenuti; la polemica è nata lo stesso ma forse questo è un po’ lo specchio dei nostri tempi dove il sensazionalismo e il formalismo prevalgono sulla sostanza.

Già di per sé questo servirebbe a dire che a volte un dubbio – peraltro legittimo – dovrebbe essere verificato con attenzione prima di fare affermazioni che non rispondono a verità.

Da ultimo – recentemente – il tema è tornato di attualità con una ulteriore comunicazione in cui si sarebbero trovate le prove per questa attività di elitaxi – così viene definita – subdolamente permessa dal Parco viene da dire leggendo l’articolo.

Ma veniamo alle prove: si tratta degli atti ufficiali del parco con i provvedimenti di deroga alla regola che - è bene ricordarlo – prevede che il sorvolo del territorio del parco possa avvenire unicamente per esigenze di pubblica utilità e di lavori (es. forniture ai bivacchi e rifugi, manutenzioni di infrastrutture).

Le deroghe autorizzate infatti sono state concesse – dietro richiesta di istituzioni pubbliche come i Comuni o enti pubblici non economici come il CAI – esclusivamente per un numero di rotazioni limitate e definite e con precise finalità istituzionali; naturalmente è tutto documentabile.

Peraltro si tratta di aree ed alpeggi che si trovano ai margini o all’ingresso della Val Grande ben lontani dall’area della riserva integrale che l’articolo – con un po’ di approssimazione peraltro – mischia assieme.

Niente elitaxi quindi ma solo poche mirate rotazioni in poche occasioni che sono le uniche - accanto a quelle di servizio – concesse.

Quello che avviene in Val Grande peraltro è sotto gli occhi di tutti e lo testimoniano anche le numerose comunicazioni che ci arrivano da turisti e fruitori del territorio che a piedi – perché così si va in Val Grande – frequentano il nostro territorio.

Spero con questo di avere contribuito a fare chiarezza su un episodio che forse sta assumendo toni troppo elevati e che – per certi aspetti – svilisce il lavoro dei funzionari del Parco che si dedicano all’attività di tutela dell’ambiente e di promozione di forme di turismo sostenibile con passione ed impegno.

Come dicevo più sopra, questo è lo specchio dei nostri tempi in cui vige la cultura del sospetto, la forma conta più della sostanza ed allora consentitemi di dire che tutto questo mi intristisce un po’.

Rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore richiesta di chiarimento che però non sia polemica fine a se stessa, dico fin d’ora che gli uffici del parco sono a disposizione per qualsiasi richiesta e verifica di documentazione ma soprattutto aspetto tutti per qualche sana camminata in Val Grande.

Il Presidente Massimo Bocci



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