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Festival LetterAltura 2022 - Programma 25 settembre

L’ultima giornata di Festival, domenica 25 settembre, dalle ore 10 alle ore 12 LetterAltura si rimette in cammino, in collaborazione con l’Associazione Psicologi del VCO, con un percorso ad anello in partenza (e arrivo) da Villa Giulia, toccando Villa Taranto e Villa San Remigio, per una passeggiata freudiana guidata da Francesco Marchioro, saggista, storico ed esperto in psicanalisi; spunto sarà anche il suo libro La passeggiata Freud. Camminare, ricordare, sognare (Weger).

Verbania
Festival LetterAltura 2022 - Programma 25 settembre
Alle ore 11.15 a Villa Giulia nell’incontro dall’eloquente titolo “Mens sana in corpore sano. La cura del corpo nei classici greci e latini” Cristina Dell’Acqua presenta il suo Una spa per l’anima. Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini (Mondadori).

Alle ore 14.30 incontro con Anna Fleming, scrittrice e arrampicatrice, che presenterà al Festival il suo Sulla roccia. La mia montagna di parete in parete (Solferino): al racconto sportivo dei successi, dei pericoli, delle difficoltà e degli incidenti che fanno parte dell’esperienza di ogni climber, l’autrice aggiunge un sentimento tutto femminile che porta dentro la rivoluzione rappresentata dalle donne, in un mondo tradizionalmente declinato al maschile.

Alle ore 15.45 Mario Casella, giornalista e guida alpina, presenterà al pubblico del Festival il suo recentissimo Senza scarpe (Cappelli), romanzo biografico fatto di solitudine e povertà, ma che documenta anche una vita anomala ed eccezionale nel Ticino di fine Ottocento e primo Novecento. Alle ore 17 ospite il sociologo e antropologo David Le Breton con La vita a piedi. Una pratica della felicità (Raffaello Cortina editore), tributo al camminatore e ai benefici del cammino, contro la fatica di vivere in un mondo sempre più tecnologico.

Confermata anche nella sedicesima edizione del Festival la collaborazione con l’Ordine degli Architetti e Urbanisti – Novara e VCO: alle ore 18.15 Villa Giulia sarà cornice di un incontro con l’Architetto Cino Zucchi, dal titolo La Teoria della Doccia del Camping – In lode di un’architettura just-out-of-time: pensare a un’architettura just-out-of-time vuole dire anche riflettere sulla lunga durata, sulla plasticità degli ambienti esistenti, sulla rigenerazione delle città, sul riuso, sui cicli di vita dei manufatti. Villa Giulia accoglierà anche una mostra temporanea con alcuni dei progetti più significativi dello studio milanese dell’architetto.

Alle ore 21.15 chiuderà il Festival Lago Maggiore LetterAltura 2022, presso il Foyer del Teatro Il Maggiore, uno degli ospiti più attesi, Enzo Bianchi: monaco cristiano, giornalista e saggista, il fondatore della Comunità monastica di Bose condurrà il pubblico in un personale viaggio sul tema del cammino e della spiritualità. Cammino per raggiungere mete lontane, per viaggiare qua e là o per riscoprire se stessi, in un percorso che non ha fine.

Ecco i dettagli degli appuntamenti:

Domenica 25 settembre dalle ore 10 alle ore 12 LetterAltura si rimette in cammino, in collaborazione con l’Associazione Psicologi del VCO e la sezione VCO della Società Filosofica Italiana, con un percorso ad anello in partenza (e arrivo) da Villa Giulia, toccando Villa Taranto e Villa San Remigio. La passeggiata freudiana è guidata da Francesco Marchioro, saggista, storico ed esperto in psicanalisi: spunto sarà anche il suo libro La passeggiata Freud. Camminare, ricordare, sognare (Weger).
A passeggio con Freud
Sigmund Freud come Cristoforo Colombo: l’analogia nasce dal passo di una lettera di Freud all’amico Oskar Pfister: “In questo periodo dell’anno [estate] acquisto un’evidentissima somiglianza con Colombo. Come lui ho nostalgia della terra”. Per il padre della psicanalisi passeggiare e camminare è un’esperienza personale fin dall’infanzia (“Avevo forse dieci o dodici anni, quando mio padre incominciò a portarmi con sé nelle sue passeggiate…”) ma anche una metafora
dell’interpretazione psicologica (“Quando, attraversata una stretta gola, si giunge a un’altura dove le vie si separano e si dischiudono ampie vedute per ogni parte, è lecito sostare un attimo e riflettere in quale direzione convenga innanzitutto volgere i propri passi. Qualcosa di simile succede anche a noi, dopo aver superato una prima interpretazione del sogno”). Il percorso che FrancescoMarchioro propone si ispira al libro La passeggiata Freud. Camminare ricordare sognare (Weger, 2019) e intreccia la biografia e il pensiero di Freud al suo rapporto con la natura, al piacere di camminare, al viaggio come metafora dell’analisi, al “perturbante” quale essenza del paesaggio. Il dialogo con i/le partecipanti, che la forma del camminare insieme favorisce, aprirà a nuovi temi, curiosità e interessi.
Francesco Marchioro, storico della psicoanalisi, ha scritto e curato numerosi saggi, tra cui: Inaudibile (Gruppo editoriale l’Espresso, 2009), Frammenti d’ascolto (Gruppo editoriale l’Espresso, 2011), Sigmund Freud, Aforismi metafore passi (Bollati Boringhieri, 2020), Sigmund Freud, Gli aforismi. Tutti i concetti fondamentali (Bollati Boringhieri, 2021), Freud genio infedele. Identità di un ebreo tedesco irreligioso (Franco Angeli, 2022). Ha curato e tradotto in italiano le opere di Otto Rank.
alle 10.00: partenza da Villa Giulia
percorso sulla Castagnola di Pallanza
alle 12.00: conclusione a Villa Giulia
In caso di pioggia annullata la passeggiata, l’incontro si svolge alle 10.00 a Villa Giulia a Pallanza.
In collaborazione con l’Associazione Psicologi del VCO e la Società Filosofica Italiana – sezione VCO

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Domenica 25 settembre alle ore 11.15 nell’incontro dall’eloquente titolo “Mens sana in corpore sano. La cura del corpo nei classici greci e latini” Cristina Dell’Acqua presenta il suo Una spa per l’anima. Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini (Mondadori).
Mens sana in corpore sano
La cura del corpo nei classici greci e latini
Esistono libri antietà, nel senso che mantengono il loro vigore inalterato con il passare degli anni e lo trasmettono a chi li legge, nell’anima e nel corpo. I libri di Eschilo, Sofocle, Euripide, Platone, Menandro, Cicerone, Ovidio, Seneca, Quintiliano lo sono e ci parlano, in qualunque fase della vita, a condizione che li si stia ad ascoltare. Gli antichi sapevano bene che noi siamo fatti di due bellezze e di entrambe dobbiamo prenderci cura perché siano in armonia: mens sana in corpore sano, ci ha insegnato già Giovenale nel II sec. d.C. E le nostre due bellezze sono una il riflesso dell’altra. Al Festival di LetterAltura Cristina Dell’Acqua riprende alcuni temi del suo libro Una spa per l’anima. Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini (Mondadori, 2019), convinta che “esiste un classico a misura di ciascuno: non siamo noi a leggere i classici, ma loro a leggere noi”.
Cristina Dell’Acqua, laurea in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano, insegna greco e latino al Collegio San Carlo di Milano. Da sempre appassionata di sperimentazione didattica, si è specializzata in Arts Integration negli USA (Annapolis, Maryland) e sempre negli USA ha partecipato a corsi di aggiornamento didattico ed editoriale. Oltre a Una spa per l’anima, è autrice de Il nodo magico. Ulisse, Circe e i legami che ci rendono liberi (Mondadori, 2021). Ha curato la rubrica settimanale Dizionario del Tempo Presente per il canale online e i social di La7, e I nostri miti, sul digitale del Corriere della Sera. Pubblica articoli per il Corriere della Sera e per Domani.

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Domenica 25 settembre alle ore 14.30 incontro con Anna Fleming, scrittrice e arrampicatrice, che presenta al Festival il suo Sulla roccia. La mia montagna di parete in parete (Solferino): al racconto sportivo dei successi, dei pericoli, delle difficoltà e degli incidenti che fanno parte dell’esperienza di ogni climber, l’autrice aggiunge un sentimento tutto femminile che porta dentro la rivoluzione rappresentata dalle donne, in un mondo tradizionalmente declinato al maschile.
Di parete in parete
Anna Fleming ha cominciato ad arrampicare nel 2008, diciottenne, sui muri di una chiesa sconsacrata di Edimburgo. La parete indoor trasforma il suo corpo in una rete di muscoli, membra, sensi, nervi, cellule e neuroni; un “essere attivo, capace di pensare e di sentire”. Ma è soltanto con la scoperta della roccia che il climbing assume per lei una dimensione completa che la mette in piena comunicazione con il proprio sé e con la natura che la circonda. Da principiante terrorizzata a fortissima prima di cordata, la sua storia ci accompagna, parete dopo parete, nella scoperta della consistenza e della “personalità” delle diverse formazioni geologiche: dal gritstone del Peak District e dello Yorkshire al basalto e al gabbro dell’isola di Skye, dall’ardesia del Galles del Nord all’arenaria della Scozia più impervia. Ogni paesaggio, e ogni tipo di roccia, rivela sfide e piaceri unici. Sulla roccia. La mia montagna di parete in parete (Solferino, 2022) è ben più che un libro epico sull’arrampicare: per Anna è un percorso di formazione, di affinamento delle sue capacità, alla ricerca del senso autentico che si manifesta nell’immersione nella grandiosità della natura. Lo slancio poetico della sua scrittura restituisce con intensità l’esperienza totale dell’essere a tu per tu con una dimensione infinitamente più antica e più vasta dei muscoli e della mente che tentano di dominarla.
Anna Fleming vive a Edimburgo; scrive regolarmente per il sito dedicato all’outdoor “Caught by the River” e ha pubblicato il proprio lavoro su diversi periodici e antologie. Sul Guardian e nel suo blog The Granite Sea racconta le sue esplorazioni del mondo naturale.

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Domenica 25 settembre alle ore 15.45 Mario Casella, giornalista e guida alpina, presenta al pubblico del Festival il suo recentissimo Senza scarpe (Cappelli), romanzo biografico fatto di solitudine e povertà, ma che documenta anche una vita anomala ed eccezionale nel Ticino di fine Ottocento e primo Novecento.
Senza scarpe
Senza scarpe (Capelli, 2022), di Mario Casella, è un romanzo biografico fatto di solitudine e povertà, ma che documenta anche una vita eccezionale nel Ticino di fine Ottocento e primo Novecento. Una narrazione che incrocia la voce del figlio Saulle con la ricostruzione della vita di Roberto Donetta, padre irrequieto e sempre indebitato, contadino della Valle di Blenio, venditore di sementi, cameriere e poi fotografo. Donetta (1865-1932) diventò noto una quarantina d’anni fa grazie al ritrovamento di mcinquemila lastre fotografiche da lui realizzate nell’arco di un trentennio. Il recupero di quel tesoro ha fatto passare in secondo piano un’altra scoperta: quasi trecento pagine manoscritte in cui l’estroverso bleniese aveva annotato le sue riflessioni e gli scritti letterari e scientifici che più lo avevano colpito. Dagli scritti emerge la coscienza della sua diversità nel contesto rurale della valle in cui viveva. Fu la caparbietà del montanaro a tenerlo in vita nelle avversità. Lì tra le sue montagne, come scrisse in una delle ultime lettere a Saulle, l’unica risorsa in cui si può e si deve credere è la terra, perché solo quella può garantire da mangiare ogni giorno.
Mario Casella è giornalista, guida alpina, autore di documentari e di libri. Dopo un periodo in cui ha lavorato per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, ha privilegiato l’attività indipendente di guida, documentarista e scrittore. Al centro delle sue produzioni vi è la montagna intesa non solo come terreno d’avventura, ma soprattutto come un pianeta ricco di storie umane da raccontare. Le sue opere hanno ricevuto vari premi e sono tradotte in altre lingue. Tra queste: Nero-Bianco-Nero. Un viaggio tra le montagne e la storia del Caucaso (Capelli, Premio ITAS Trento 2013); Il peso delle ombre (Capelli, secondo premio Leggimontagna 2018); Oltre Dracula. Un cammino invernale nei Carpazi (Ediciclo, Premio Cortina 2019).

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Domenica 25 settembre alle ore 17 ospite il sociologo e antropologo David Le Breton con La vita a piedi. Una pratica della felicità (Raffaello Cortina editore), tributo al camminatore e ai benefici del cammino, contro la fatica di vivere in un mondo sempre più tecnologico.
La vita a piedi
Sebbene le nostre società sembrino privilegiare l’esercizio sportivo in luoghi chiusi, la pratica del camminare ha raggiunto un successo planetario. Per un camminatore, questa passione incarna significati multipli: la voglia di spezzare uno stile di vita routinario, di riempire le ore di scoperte, di sospendere le seccature quotidiane. Intraprendere un cammino risponde a un desiderio di rinnovamento, di avventura, di incontro e sollecita sempre tre dimensioni del tempo: prima lo si sogna, poi lo si fa, infine lo si ricorda e lo si racconta. Anche dopo averlo percorso, un cammino si prolunga nella memoria e nelle narrazioni che di esso si offrono, vive in noi e viene condiviso con gli altri. In questo libro intelligente e stimolante, l’autore svela il piacere e il significato del camminare, esaltandone le virtù terapeutiche per contrastare la fatica di vivere in un mondo sempre più tecnologico. David Le Breton, già presente al Festival 2021 con un collegamento streaming riguardante il libro A ruota libera. Antropologia sentimentale della bicicletta (Raffaello Cortina, 2021), torna a LetterAltura, per un intervento in presenza, con il suo ultimo saggio La vita a piedi. Una pratica della felicità (Raffaello Cortina, 2022).
David Le Breton, sociologo e antropologo, è professore di Sociologia all’Università di Strasburgo e membro dell’Institut Universitaire de France. Tra i suoi saggi pubblicati in italiano: Il mondo a piedi. Elogio della marcia (Feltrinelli, 2013), Esperienze del dolore. Fra distruzione e rinascita (Cortina Raffaello 2014), Antropologia del dolore (Meltemi, 2016), Sociologia del rischio (Mimesis, 2017), Fuggire da sé. Una tentazione contemporanea (Raffaello Cortina, 2016), Camminare. Elogio dei sentieri e della lentezza (Edizioni dei Cammini, 2018).

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Domenica 25 settembre alle ore 18.15 Villa Giulia sarà cornice di un incontro, dal titolo La Teoria della Doccia del Camping – In lode di un’architettura just-out-of-time e in collaborazione con l’Ordine degli Architetti e Urbanisti-Novara e VCO, con l’architetto Cino Zucchi in dialogo con il giornalista Giorgio Tartaro.
La teoria della doccia del Camping
In lode di un’architettura just-out-of-time
Quando cerchiamo di regolare la temperatura di una doccia in un campeggio, il risultato della nostra azione non è immediato, perché il percorso dell’acqua nei tubi richiede un certo tempo. Nell’attesa, tendiamo a esagerare l’input ‘sovrasterzando’ sul rubinetto caldo e ci scottiamo, agiamo in maniera esagerata sul rubinetto freddo e congeliamo, in un processo di correzioni successive convergenti verso una temperatura confortevole. Analogamente in architettura esiste un ‘ritardo temporale’ nella relazione tra output e input: un edificio arriva sempre a rispondere leggermente ‘fuori tempo’ alla domanda che ha innescato il suo progetto. E se applichiamo tutto ciò alla scala urbana, vediamo chiaramente la differenza profonda tra una città e un dispositivo tecnico più snello come uno smartphone. In un mondo ossessionato dal ‘just-in-time’, pensare a un’architettura ‘just-out-of-time’ vuol dire anche riflettere sulla lunga durata, sulla plasticità degli ambienti esistenti, sulla rigenerazione delle città, sul riuso, sui cicli di vita dei manufatti. Di questi temi, del suo lavoro con lo studio CZA – illustrato nella mostra predisposta per il Festival –, Cino Zucchi dialoga con il giornalista Giorgio Tartaro.
Nato a Milano nel 1955, Cino Zucchi si è laureato al M.I.T. e al Politecnico di Milano, dove insegna. Autore di numerosi articoli e libri di teoria e storia dell’architettura, è stato il curatore del Padiglione Italiano alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2014 e Visiting professor al GSD di Harvard. Insieme al suo studio CZA ha progettato e realizzato numerosi edifici, spazi pubblici e piani urbanistici che hanno meritato premi e menzioni.
Con il patrocinio e il sostegno dell’Ordine degli Architetti – Novara e VCO

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Domenica 25 settembre alle ore 21.15 chiude il Festival, presso il Foyer del Teatro Il Maggiore, uno degli ospiti più attesi di LetterAltura 2022, Enzo Bianchi. Monaco cristiano e fondatore della Comunità monastica di Bose, il giornalista e saggista conduce il pubblico in un personale viaggio sul tema del cammino e della spiritualità; cammino per raggiungere mete lontane, per viaggiare qua e là o per riscoprire se stessi, in un percorso che non ha fine.
Il cammino dell’uomo
Il cammino dell’uomo è un cammino che si apre camminando: sia un cammino verso la meta lontana – pellegrinaggio –, sia un cammino di ricerca e scoperta qua e là – viaggio –, sia un cammino interiore verso se stesso che non finisce mai, il cammino di un’unità al corpo, alla mente e allo spirito di verità alla persona. L’umano è destinato a camminare sempre, anche se fosse fermo, rinchiuso in una cella! “Camminare significa mettere un piede davanti all’altro e spingersi verso un altrove, lasciando che il proprio corpo si muova e percorra un tragitto segnato da altri che hanno camminato prima di noi, fino a lasciarne le tracce. Nel camminare, soprattutto in campagna e tra i boschi, c’è un’adesione del corpo alla terra che ci fa sentire più che mai terrestri. Camminare su questa terra è immergersi in un flusso di vita in cui siamo co-creature, tutte conviventi – umani, animali, alberi, muschi, fiori, sassi – e in questo fiume spetta a noi farci loro voce e loro pensiero, in una reale comunione”.
Enzo Bianchi è scrittore e giornalista. Ha insegnato all’Università di Torino e all’Università San Raffaele di Milano. Ha ottenuto nel 2015 la laurea honoris causa all’Università di Torino. È il fondatore della Comunità di Bose. Autore di molti libri editi e tradotti in tutto il mondo, scrive per la Repubblica e La Stam



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