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Certificato di malattia "al telefono": nei guai una prof e un medico

Una professoressa, di origini casertane, viene assunta come supplente da un istituto scolastico di Omegna, ma si presenta con un certificato medico redatto a 850 km di distanza, la mattina stessa
Omegna
Certificato di malattia "al telefono": nei guai una prof e un medico
Un tempo si parlava di "furbetti del quartierino", una serie di personaggi saliti alla cronaca per una serie di "furbate", pensate per imbrogliare la "gente per bene".

Probabilmente la persona di cui stiamo parlando potrebbe, con merito, far parte di questi furbetti.

Da quanto riporta Caserta News, una supplente, assunta nel mese di Settembre, presso un istituto scolastico di Omegna, si presenta al lavoro mostrando un certificato medico che certifica la presenta di una "grave patologia" che la rende inabile al lavoro.

Tutto plausibile, se non fosse che, il certificato medico, attestava una visita effettuata la mattina stessa. Operazione plausibile se il medico fosse stato verbanese.

Il problema era che il medico che aveva rilasciato l'attestato era casertano.

Grazie a questa traccia e ai riscontri effettuati dal Commissariato di Polizia di Omegna e dalla Questura di Caserta, si è potuto accertare che la "grave patologia" era stata diagnosticata al telefono, senza aver mai visitato in ambulatorio la paziente.

Medico e "malata" dovranno ora rispondere del reato di falso.
 Fonte di questo post



8 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di paolino spero
paolino
28 Ottobre 2014 - 17:27
 
che la cialtrona venga subito rimpiazzata dalla seconda in graduatoria,senza perdere tempo.
Vedi il profilo di lady oscar inoltre
lady oscar
28 Ottobre 2014 - 18:32
 
E sarebbe il caso di sospendere anche i medici compiacenti. Quelli che dichiarano invalidità inventate, ad esempio. Che mettono nei guai chi invalido lo e'davvero.
Vedi il profilo di RINO VERGOGNA
RINO
29 Ottobre 2014 - 09:40
 
Spero che l'insegnante venga licenziata immediatamente, senza se e senza ma.. ed il medico, venga a sua volta condannato..., questi sono atti vergognosi perché toccano tutti e soprattutto tocca il bene pubblico..., ripeto VERGOGNA...
Vedi il profilo di masi lino LADRI....
masi lino
29 Ottobre 2014 - 15:26
 
Io è una vita che sostengo che i concorsi devono essere REGIONALI e non nazionali. Non è questione di discriminazione ma è proprio x evitare queste truffe, che ce ne sono a centinaia nel pubblico..
Vedi il profilo di lupusinfabula inoltre...
lupusinfabula
29 Ottobre 2014 - 16:34
 
Io credo che quel medico debba anche essere sospeso dall'ordine con divieto esercitare la sua professione per almeno un annetto: serve più che una condanna che, come avviene di solito in Italia rimarrà sempre teorica. Per la prof furbetta divieto di partecipare a concorsi per lo stesso periodo. E poi, ma davvero, concorsi su base regionale: chi è residente in Piemonte bene, gli altri solo se non si riesce con i piemontesi a coprire tutti i posti disponibili. E datemi pure dello sciovinista.
Vedi il profilo di vermeer Pienamente d'accordo.
vermeer
29 Ottobre 2014 - 20:15
 
Sono pienamente d'accordo con tutti, e mi meraviglio che ancora accadano cose come queste, nonostante una maggior severità dei controlli. Secondo me chi ha commesso la cosa più grave è il medico, che ha permesso una porcheria del genere. La professoressa torni ad insegnare nella sua regione, visto che qui aveva la possibilità di lavorare e l'ha gettata sciaguratamente alle ortiche. Sempre che una volta tornata là, le diano ancora la possibilità di esercitare la professione. Ragazzi, povera Italia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
Vedi il profilo di lady oscar gliela danno, gliela danno.
lady oscar
30 Ottobre 2014 - 10:55
 
Nel pubblico non paga mai nessuno. Paga solo sempre pantalone.
Vedi il profilo di vermeer Almeno l'ignominia.
vermeer
30 Ottobre 2014 - 11:41
 
Speriamo che almeno la pro.ssa colpevole ed i suo medico abbiano almeno fatto una figura di Kakka, e la gente si ricordi di loro. Ma ci credo poco, perchè ormai il nostro Bel Paese è assuefatto dai fatti di cronaca più obbrobriosi. E più si imbroglia, più si è quotati.



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