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Plateatici: competenza passa a Commissione per il Paesaggio

Criteri per l'occupazione di suolo pubblico in favore di esercizi pubblici: la competenza dei “plateatici” passa dalla Giunta alla Commissione per il Paesaggio.
Verbania
Plateatici: competenza passa a Commissione per il Paesaggio
Con la direttiva “Ornaghi” del 2012 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha introdotto, di fatto, l'obbligo di regolamentazione delle aree pubbliche (con particolare valore storico, artistico, paesaggistico, ecc) di attività commerciali e artigianali.

Nel 2013 l'allora amministrazione Comunale ha dato il via alla redazione di una proposta di regolamentazione condivisa con la “Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici” regionale quale autorità competente. Sopraintendenza che poche settimane fa, in data 6 marzo 2015, ha emesso una nota in merito che consentirà di portare a definizione la stesura finale del Regolamento e dei suoi criteri applicativi.

In attesa di varare questo regolamento definitivo, che richiederà ancora tempo per gli approfondimenti tecnici necessari, la Giunta Comunale (dopo il parere positivo della commissione consigliare competente) ha ritenuto opportuno approvare delle linee guida che consentano una prima applicazione dei risultati sino ad ora raggiunti, al fine di fornire agli operatori economici un quadro di certezza per la presentazione delle proposte di occupazione e di allestimento dei plateatici.

“L'applicazione delle linee guida approvate oggi dalla Giunta consentirà – afferma l'Assessore al Commercio Giovanni Alba - di dare una prima risposta operativa, andando a sottrarre un elemento di discrezionalità decisionale (prima in capo alla Giunta) e consentendo di addivenire ad un quadro di certezza delle norme.

Sarà infatti la locale Commissione Locale Paesaggio e/o gli uffici comunali competenti, a valutare le domande in base ai criteri prefissati, ponendo quindi sullo stesso piano operatore privato e parte pubblica con valutazioni che saranno il frutto di criteri prestabiliti”.

A conclusione degli approfondimenti tecnici ancora necessari, e grazie anche alla valutazione delle scelte fatte oggi su tutto il territorio comunale, ed in accordo con le valutazioni complessive della Soprintendenza, la stesura finale del regolamento sarà poi sottoposta all'approvazione definitiva del Regolamento in Consiglio comunale.


Di seguito LINEE GUIDA PER L'APPLICAZIONE DEI CRITERI PER L'OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO IN FAVORE DI ESERCIZI PUBBLICI

1.1. Applicazione delle linee guida

Gli indirizzi illustrati di seguito sono da impiegare nella progettazione e realizzazione dell’allestimento di superfici a cielo libero sugli spazi pubblici ove ospitare servizi di somministrazione e ristorazione;

Gli indirizzi di seguito esposti potranno essere utilizzati, dove pertinente, anche come criteri per programmare altri tipi di allestimenti temporanei (eventi commerciali, spettacoli, mostre);

L'applicazione dei seguenti indirizzi saranno sottoposti alla valutazione discrezionale della Commissione Locale per il Paesaggio con riferimento alle aree definite dal P.R.G. come Centri Storici (art.24 della L.R. n.56/1977), in applicazione dell'art.32 delle Norme di Attuazione del P.R.G. oltre a quelle sottoposte a vincolo di tutela paesaggistica ai sensi del d.lgs. n.42/2004; in particolare per la Piazza Ranzoni si richiama l'elaborato “Sviluppo area Piazza Ranzoni” mentre per piazza Garibaldi e via Troubetzkoy per la parte fronteggiante il centro storico dell'abitato di Suna, si rimanda ai criteri generali per la formazione degli spazi e degli allestimenti, di cui ai fascicoli

“Analisi degli spazi urbani” e “Indirizzi per gli allestimenti”. al fine di individuare "percorsi virtuali" preferenziali utilizzati dai pedoni, di collegamento tra i diversi spazi e di transito.
Il rapporto tra gli spazi pubblici e le caratteristiche architettoniche degli edifici che contornano tali spazi ed i coni ottici preferenziali che, in alcuni casi, si concentrano su particolari punti di attenzione come monumenti, scorci caratteristici, palazzi di particolare pregio; valutando così il rapporto tra la geometria di occupazione di detti spazi, salvaguardia, dei percorsi, dei coni ottici e delle caratteristiche architettonico-compositive degli edifici, (presenza di porticati, loggiati, androni,

passaggi, ecc.)

Le valutazioni di cui sopra, perle restanti parti del territorio, saranno svolte dal personale del Dipartimento Programmazione Territoriale

1.2. Riferimenti per la progettazione degli allestimenti

La progettazione degli allestimenti sugli spazi pubblici, pertanto, deve essere indirizzata con riferimento a:

a) caratteristiche degli edifici prossimi alle superfici interessate dagli allestimenti;

b) superficie da utilizzare per gli allestimenti;

c) percorsi e visuali (interferenti con gli allestimenti);

d) caratteristiche del contesto (arredo urbano, elementi preesistenti, usi abituali delle superfici circostanti).

1.3. Indirizzi relativi alle caratteristiche degli edifici prossimi alle superfici interessate dagli allestimenti

Il principale riferimento per la progettazione degli allestimenti è costituito dall’edificio più prossimo alla superficie esterna utilizzata. In particolare il prospetto dell’edificio, che costituisce il “fondale” dello spazio utilizzato per gli allestimenti, deve essere oggetto di analisi dei riferimenti compositivi e formali che possono guidare la scelta, morfologica e dimensionale, degli elementi impiegati per allestire la superficie interessata dall’intervento.

Gli elementi di riferimento da considerare nella progettazione, elencati al punto precedente, devono essere indicati e descritti nella relazione illustrativa della proposta di allestimento, in applicazione di quanto riportato nelle schede grafiche allegate.

Esse classificano diversi tipi ricorrenti di prospetti da considerare come “matrici” per definire i principali riferimenti progettuali, secondo le indicazioni in esse riportate. Nei casi di edifici non classificati tra le “matrici”, in ragione delle loro caratteristiche “atipiche”, la progettazione degli allestimenti dovrà essere sviluppata assumendo, per deduzione e assimilazione, i criteri presenti tra i tipi individuati come "matrici", tenendo conto anche di singoli elementi facenti parte del prospetto di riferimento.

1.4. Indirizzi relativi alla superficie da utilizzare per gli allestimenti

La superficie da impiegare per gli allestimenti corrisponde, di regola, alla proiezione sulle aree esterne dell'estensione del fronte dell'esercizio commerciale di riferimento, nel rispetto di quanto previsto dai "Criteri per l'utilizzazione e l'allestimento degli spazi pubblici" con le relative schede grafiche; per quanto attiene la Piazza Ranzoni, gli areali disponibili per l'occupazione, sono riportati nella specifica scheda grafica dedicata.

L'estensione ulteriore rispetto al fronte dell'esercizio di riferimento è ammessa fatto salvo i diritti dei nuovi esercizi confinanti. L'Amministrazione al fine di consentire il libero sviluppo degli esercizi pubblici, si avvale della facoltà di revoca delle aree in estensione precedentemente assentite

E' possibile richiedere l'ampliamento dell'area riferita al singolo esercizio commerciale, stante la compatibilità con quanto stabilito dalle schede grafiche dei "Criteri" ed alla disponibilità di superfici libere.

L'estensione della superficie da allestire, per una dimensione superiore rispetto al fronte dell'esercizio commerciale di riferimento, dovrà comunque essere coordinata e modulare rispetto ai criteri del progetto principale, sempre con riferimento al prospetto interessato dall’intervento.

Le schede grafiche allegate ai "Criteri" contengono la rappresentazione schematica e le modalità di individuazione degli areali dove localizzare gli allestimenti; tali areali sono indicativi delle zone di localizzazione e non prescrittivi delle effettive superfici utilizzabili, fatto salvo quanto previsto dalla scheda relativa all'ambito di Piazza Ranzoni. In particolare gli schemi grafici riportati sulle schede rappresentano criteri compositivi e modulari da sviluppare nelle effettive condizioni di intervento.

1.5. Indirizzi relativi a percorsi e visuali (interferenti con gli allestimenti)

La progettazione degli allestimenti deve fare riferimento alle indicazioni riportate nelle schede grafiche dei "Criteri", al fine di garantire la percorribilità libera degli spazi pubblici e le visuali da salvaguardare, in quanto esse rappresentano i principali punti di percezione visiva del contesto pubblico del nucleo urbano.

Le caratteristiche dei percorsi e delle visuali dovranno essere approfondite e dettagliatamente illustrate in sede di progetto e saranno sottoposte alla valutazione della Commissione Locale per il Paesaggio.

Le indicazioni grafiche illustrate nelle schede sono da considerarsi come componente della lettura degli spazi urbani; l’organizzazione e la dimensione dei percorsi e dei “coni visuali” liberi sarà determinata in base agli elementi utilizzati per gli allestimenti.

1.6. Indirizzi relativi alle caratteristiche del contesto

Il progetto degli allestimenti deve tenere conto delle caratteristiche del contesto in cui essi saranno collocati in modo da non determinare impatti negativi su elementi qualificanti o da prevedere interventi mitigativi su elementi impropri preesistenti.

Oltre a quanto illustrato nei punti precedenti, in sede progettuale la valutazione dei riferimenti contestuali dovrà prendere in considerazione:

· monumenti e opere d’arte;

· vegetazione;

· arredo di spazi urbani;

· illuminazione pubblica;

· insegne;

· strutture accessorie o temporanee.

Sono da considerare quali componenti del contesto anche preesistenti allestimenti, autorizzati sulla base dei contenuti del presente studio, nei cui confronti il progetto dovrà essere armonizzato.

1.7. Utilizzazione delle indicazioni grafiche

La documentazione grafica illustrativa allegata ha carattere indicativo per la progettazione e la realizzazione degli allestimenti, fatto salvo quanto previsto dalla scheda relativa all'ambito di Piazza Ranzoni. Il progetto dovrà esplicitare i riferimenti alle indicazioni delle schede grafiche allegate, in particolare per l’utilizzazione di forme e materiali e per la collocazione nel contesto dei nuovi allestimenti.

1.8. Limiti degli allestimenti

La realizzazione degli allestimenti con l’utilizzazione delle indicazioni fornite dal presente studio ha l’obiettivo di migliorare l’impatto delle strutture sul contesto, esclusivamente per l’uso in esterno. Non è contemplata l’ipotesi di realizzare allestimenti con caratteristiche tali da portare alla formazione di spazi completamente chiusi, tali da configurarsi come un “contenitore” con caratteristiche volumetriche.

1.9. Collegamenti spazi interni e spazi esterni

Nei casi di percorsi indicati dalle schede grafiche, situati in posizione intermedia tra spazi funzionali interni ed esterni (gestiti unitariamente) non è possibile prevedere coperture in continuità tra essi collocati in corrispondenza di tali percorsi. I percorsi indicati dovranno risultare sempre a cielo libero.

E’ ammessa l’utilizzazione di elementi contenenti arredo vegetale per la configurazione della continuità tra spazi esterni e interni della stessa unità funzionale; tali elementi non devono causare l’interruzione dei percorsi pubblici e delle visuali individuati nelle schede allegate (n°11).

1.10. Elementi consolidati

La presenza di elementi consolidati da lunga permanenza sugli edifici e che ne costituiscono riconoscibile testimonianza di “memoria storica” (eventualmente documentata con materiale fotografico), quali pensiline e insegne, potrà essere confermata se integrata nel progetto di allestimento e adeguatamente valorizzata.

1.11. Pavimentazioni

In via generale è vietata l'installazione di strutture orizzontali -pedane- costituenti piattaforma posta a base degli allestimenti; le "pedane" sono ammesse unicamente con funzione di livellamento della superficie; dovranno essere utilizzati materiali e forme coerenti con il contesto.

Tali strutture dovranno risultare integrate con le caratteristiche morfologiche e materiche degli spazi urbani in cui viene progettato l'allestimento.

La coerenza con il contesto può essere interpretata come omogeneità dei materiali e delle loro caratteristiche di impiego.

L’utilizzazione di materiali diversi o di forma di impiego diverse delle preesistenze deve essere motivata in sede progettuale e garantire coerenza e armonia con il contesto.

1.12. Colorazioni

La scelta delle colorazioni degli elementi che compongono l’allestimento dovrà essere coerente con le indicazioni contenute nelle schede allegate, con i riferimenti del contesto, in particolare avendo riguardo agli edifici più prossimi.

Allestimenti realizzati in sequenza e riferiti ad uno stesso edificio dovranno utilizzare colorazioni omogenee. In questo caso l’allestimento realizzato con il primo provvedimento autorizzativo coerente al presente studio, costituirà riferimento obbligatorio. L’Amministrazione potrà dotarsi di una “cartella colori” da usare come riferimento per le scelte progettuali degli allestimenti.

1.13. Arredi

La scelta degli arredi da utilizzare è demandata ad ogni singolo intervento. Essa dovrà essere indicata in sede di progettazione degli allestimenti, illustrando i criteri di scelta, fondati sulla coerenza con le parti disciplinate dal presente studio. La Commissione Locale per il Paesaggio, potrà escludere l’impiego di arredi ritenuti impropri o non adeguati per l’obiettivo di tutela e valorizzazione del decoro urbano.

1.14. Illuminazione

L’illuminazione degli spazi interessati dagli allestimenti dovrà essere illustrata in sede di progetto. Gli elementi illuminanti dovranno essere integrati con gli allestimenti. La CLP, potrà escludere soluzioni e materiali ritenuti impropri o inadeguati.



2 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di lupusinfabula Domanda
lupusinfabula
7 Aprile 2015 - 18:20
 
E' la stessa Commissione e sono gli stessi commissrai di cui la Sindaca si è fatta un baffo nella questione fontana/roggia di Intra?
Vedi il profilo di Aston 3 anni e siamo ancora in ballo
Aston
8 Aprile 2015 - 12:31
 
i tempi della burocrazia sono semplicemente pazzeschi; 3 anni e non si è ancora arrivati al dunque per decidere sui plateatici.



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