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Collezione archeologica Museo del Paesaggio ospitata a Ornavasso

Palazzo Viani Dugnani, sede principale del Museo del Paesaggio di Verbania, deve essere restaurato. Lo sarà grazie ai fondi stanziati dalla Regione Piemonte, che vanno a integrare quelli messi a bilancio dal Comune di Verbania.
Verbania
Collezione archeologica Museo del Paesaggio ospitata a Ornavasso
Naturalmente il restauro può avere luogo solo se le opere vengono ricoverate altrove. Si tratta di una complessa operazione, iniziata con lo spostamento a Villa Giulia della colossale (680x280 cm) opera di Arnaldo Ferraguti ‘La Vanga’ e che proseguirà per tutto il mese di luglio.

La seconda fase, appena terminata, ha riguardato il trasferimento della grande e composita collezione di reperti archeologici del Museo, costituita dagli oggetti provenienti dalle necropoli di Ornavasso, acquisiti e trasferiti a Pallanza da Rita Tonolli, da quelli provenienti dal territorio di Verbania e dall’Etruria, depositati in Museo dalla sezione di Intra del Club Alpino Italiano, e da un cospicuo lotto di materiali provenienti dall’Italia centrale e meridionale sequestrati dalle forze dell’ordine mentre erano in procinto di lasciare il nostro paese.

La collezione archeologica è ospitata temporaneamente in un magazzino allestito presso il municipio di Ornavasso, paese dal quale provengono i reperti scavati da Enrico Bianchetti. Si sta studiando la possibilità di allestire una mostra degli esemplari e dei contesti più significativi per tutto il periodo del restauro di Palazzo Viani in modo da consentirne la fruizione da parte del pubblico e degli studiosi. L’operazione di spostamento è stata diretta dalla conservatrice della sezione archeologica del Museo del Paesaggio, professoressa Paola Piana Agostinetti.

La abbiamo chiesto come si è svolta la complessa attività. Così ci ha risposto:

‘Il lavoro si è svolto sotto il controllo mio, in veste di archeologa conservatrice della sezione archeologica del Museo, e della prof.ssa Daniela Caporali, restauratrice professionista, responsabile dell’imballaggio e dell’organizzazione del trasporto degli oggetti. La prof.ssa Caporali, docente di restauro dei materiali antichi presso la Scuola d'Arte e dei Mestieri Nicola Zabaglia del Comune di Roma, è stata coadiuvata da tre suoi allievi del III anno del corso di restauro.

Le procedure, concordate con l'Ispettrice di zona, dott.ssa Francesca Garanzini della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte, sono consistite nella verifica e nella integrazione degli inventari, in una sommaria pulizia degli oggetti, nella loro documentazione fotografica, eseguita dal Sig. Giovanni Rodari di Pallanza, e nel loro imballaggio.

Al termine di queste operazioni, gli oggetti, previa idonea copertura assicurativa, sono stati trasportati e depositati in un magazzino, situato sotto il municipio di Ornavasso, che offre tutte le garanzie di idoneità ambientale e di sicurezza. Contestualmente, in una saletta al piano terreno, sono state allestite quattro vetrine in cui sono stati esposti sei corredi tombali della necropoli di San Bernardo che documentano l’evoluzione dell’antica comunità nell’arco di due secoli, tra il 250 e il 50 circa avanti Cristo.

Ad essi è affidato il compito di illustrare in anteprima il motivo per il quale le necropoli ornavassesi sono considerate tra le più ricche e rappresentative delle fasi recenti della civiltà celtica e gallo-romana. Il lavoro è stato condotto rapidamente e con successo grazie alla sinergia delle numerose persone che hanno collaborato a vario titolo, sempre con entusiasmo e generosità, nella convinzione che la riscoperta del passato possa aiutare a progettare il futuro’.

II Museo, nella persona del suo Presidente Massimo Terzi, così dichiara:

"Desidero ringraziare pubblicamente la Professoressa Piana Agostinetti per l’entusiasmo e lo spirito di abnegazione che ha mostrato nel condurre questa delicata operazione. Auspico che tra il Museo del Paesaggio e il Comune di Ornavasso si possano stabilire legami sempre più stretti per la valorizzazione della splendida collezione archeologica del Museo, che in larga misura da quell’area proviene. La disponbilità del Comune di Ornavasso ad aiutare il Museo nella gestione di questo complicato passaggio mi induce a ritenere che presto potremo istituzionalizzare tale collaborazione nell’interesse di tutto il territorio; parimenti ringrazio la dottssa Garanzini della Sovraintendenza per la fattiva collaborazione nell’espletamento dei suoi compiti istituzionali".



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