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Etichettatura obbligatoria riso e pasta si parte

Coldiretti Novara-VCO: "Stop agli inganni con il via all’etichettatura d’origine obbligatoria per riso e pasta”. Il via il 13 e 14 febbraio 2018.
Fuori Provincia
Etichettatura obbligatoria riso e pasta si parte
L’etichetta di origine obbligatoria che permette di conoscere l’origine del grano impiegato nella pasta e del riso mette fine all’inganno dei prodotti importati, spacciati per nazionali, in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero, come pure un pacco di riso su quattro, senza che questo fosse fino ad ora indicato in etichetta. E’ quanto afferma la Coldiretti interprovinciale in occasione dell’entrata in vigore dei due decreti interministeriali sull’indicazione dell’origine obbligatoria del riso e del grano per la pasta in etichetta dopo 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale che cade esattamente il 13 febbraio (ieri) per il riso e oggi per la pasta.

“Andiamo incontro alla richiesta dei consumatori che chiedono venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti che portano in tavola” spiegano Sara Baudo, presidente di Coldiretti Novara Vco e Paolo Dellarole che ha delega regionale al settore risicolo.

“L’assenza, infatti, dell’indicazione chiara dell’origine del riso non con sente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, oltre ad impedire ai consumatori di sostenere le imprese locali e con esse il lavoro e l’economia del territorio poiché il Piemonte resta la regione italiana con i numeri maggiori a livello produttivo con 117 mila ettari, 8 milioni di quintali di produzione e quasi 1900 aziende”.

“Un risultato che arriva in seguito alle nostre battaglie e grazie al quale sarà ora possibile sapere se il riso viene dai campi della Birmania sequestrati alla minoranza Rohingya, contro la quale è in atto una pulizia etnica” affermano Roberto Cabiale vicepresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale.

“Sarà così smascherata l’invasione di riso straniero, spesso favorita dal regime praticato nei confronti dei Paesi Meno Avanzati (accordo EBA), che ha creato una spirale speculativa insostenibile che ha dimezzato nell’ultimo anno le quotazioni riconosciute ai nostri risicoltori. Auspichiamo, ora che questo provvedimento venga concretamente recepito anche dal mondo industriale”.

L’indicazione in etichetta dell’origine per il riso deve riportare le diciture “Paese di coltivazione del riso”, “Paese di lavorazione” e “Paese di confezionamento”.

Qualora le fasi di coltivazione, lavorazione e confezionamento del riso avvengano nello stesso Paese, può essere recata in etichetta la dicitura “origine del riso”, seguita dal nome del Paese. In caso di riso coltivato o lavorato in più Paesi, possono essere utilizzate le diciture “UE”, “non UE”, ed “UE e non UE”. I prodotti che non soddisfano questi requisiti immessi sul mercato o etichettati prima dell'entrata in vigore dello stesso, possono essere commercializzati fino all'esaurimento scorte.

L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI

Cibi con l’indicazione origine E quelli senza
Carne di pollo e derivati Salumi
Carne bovina Carne di coniglio
Frutta e verdura fresche Carne trasformata
Uova Frutta e verdura trasformata
Miele Pane
Passata di pomodoro
Pesce
Extravergine di oliva
Latte/Formaggi
Pasta
Riso
Derivati del pomodoro diversi da passata e sughi pronti in itinere



6 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di robi 3Il delirio della globalizzazione
robi
19 Febbraio 2018 - 06:59
 
Tutte queste schifezze che entrano nelle nostre case e che ci mangiamo allegramente sono la conseguenza di questa orrenda globalizzazione dei mercati e apertura delle frontiere. Le etichette possono servire ma le contraffazioni sono sempre possibili. A questo punto data la totale incapacità e anzi complicità dell'Ue in queste truffe terzomondiste meglio imporre dazi mirati e specifici e controllare a tappeto tutto quello che entra. Comprese le persone. Ovviamente. Parafrasando uno slogan elettorale che condivido pienamente. Il cibo italiano agli italiani!
Vedi il profilo di nino 1Grano estero
nino
19 Febbraio 2018 - 14:00
 
E' vero in Italia entrano tonellate e tonellate di grano dal Canada o altri paesi Russi, basta pensare che ogni 15 giorni un cargo pieno di grano estero scarica al porto di Bari e Manfredonia, e poi dicono ---pasta o farina Pugliese--
Vedi il profilo di lupusinfabula 1Complici
lupusinfabula
19 Febbraio 2018 - 18:35
 
Condivido in toto Robi: la UE è la maggior manutengola di queste schifezze di globalità ed abbattimento delle frontiere. Vogliamo parlare del pomodoro che arriva via nave dalla Cina e poi spacciato per concentrato italiano? Vogliamo parare dell' olio d'oliva proveniente dai paesi del nord Africa e poi etichettato come Italiano? Certo forse noi italiani siamo poco attenti all' etichettatrua, ma c' è anche da dire che non sempre e facilmente l'etichettatura è "intuibile" al primo colpo d'occhio. Non sarà la soluzione di tutti i mali ma forse stampare bene in grosso su tutti i prodotti italiano DOC il tricolore, in modo che occupi almeno unquarto dell'etichetta frontale, sarebbe un'opportunità anche per chi non è in grado d leggere le etichette. Poi, ovvio, ognuo può scegliere ciò che vuole in base al costo.
Vedi il profilo di SINISTRO 1Re: Complici
SINISTRO
20 Febbraio 2018 - 09:02
 
Ciao lupusinfabula

una UE germano-centrica, con un esponente del nostro centro-dx che non perde occasione per fare il piacione....
Vedi il profilo di lupusinfabula 1Se.....
lupusinfabula
20 Febbraio 2018 - 16:33
 
Se anzichè fondare un partito "Più Europa" qualcuno ne avesse fondato uno con lo slogan "Meno Europa" sicuramente avrebbe fatto il pieno di voti.
Vedi il profilo di robi 1Re: Re: Complici
robi
20 Febbraio 2018 - 18:38
 
Ciao SINISTRO
Critica sacrosanta. Preferirei un Toti ma per ora bisogna sopportare.



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