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Al via la 3a edizione di ReStartAlp

Coltivazioni tipiche, allevamento di specie in via d’estinzione, filiera corta del legno, creazione di reti imprenditoriali e promozione turistica di sentieri, percorsi cicloturistici e comprensori sciistici: questi alcuni tra i progetti imprenditoriali dei 14 giovani partecipanti.
Premia
Al via la 3a edizione di ReStartAlp
Coltivazioni tipiche, dalle erbe officinali d’alta quota alla castagna IGP di Cuneo; creazione di una filiera corta del legno; allevamento di specie in via d’estinzione, come la pecora Plezzana caratteristica del Friuli; promozione turistica del territorio alpino, dei suoi sentieri, dei percorsi cicloturistici e dei comprensori sciistici; creazione di reti di imprenditori agricoli per la promozione integrata dei prodotti tipici.

Sono questi alcuni dei progetti dei giovani che partecipano alla terza edizione di ReStartAlp, incubatore temporaneo per facilitare la creazione di nuove imprese sulle Alpi, promosso e finanziato da Fondazione Cariplo e Fondazione Edoardo Garrone, inaugurato oggi a Premia, nella provincia del Verbano Cusio Ossola.

Sono 14 i partecipanti al Campus residenziale gratuito: 10 ragazzi e 4 ragazze, di età compresa tra i 23 e i 34 anni (età media 29 anni), provenienti principalmente dal Piemonte e dalla Lombardia, ma anche da Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Le loro idee sono state selezionate secondo criteri di sostenibilità economica e ambientale con riguardo al livello di innovazione e al potenziale contributo al rilancio del territorio alpino nel suo complesso.

Fino al 28 settembre 2018, con una pausa intermedia nel mese di agosto, avranno l’opportunità di partecipare ad un percorso formativo ricco ed estremamente concreto, tra didattica frontale, laboratorio di creazione d’impresa, esperienze sul campo e testimonianze, con un team qualificato di docenti, esperti e professionisti dei principali settori dell’economia alpina.

Per agevolare l’avvio dei tre migliori progetti di impresa sviluppati dai partecipanti, anche per l’edizione 2018, la Fondazione Edoardo Garrone metterà a disposizione premi per un totale di 60mila euro e un servizio di consulenza gratuito post Campus.

ReStartAlp è promosso da Fondazione Cariplo - nell’ambito del Programma AttivAree dedicato alla rinascita delle aree interne – e da Fondazione Edoardo Garrone - in continuità strategica con i campus ReStartApp che promuovono impresa giovanile in ambito appenninico. ReStartAlp si avvale inoltre di una rete di soggetti in prima linea nell’impegno per la valorizzazione del territorio montano: Fondazione Symbola, Università della Montagna, Fondazione CIMA, UNCEM, Federbim e Federforeste. Sono partner tecnici PEFC e Altromercato.

RESTARTALP 2018, INCUBATORE PER GIOVANI IMPRESE SULLE ALPI
I partecipanti e le idee di impresa


Stelle Silvane
Marco Bianchini, 34 anni, Ardesio (BG)

Stelle silvane è un'azienda agricola che intende coltivare, trasformare e vendere piante officinali ed alimurgiche d'alta quota. I prodotti alimentari e medicinali derivati verranno commercializzati attraverso vendita diretta, canali di distribuzione e di vendita a livello locale e nazionale, eventi di varia natura (sportivi, culturali e culinari dell’enogastronomia alpina ed a livello nazionale). Il modello di business prevede anche di offrire dei servizi in ambito turistico-culturale e gastronomico. Si pensa a visite guidate per il riconoscimento e la descrizione delle erbe selvatiche alimurgiche e delle colture coltivate in quota, eventi eno-gastronomici con menù di ricette a base di erbe di montagna. L'impresa intende valorizzare i prodotti ottenuti dalle piante coltivate in quota, riscoprendo le tradizioni popolari, scegliendo quindi essenze autoctone e adatte alla posizione (tra i 1500 e 2200 m s.l.m.) e al clima, quali radicchio dell'orso, pino mugo, arnica, stella alpina, piantaggine, timo, achillea, genziana, genepy ed iperico, producendo sott'aceti, sciroppi, creme e tisane.


Eco Hub
Chiara Brigatti, 30 anni, Montagna in Valtellina (SO)

Eco Hub è una rete di imprese e di professionisti che vivono sul territorio e operano in ambito forestale, unendo così competenze ed esperienze volte all'attivazione di una filiera bosco-legno locale, da cui poter prelevare legno destinato ai diversi comparti che concorrono alla realizzazione di unità abitative per fini turistici e/o residenziali. L'idea di impresa si basa sulla volontà di radicare sul territorio, a partire dalla Valtellina individuata come area pilota, una realtà d'impresa (o di un cluster) che sia in grado di promuovere e mettere a valore una filiera corta, migliorando e rivalutando il territorio di chi lo abita e/o di chi lo vive come turista.


Arpijése
Lorenzo Galliano, 23 anni, Niella Tanaro (CN)

Arpijése è un'azienda agricola che opera principalmente sulla coltivazione della castagna di Cuneo IGP, attraverso il recupero e la valorizzazione di castagneti anche secolari, simbolo di una cultura e di un'economia fondata sulla castagna e suoi derivati. L'impresa punta anche sulla coltivazione del grano saraceno, altro prodotto tipico, in crisi, del comune di Viola (CN), sede principale della coltivazione. Nella stagione estiva, l'azienda si occuperà inoltre della coltivazione di prodotti orticoli con vendita diretta (facilitata dalla maggiore presenza di turisti in questa stagione). L'obiettivo è quello di sviluppare al meglio la vendita diretta dei propri prodotti e ridare valore a terreni recuperati, altrimenti in abbandono, rendendoli produttivi.


FAèGOL - PERBOSCO
Luisa Lodrini, 32 anni, Brescia (BS)

FAèGOL - PERBOSCO è un'azienda agricola di coltivazione di sambuco in Valle Sabbia che si sviluppa su due fronti e in due diversi periodi. Nell’immediato e nel medio termine l'impresa si concentra sulla parte agricola/agroalimentare intesa come gestione delle essenze di sambuco (Sambucus nigra – eventualmente anche mediante piantumazione di una specie più montana, il Sambucus racemosa) presenti a margine del bosco. L'impresa si occupa quindi della raccolta di fiori-bacche-foglie per la lavorazione in campo alimentare e della cosmesi (quest’ultima per conto terzi) ai fini della creazione di pochi prodotti, certificati Bio e/o ICEA, con una forte identità di brand, da distribuire a specifiche nicchie di mercato (città e Slow Food, consumatore critico e chef, cosmesi critica e bioagriturismi). A lungo termine, e con un incremento di anno in anno, l'impresa si concentrerà su un programma di cura della persona, da progetti esperienziali all’interno del bosco (forest bathing per piccoli gruppi – anche aziendali - pittura botanica en plain air, ecc.), all'ospitalità all’interno del fienile (costruzione dei primi del Novecento) annesso ai terreni, al lancio dei primi corner shop in città, in stile serra, con l'obiettivo finale di richiamare l’attenzione sulla valle Sabbia e sulla montagna e in particolare sui benefici derivanti dal contatto con le essenze del bosco.


Officina Aromatica
Stefan Vladimir Miron, 28 anni, Varisella (TO)

Officina aromatica è un'azienda agricola che, in Val Ceronda, nel torinese, si occupa della coltivazione di erbe officinali e della trasformazione (essiccazione e confezionamento) in un'ottica di filiera corta, per la preparazione di tisane. All'idea di base s'intendono aggiungere una serie di servizi come la realizzazione di un giardino delle aromatiche liberamente fruibile, la possibilità di visitare l'azienda e scoprire i processi produttivi, la fornitura di informazioni sulle piante coltivate (metodi di coltivazione, utilizzi, proprietà) e/o altri servizi che abbiano come obiettivo quello di informare, incuriosire e far scoprire il territorio, le piante, i prodotti e la realtà produttiva aziendale in un'ottica sostenibile.


L’ama
Nora Piccini, 24 anni, Polcenigo (PN)

A Lama di Som, nel comune di Caneva (PN e zona limitrofe), L'ama è un'azienda agricola improntata sull'allevamento di pecore da latte (22 di razza autoctona friulana in via d'estinzione, la Plezzana, già di proprietà) per la produzione di formaggi e per la lavorazione della lana. In quest'ultimo caso, si prevede anche il recupero di lana (altrimenti rifiuto speciale) di altri allevatori, secondo un modello di economia circolare. L'azienda si occuperà anche della coltivazione di ortaggi, piante officinali e alberi da frutto seguendo l'impronta permaculturale. L'impresa mira a proporsi sul territorio come centro socio-culturale legato alla vita agro-forestale, proponendo corsi e laboratori artigianali legati alla lavorazione della lana, laboratori di permacultura e cucina, trekking someggiati, presentazioni di libri e documentari, cene sociali, scambi dell'usato in ottica di socializzazione, valorizzazione del territorio e di sensibilizzazione alla sostenibilità.


Osteria Artistica Resiliente
Simone Picco, 32 anni, Vimercate (MB)

Osteria Artistica Resiliente è un progetto di struttura ricettiva in Valtellina che si pone l’obiettivo di individuare e riqualificare, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle norme vigenti, un immobile che ospiti un’osteria culturale per mettere in sinergia buoni prodotti tradizionali con forme innovative di aggregazione culturale. L'idea è quella di creare un luogo accogliente, taverna culturale, dove consumare bevande e cibi stagionali a chilometro zero, valorizzando il produttore locale e i prodotti tipici della zona. Lo spazio ospiterà periodicamente serate di musica, mostre d’arte, iniziative sociali promosse da associazioni culturali locali, presentazione di libri, giochi di ruolo, giochi in scatola, dibattiti sull’ambiente alpino, proiezioni di filmati sulle attività sportive della montagna, corsi di formazione sull’economia del territorio e sulla green economy. È prevista, inoltre, una piccola biblioteca ispirata al principio del book sharing. La mission è coinvolgere e valorizzare la comunità e il territorio attraverso la creazione di una rete di collegamento, una filiera corta non solo economica, ma soprattutto culturale e aggregativa, diventando punto di incontro tra numerosi soggetti: produttori locali e clienti, vecchie e nuove generazioni, turisti (sostenibili) e residenti.


TeMEg
Salvatore Pulpito, 35 anni, Bologna

Il progetto nasce dall’esigenza di rendere fruibili al pubblico le immagini dei più importanti trail, luoghi naturalistici, vie ciclabili e ciclopedonali del territorio alpino. L'obiettivo principale è quello di dare la possibilità ad ogni target di persona di poter valutare la fattibilità del trail in base alle proprie capacità. L'idea prevede la realizzazione di tour virtuali dei luoghi non ancora raggiunti da piattaforme come Google maps. La creazione di un database di immagini georeferenziate e di altre informazioni correlate consultabili in modo interattivo su una piattaforma dedicata consentirà la fruizione successiva dei luoghi mediante l'impiego di E-Bikes. Il prodotto è rivolto sia ad enti locali ed associazioni di promozione del turismo, sia ad operatori privati, grazie alla possibilità di sponsorizzare le proprie attività commerciali. Il progetto ha l'obiettivo di colmare ed unificare la frazionata e dispersiva offerta di informazioni sulle escursioni e sui trail, integrando il sistema con informazioni prelevate anche da enti di soccorso e di gestione della sicurezza delle zone interessate, così da promuovere un turismo più consapevole e responsabile.


Va’ sentiero
Giacomo Maria Riccobono, 27 anni, Milano

Va' sentiero è un tour operator specializzato del Sentiero Italia. La mission è contribuire alla rivalutazione delle aree montane attraversate dal Sentiero Italia: il tour operator si vuole porre come tramite tra le realtà locali e gli appassionati di viaggi “slow”. Si prevede la creazione di pacchetti turistici di cammino lungo il Sentiero Italia, che promuovano: strutture ricettive quali rifugi o agriturismi, dando risalto alle realtà che operano secondo un’etica e una pratica eco-sostenibile; esperienze che rispecchino l’identità locale e permettano la conoscenza dei luoghi da una prospettiva più intima. Queste esperienze possono essere di stampo naturalistico, gastronomico, culturale in senso ampio. Fondamentale sarà il coinvolgimento delle persone autoctone.
Infine, il format avrà una veste giovane e includerà anche aspetti tecnologici e social, come ad esempio l’utilizzo di droni per la realizzazione di foto-video ricordo per i clienti e di una piattaforma web che raccolga le loro testimonianze e racconti le realtà locali coinvolte nell'attività.
L'obiettivo finale è la creazione di una community che aiuterà a diffondere le esperienze vissute, dare rilievo a chi fa impresa lungo il Sentiero e, di conseguenza, a stimolare nuove iniziative.


Vello D’oro
Chiara Spigarelli, 28 anni, Udine

Vello d'oro è un progetto con finalità di produrre accendifuoco a uso domestico partendo dai sottoprodotti dell'allevamento ovino e dell'apicoltura. Il prodotto nasce dall'assemblaggio della lana ovina e della cera d'api, utilizzando le stesse tecniche di produzione degli accendifuoco vegetali, e rappresenta un bene qualitativamente naturale, ecosostenibile e atossico. Attingendo dai prodotti di scarto della lana, considerata rifiuto speciale, l'impresa crea i presupposti per un processo di economia circolare e di buone pratiche, che unisce domanda-offerta secondo i principi della filiera corta e rintracciabile, dell'ecologia e del riciclo virtuoso.


Azienda agricola Trapani
Giovanni Trapani, 30 anni, Torino

L'Azienda agricola Trapani, a Paroldo (TO), intende impostare una produzione agricola ortofrutticola policolturale. Le diverse specie, scelte in relazione all'adattabilità all'ambiente, alla resistenza alle malattie, alla necessità di irrigazione, alla shelf life e alla varietà di utilizzo, si presteranno ad una eventuale trasformazione rendendo così possibile la commercializzazione in più mercati. La scelta delle specie da coltivare viene effettuata in base a caratteristiche che contribuiscano a prevenire fenomeni di erosione del terreno, di inquinamento e di spreco di risorse idriche ed energetiche. Le quattro produzioni principali dell'azienda sono la tartuficoltura con piante di nocciolo tonda gentile delle Langhe e roverella micorizzate rispettivamente con tartufo nero pregiato e tartufo nero uncinato (con entrata in produzione dal 5°-6° anno); il tartufo bianco (già presente); i piccoli frutti e fruttiferi minori destinati alla produzione di confetture di super frutti (alchechengi, goji, mirtillo siberiano, gelso nero, banano di montagna, ribes nero, Amelanchier, con entrata in produzione a partire dal 2° anno); l'orticoltura (cultivar rare e antiche utilizzando sementi provenienti dalle banche del seme italiane, con entrata in produzione a partire dal primo anno); la frutticoltura, utilizzando le piante già presenti come peschi e pruni selvatici, ciliegi, amareni, noccioli, noci e castagni da frutto (attualmente produttive). Tutto questo con l'intento di valorizzare il territorio, sottraendo gli appezzamenti all'abbandono.


Future is Nature - Playground
Francesco Trovò, 33 anni, Torino

Future is Nature è un progetto che si realizzerà in più fasi. Da una fase core di attività ludiche vere e proprie si prevede nel tempo lo sviluppo di aree tematiche diverse, accomunate dall'aspetto ludico, che si differenzieranno per soddisfare diverse tipologie di "bisogni". Le aree (o fasi) che si intendono sviluppare, linearmente o parallelamente in base a scelte strategiche, sono: il gioco (giochi di squadra d'azione e di ruolo, tornei giochi d'azione, archery attack, laser tag ecc..); il convivio (ristorazione ludica, cene, picnic e barbecue a tema); il riposo (pernottamenti non convenzionali quali case sugli alberi, tende tipi, yurte ecc..); la meditazione (weekend, seminari e ritiri spirituali); l'educazione (team building aziendali, giornate educative mirate); il movimento (organizzazione tour e gite escursionistiche, MTB ed a cavallo). L'impresa si appoggerà ad una rete di soggetti e/o partner e offrirà servizi ad enti territoriali, associazioni, aziende, singoli e/o privati. I servizi potranno essere offerti anche in modalità itinerante e hanno l'obiettivo di favorire la riscoperta in chiave ludica di costumi e tradizioni locali per la valorizzazione del territorio montano.


Rebecco Farm – “Centro di valorizzazione e sviluppo della cultura rurale del territorio”
Matteo Turrini, 24 anni, Gardone Val Trompia (BS)

I Rebecco Farmer sono un gruppo di agricoltori della Valle Trompia che si sta costituendo come rete di imprese agricole, per raggiungere 2 obiettivi principali: cercare di realizzare una promozione integrata dei prodotti tipici della valle anche grazie allo sviluppo di una piattaforma web e di una comunicazione social comune, di un piano commerciale integrato e di una serie di eventi promozionali per attirare turisti sul territorio; prendere in gestione come rete di imprese la Rebecco Farm, un complesso rurale messo a bando dalla Comunità Montana di Valle Trompia, destinato a diventare un "Centro di Valorizzazione e Sviluppo della Cultura Rurale del Territorio". All'interno di Rebecco Farm ci saranno: terreni coltivabili nei quali saranno ripristinate antiche colture e colture sperimentali (in particolare, verranno creati un orto didattico, coltivazioni a piccoli frutti, allevamento di animali da cortile); una struttura ricettiva che sarà gestita da giovani, secondo un modello di turismo green ed esperienziale; un centro polifunzionale nel quale organizzare laboratori didattici, visite guidate, eventi culturali ed enogastronomici, che saranno alla base del calendario di iniziative legate alla formazione, alla didattica e alla promozione del territorio.


Snowboom
Andrea Vasino, 25 anni, Torino

Snowboom è una piattaforma web che unisce i piccoli comprensori sciistici in una rete rivolta ad utenti appassionati, giovani e neofiti. L’obiettivo è far trovare all'utente la neve migliore ad un prezzo accessibile mediante la vendita di un singolo stagionale valido su tutte le piccole stazioni convenzionate oppure con la vendita del singolo giornaliero ad un prezzo uguale per tutte le località. La piattaforma è improntata sulla massima semplicità sia per gli utenti sia per le stazioni, con un occhio di riguardo all'economicità della gestione. Uno degli scopi principali dell'impresa è la valorizzazione delle piccole località, sia come comprensorio sia come singolo paese. Si punta sulla creazione di una rete in franchising di strutture di ospitalità a basso costo, i cui gestori si adoperino per la valorizzazione della cultura montana e del territorio. L'idea è di partire dal recupero di strutture in disuso per creare una rete di ostelli/rifugi per i più giovani che siano allo stesso tempo strutture ricettive, ma anche luoghi di incontro con la comunità locale grazie a spazi dedicati per ospitare eventi, conferenze ecc., aperte tutto l'anno e improntate a promuovere le attività montane con guide alpine, guide escursionistiche e collaborazioni con parchi montani. Snowboom coniuga quindi lo sci ad una visione sostenibile della montagna, che promuova una cultura alpina nel pieno rispetto della tradizione, del presente e delle comunità locali.

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