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Verbania: No ad innalzamento livelli lago Maggiore

La deliberazione del Comune di Verbania, capofila della Gestione Associata dei comuni, contro l’innalzamento del livello del Lago, è stata consegnata all'Ing. Tabellini rappresentante dell’Autorità al tavolo tecnico presso Regione Lombardia lo scorso 16 ottobre 2018.
Verbania
Verbania: No ad innalzamento livelli lago Maggiore
Dalla presentazione del Rapporto estivo 2018 e dal successivo dibattito, emerge, come confermato da Regione Lombardia, che le richieste da concessioni di derivazione acque sono invariate nel tempo: dichiarate in 260 mc/sec. E’ stato inoltre confermato che negli ultimi anni vi sono state modifiche colturali in Pianura Padana e/o modifiche nei sistemi di irrigazione che hanno modificato il periodo di richiesta d’acqua: tra giugno/agosto anziché aprile giugno come in passato.

In questi anni si è registrato un periodo siccitoso tra luglio/settembre, anche prolungato all’autunno inoltrato che, indipendentemente dalle piogge e dalla disponibilità di acqua da nevai nel periodo della primavera, porta ad un inevitabile contrasto tra la domanda, come detto costante ma diversamente distribuita nel tempo e prolungata sino a luglio, rispetto alla disponibilità; è evidente quindi la situazione di stallo: si chiede acqua in un periodo dell’anno dove il livello di precipitazione è assolutamente scarso, mentre tra maggio e giugno di fatto si registra un eccesso di disponibilità.

Come città di Verbania – afferma il sindaco Silvia Marchionini – attraverso i nostri uffici abbiamo valutato che l’innalzamento del limite di gestione estivo dello sbarramento (15 marzo/15 novembre) a +1,50 rispetto al livello +1,00 originario, comporterebbe un vantaggio gestionale di circa 57 giorni di maggiore disponibilità sull’intero periodo, mentre con l’attuale livello di sperimentazione a +1,25 il vantaggio è stato di 45 giorni, con uno scarto quindi di soli 12 giorni tra +1,25 e +1,50 (tralasciamo al momento i dati sulle presunte disponibilità in mc d’acqua).

Abbiamo pertanto chiesto ufficialmente all’Autorità di Bacino di evidenziare la sostanziale debolezza di questo Tavolo tecnico, se limitato alla discussione ormai stantia sull’innalzamento dei livelli, poiché il tema centrale da affrontare è il rapporto tra la domanda d’acqua, i limiti dell’infrastruttura della Miorina e le sostanziali modifiche meteo-climatiche; ribadendo che il lago Maggiore ha ovviamente una disponibilità enorme di risorsa idrica, ma ormai mal gestita.
Abbiamo sottolineato come questo disequilibrio sia ulteriormente evidente laddove si afferma anche dall’Ufficio Dighe ministeriale, che il contributo del Lago è fondamentale per contenere il “cuneo salino” dell’Adriatico: com’è possibile che a fronte di un bacino imbrifero di migliaia di chilometri quadrati, 25 cm in più (teorici) del livello del Lago possano risolvere un problema al delta del Po?

Il rappresentante dell’Autorità di Bacino ha confermato che porterà nuovamente al Segretario generale l’esigenza di rivedere questi equilibri territoriali.

Certamente in questo caso il ruolo della Regione Piemonte è fondamentale perché è altrettanto chiaro che le Gestioni associate non saranno chiamate ad un tavolo di confronto sulla valutazione complessiva degli equilibri territoriali interregionali tra domanda d’acqua e disponibilità.

Il Tavolo tecnico si riunirà nuovamente a fine novembre dove saranno consegnati i rapporti triennali sull’impatto ambientale e sull’impatto della fruibilità delle spiagge relativo a questo periodo di sperimentazione del livello a +1,25.
Successivamente l’Autorità di Bacino predisporrà il rapporto annuale da inviare al Ministero, nel quale sarà proposto il livello massimo di gestione per la stagione 2019.

L'Amministrazione Comunale Verbania



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