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Charming Italian Chef - tutte le donne "Chic" del presidente

Verbania Notizie è stato invitato alla cena "tutte le donne 'Chic' del presidente", organizzata al Piccolo Lago di Mergozzo. Vi raccontiamo come è andata e vi mostriamo una foto gallery di cosa è successo
Mergozzo
Charming Italian Chef - tutte le donne "Chic" del presidente
Uno dei compiti che ci siamo dati quando abbiamo iniziato il nostro Blog "Verbania Notizie" è stato quello di dare voce alle persone che vivono nel territorio.

Allo stesso modo, abbiamo sempre cercato le eccellenze o gli eventi interessanti che venivano organizzati, per poterne parlare e valorizzare sia chi li organizzava, sia il nostro territorio.

Anche se normalmente partecipiamo ad eventi sportivi, questa volta abbiamo voluto fare una cosa leggermente diversa, partecipando ad una cena, organizzata dal Piccolo Lago di Mergozzo.

Il ristorante, cosi come il suo chef, Marco Sacco, non hanno bisogno di presentazioni, avendo una fama sicuramente superiore al nostro Blog.

In passato avevamo già parlato di chef Sacco, per una partecipazione ad una cena di beneficenza e per altri eventi ai quali aveva partecipato.

Questa volta però le cose si sono sviluppate in maniera leggermente diversa.

Come è noto, riceviamo giornalmente numerosi comunicata stampa, che scegliamo e pubblichiamo sul Blog.

Questa volta però uno ci ha colpito, dato che non c'era solo il comunicato, ma anche l'invito a partecipare alla cena che veniva organizzata.

ICS Comunicazione, l'azienda che gestisce l'immagine del Piccolo Lago, ci aveva chiesto se eravamo interessati a partecipare, per poter meglio descrivere l'evento.

Chiaramente la cosa ci ha fatto piacere, in fondo siamo delle buone forchette e partecipare ad una cena in un locale così famoso, non poteva che farci piacere.

L'idea della serata era quella di riunire 5 chef che portassero dei piatti legati alla propria tradizione.

Gli chef presenti erano, oltre a Marco Sacco del Piccolo Lago, Andrea Aprea del VUN Park Hyatt di Milano, Nadia Moscardi del ristorante Elodia di Camarda (l'Aquila), Teresa Buongiorno del ristorante Già Sotto l'Arco di Carovigno (Brindisi) e Edi Dottori del ristorante Sala della Comitissa di Baschi (Viterbo).

Tutto è iniziato da un aperitivo a base di finger food servito nel giardino del ristorante. Ogni chef offriva due diversi assaggi. Chiaramente abbiamo fatto una foto per tavolo, in modo da dare un'idea di quanto veniva preparato, anche se le foto, per loro natura, non possono farvi sentire i sapori.

Per quanto mi riguarda, ho apprezzato molto la "patata soffiata, formaggio di capra e paprika", anche se devo dire che molti altri piatti stuzzicavano il mio appetito.

Dopo questo inizio a finger food e prosecco, la cena si è spostata nei locali interni del ristorante.

A questo punto si sono susseguiti cinque piatti preparati dagli chef.

Il mio timore, nel descrivere come sono stati realizzati questi piatti, è quello di scrivere qualcosa di completamente distante dalla realtà, dato che non ho assolutamente le capacità tecniche per farlo. Proverò quindi solo a farvi capire di cosa si trattava, mostrandovi le foto e descrivendo le sensazioni che avevo in bocca durante l'assaggio.

Il primo piatto è stata la "Caprese dolce Salato" di Andrea Aprea, che potete vedere alla foto 10. Si trattava sicuramente qualcosa di molto insolito, che provava a portare innovazione in una delle ricette più classiche della cucina italiana.
Anche se l'aspetto poteva sembrare quello di una normale mozzarella, si trattava invece di un guscio bianco contenente al suo interno la mozzarella.
E' difficile da descrivere perché quando si parla di caprese la testa pensa a un ben determinato tipo di piatto. Questa volta invece si trattava di qualcosa di completamente diverso.

Si è passati poi al Sushi di Lago, di Marco Sacco. Chiaramente, essendo uno dei dogmi del Piccolo Lago quello di utilizzare solo prodotti fortemente legati al territorio, Sacco ha provato a rivisitare il sushi, sia dal punto di vista estetico (foto 11), sia dal punto di vista dei sapori, utilizzando solamente pesci provenienti dal lago di Mergozzo.

A questo punto la cucina si è spostata al sud. Teresa Buongiorno proponeva "Orecchiette al ragù bianco di agnello su crema di ricotta". Ammetto di non essere un amante delle orecchiette, è un tipo di pasta che non mi è mai venuta ed ammiro chi riesce a cucinarle, cosi come ho sempre paura del ragù, quando viene utilizzato in modo abbondante: tende a coprire completamente il sapore del piatto. Questa volta, devo ammettere di aver finalmente mangiato le orecchiette come andavano mangiate, e soprattutto ho scoperto che l'agnello può essere utilizzato come condimento. (foto 13 e foto 14 in versione senza agnello).

Il piatto successivo era quello di Edi Dottori: "Coniglio con osso e senz'osso al profumo di porchetta, con quadrotto di torta di mele e rosmarino" (foto 15). Distrattamente ho assaggiato prima la torta di mele e poi il coniglio, dato che per mia natura amo più il dolce che il salato. In questo caso non aggiungo aggettivi per descriverla, non vorrei sembrare troppo di parte verso chef Dottori.

La cena si chiudeva con "Cremoso alla liquirizia di Atri e frutti rossi al basilico rosso". In questo caso sono stato molto dubbioso prima di assaggiare. Ogni volta che ho incontrato la liquirizia in un piatto, ha sempre monopolizzato il sapore di tutto il resto. In questo caso era così leggera e dosata bene, che si sentiva appena rispetto agli altri gusti, dando una presenza, ma non un monopolio di sapori. (foto 17)

Chiaramente tutti i piatti erano serviti con un abbinamento di vini.

Ammetto di non essere un amante dei bianchi, di cui non parlerò. Per questo motivo capirete che ho accolto con grande gioia un Barolo Persiera del 2009 servito insieme al coniglio, ma soprattutto il Porto Unfiltered LBV 2007 servito col Cremoso alla Liquirizia. Temo lo acquisterò a breve per farne mostra nel mio mobiletto dei vini.

Il giudizio della serata non può che essere positivo. Non esprimo però giudizi sul Piccolo Lago, primo perché non ne ha bisogno, e secondo perché non vorrei che qualche lettore, per errore, pensasse che stiamo scrivendo un articolo a pagamento.

Spendo invece delle parole per gli altri chef: sicuramente sopra la media e sicuramente tutti alla ricerca di qualcosa di diverso, innovativo e ben equilibrato, e credo che tutti siano riusciti in questo intento.

Come sempre diciamo: se c'è una eccellenza nel territorio, è corretto parlarne e se ad una cena si trovano persone che hanno fatto più di 2 ore di macchina, solo per venire a mangiare, probabilmente non siamo gli unici a pensarla in questo modo.



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