CGIL su chiusura Punto Nascite a Domodossola

Riceviamo e pubblichiamo, un comunicato di CGIL Novara VCO, riguardante la chiusura del Punto Nascite a Domodossola.

Verbania
CGIL su chiusura Punto Nascite a Domodossola
Punto nascite Domodossola: quando i tagli superano le soluzioni!

Per la regione Piemonte arrivano prima i tagli delle soluzioni; o forse sono i tagli le soluzioni che la regione intende proporre, tra una privatizzazione e l’altra?

Abbiamo sempre ribadito quanto la riorganizzazione territoriale, fondamentale per il VCO e fortemente auspicata da oltre venti anni, dovesse partire dall’obiettivo di un maggiore radicamento e da un maggiore investimento in grado di garantire con gestione pubblica la sanità e l’assistenza nel nostro territorio: maggiore prossimità e cure migliori.

Nei giorni scorsi abbiamo osservato la delibera di Cattel (299/2026) e pochi giorni dopo ecco il primo affondo: la chiusura del punto nascite di Domodossola, una strategia d’intervento volta ad andare in direzione opposta rispetto a quanto sempre dichiarato. Con la scelta intrapresa infatti i risultati attesi saranno indirettamente il rischio di un maggiore intasamento del pronto soccorso – esattamente il problema che si è sempre dichiarato di voler risolvere – e maggiore necessità di spostamento per le famiglie, quindi maggiori costi e disagi.

Mentre si iniziano a tagliare nastri su nastri – siamo certi che diventerà lo sport preferito dei prossimi mesi – senza aver ancora chiarito alla cittadinanza chi opererà all’interno degli edifici che verranno inaugurati, quanto personale e come funzioneranno i servizi; l’unica cosa certa è la preoccupazione data da quanto viene più volte riportato nella delibera menzionata: “possibilità di avviare forme innovative di gestione dell’attività sanitaria ai sensi della normativa vigente”.

Le istituzioni coinvolte stanno di fatto dichiarando – sia formalmente che a mezzo stampa – la traiettoria che il VCO si troverà ad affrontare nei prossimi anni: una corsa schizofrenica ai tagli di nastri, privatizzazioni un secondo dopo adducendo le insufficienti risorse pubbliche, tagli e riduzione di servizi a gestione pubblica, convenzionamenti e ulteriori privatizzazioni in prospettiva. Ovviamente se per i nastri vedremo tutto e subito, per quanto riguarda l’idea complessiva verrà tutto rimandato e scoperto nel tempo: esattamente l’opposto di quello che serve alla nostra comunità!

Anche per questo motivo continua la nostra mobilitazione a difesa della sanità pubblica piemontese e proseguiremo con la vertenza che la CGIL e le altre associazioni della società civile stanno costruendo da due anni per tutelare il diritto alla salute nella nostra regione.



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