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Riunione straordinaria della giunta di Verbania

Verbania al lavoro per il ritorno alla normalità. Mentre proseguono gli interventi per il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi danneggiati dalla tromba d’aria, l’Amministrazione comunale è all’opera per gestire il post-emergenza.
Verbania
Riunione straordinaria della giunta di Verbania
Nella tarda mattinata di oggi la giunta comunale s’è riunita in seduta dì’urgenza e ha innanzitutto deliberato di prelevare 50.000 euro dal fondo di riserva per affrontare le spese più immediate.

Quindi ha valutato il primo bilancio dei danni stilato dalle autorità e dagli uffici e che è in continuo aggiornamento. Pur non disponendo ancora di cifre ufficiali e definitive, è evidente che i danni al solo patrimonio pubblico sono ingentissimi tra alberi abbattuti, coperture lesionate, cornicioni crollati, cartelli divelti, pavimentazioni danneggiate. Sono state lesionate e sono in fase di verifica le coperture delle scuole materne di Biganzolo, di Palazzo di Città, di Palazzo Viani Dugnani (sede del Museo del Paesaggio e delle elementari Guglielmazzi), dell’asilo nido di via Caravaggio.

Ci sono problemi alla mensa centralizzata di corso Cairoli e, soprattutto, nei parchi pubblici. Quello di piazza Fabbri e il lungolago di Intra sono stati letteralmente decimati nel patrimonio verde. Inferiori ma ugualmente rilevanti i danni alla passeggiata di Pallanza.

Ingenti i danni patiti dai privati, senza considerare ciò che è accaduto al parco botanico di Villa Taranto e alla contigua Villa San Remigio, letteralmente devastate dalla furia degli agenti atmosferici e inagibili. Una prima stima quantifica nel 30% la percentuale di alberi (su oltre 1.000, parte dei quali secolari) abbattuti a Villa Taranto, dove si profilano lunghi i tempi per lo sgombero.

Il giardino botanico, uno dei più rinomati e conosciuti nel mondo, attira annualmente circa 160.000 visitatori dall’Italia e dall’estero ed è centrale nel settore turistico del Lago Maggiore per ciò che riguarda il circuito delle ville storiche e dei parchi.

A fronte di questa situazione, che si ripercuote direttamente sui cittadini e indirettamente sul comparto turistico e sul suo indotto, la giunta comunale ribadisce con forza la necessità che sia proclamato lo stato di calamità naturale, innegabile per la documentata violenza del maltempo (vento oltre i 110 km/h, piogge intensissime in poco tempo), per i danni alle persone (due sono state ricoverate) e alle cose. Tale richiesta verrà ribadita nel pomeriggio all’incontro che si terrà in prefettura alla presenza anche del vicepresidente della Regione, Ugo Cavallera.

Sul fronte pratico si raccomanda ai cittadini di rispettare i divieti imposti dall’emergenza, di non accedere alle zone transennate, di segnalare alla centrale della protezione civile (telefono 0323. 542311) eventuali situazioni critiche.

È da stamane in vigore un’ordinanza per la rimozione e l’accatastamento del legname recuperato dagli alberi crollati, che non può essere prelevato dai privati.

Rilevando il positivo spirito di partecipazione dimostrato già da ieri dalla popolazione, l’Amministrazione ringrazia e invita i cittadini a proseguire nella pulizia di strade e marciapiedi dove non sussista, in tale opera, pericolo o incolumità.

I cittadini che lamentano danni documentati a seguito degli eccezionali eventi atmosferici del 25 agosto possono rivolgersi al Comando della polizia municipale di via Brigata Valgrande Martire per ritirare la “attestazione ai fini assicurativi” degli eventi atmosferici subiti.

Da domani, martedì 28 agosto, sarà possibile scaricare direttamente dal sito internet del Comune www.comune.verbania.it i moduli di segnalazione danni.

La segnalazione a valere quale richiesta danni è condizioni necessaria per ricevere l’eventuale indennizzo, ma non garantisce che effettivamente vengano erogati contributi in quanto non è conosciuto lo stanziamento poiché è pendente la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza, che dovrà essere vagliata e convertita in “dichiarazione dello stato di emergenza” dalla Regione e dal Dipartimento di Protezione civile. Inoltre le risorse potrebbero non essere sufficienti o potrebbero essere destinate solo ai beni pubblici.
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