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Provincia Vco: disavanzo di 2mln di euro

Pdl e Lega: “non ci sono responsabilità amministrative di cattiva gestione ma solo i tagli scellerati del governo uscente”.
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Provincia Vco: disavanzo di 2mln di euro
Voto unitario con il PD per chiedere al nuovo esecutivo di stralciare l’allegato al Decreto Legge ‘Sbloccacrediti’ che riduce in modo insostenibile i trasferimenti alle Province.

Lunedì 29 il Presidente Nobili all’Assemblea UPI con questo mandato. Istituito il regolamento per l’attività di pesca turistica organizzata dai pescatori professionisti del Lago Maggiore. Voto favorevole di PdL, PD e Lega per riportare all’Autorità d’Ambito interprovinciale la competenza di deliberare le tariffe del sistema idrico, attualmente in capo all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. Approvato con i voti della maggioranza il rendiconto provinciale per l’anno 2012 che chiude con un disavanzo di 2 milioni 45 mila euro.

A ripercorrere le fasi dell’attuale situazione di criticità delle finanze della Provincia l’Assessore al Bilancio Marcella Severino che ha ricordato come il quadro – già compromesso – abbia raggiunto il livello di insostenibilità lo scorso 25 ottobre con il taglio di 3,7 milioni ai trasferimenti del cosiddetto fondo sperimentale di riequilibrio (istituito per compensare entrate proprie della provincia trattenute dallo Stato quali la compartecipazione IRPEF e l’addizionale ENEL). “Si tratti di tagli decisi in modo unilaterale dal Governo Monti: quel che è peggio è che la situazione appare ancora più stringente alla luce di quanto è stato stabilito con il Decreto Legge 35 dello scorso 8 aprile, il cosiddetto ‘Sbloccacrediti’, – ha rimarcato Severino – che se sulla carta pone il principio di immettere liquidità nel circuito dell’economia reale con i pagamenti della Pubblica Amministrazione, dall’altro ci dà il colpo ferale, togliendoci quasi 11 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014”.

Severino ha altresì spiegato come si sia ridotto il disavanzo rispetto a un’ipotesi iniziale producendo risparmi nelle spese di funzionamento della macchina amministrativa fin dove si è potuto: 600 mila il risparmio sul personale con le opzioni di mobilità perseguite da una decina di dipendenti, tagliati i canoni di locazione per gli uffici provinciali a Baveno, il liceo Gobetti ora nella sede nuova di proprietà provinciale e lo sportello Donna oggi in spazi gratuiti. “Tuttavia – ha rimarcato – essendo il nostro un ente già di per sé già virtuoso, i margini su cui poter intervenire erano esigui, in più abbiamo una situazione patrimoniale tale per cui non si possono recuperare entrate sostanziali con vendite di immobili o quote di partecipazione a società, quali Terme di Premia, SAIA e GAL, per le quali comunque stiamo cercando acquirenti ma il momento non è certamente il più propizio”.

Il Partito Democratico – per voce del consigliere Giuseppe Grieco – ha spiegato il motivo del voto contrario al rendiconto. “Parliamo di un bilancio consuntivo che già in fase preventiva risultava debolissimo nel rapporto tra entrate stimate ed impegni previsti. Contestiamo essenzialmente il fatto di non essere stati dovutamente coinvolti nella discussione su una questione di questa portata”.

Il capogruppo della Lega Alessio Lorenzi ha ribattuto rimarcando come il Presidente della Commissione Bilancio sia in capo all’opposizione e non vi sia colpa alcuna da parte degli amministratori provinciali della situazione patita, ma questa sia da attribuire esclusivamente a decisioni assunte dal Governo di tecnici.

Dal capogruppo PdL Sebastiano Gallina l’appello alle opposizioni per un voto unanime al documento consuntivo: “non espressione del gioco delle parti ma di una piena assunzione di responsabilità di amministratori che devono dimostrare di far fronte comune e non rassegnarsi alla ‘messa in liquidazione’ con il commissariamento della Provincia che – nelle condizioni attuali – si tradurrebbe in perdita di servizi per il territorio e incertezza totale per i dipendenti”.

“Va ricordato a questo proposito – ha detto il Presidente Massimo Nobili – come la provincia di Udine, in una regione a statuto speciale, sia andata al rinnovo amministrativo con regolari elezioni la scorsa settimana, mentre altre province come Varese siano da lunedì commissariate in attesa che se ne decida il futuro. L’auspicio è che il nuovo Governo davvero metta mano a una ridefinizione della struttura delle autonomie locali, individuando con precisione a che ente spetteranno le funzioni che le Province – se non esisteranno più – lasceranno scoperte e come avverrà l’assorbimento dei loro dipendenti. Certo la situazione di crollo finanziario ci sta inibendo di proseguire con il nostro programma di mandato, ma non vuol dire che siamo inoperosi laddove si tratta di lavorare sul piano tecnico/istituzionale. Il lavoro, davvero impegnativo, svolto dagli uffici del settore Ambiente della Provincia ha finalmente consentito il via libera regionale al Piano Operativo di Bonifica dell’ex Enichem: ora si attende il decreto ministeriale che dovrebbe essere un passaggio soltanto formale. Nei prossimi giorni sempre una delibera regionale approverà il riposizionamento dei perimetri delle Zone a Protezione Speciale, che vanno a scontrarsi con il mantenimento e sviluppo di numerose attività produttive del territorio, così come riformulato dall’Assessore Cottini con gli uffici provinciali competenti”.

Rinviata a una prossima seduta, per meglio valutarne meccanismi e impatto la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, concessa da un recente dispositivo, per poter ripianare in dieci anni e con l’accesso a un fondo statale di rotazione – se ammessi dal Ministero dell’Interno – un piano di rientro dal disavanzo.

Ha invece incassato la quasi unanimità (tutti d’accordo ad esclusione del consigliere di Rifondazione Comunista Roberto Inzaghi) l’ordine del giorno proposto dal consigliere Gallina ed altri, con il quale il Consiglio Provinciale ha dato mandato al Presidente Nobili di attivarsi, in tutte le sede istituzionali, affinché le forzi politiche e il nuovo Governo modifichino la portata del D.L. ‘Sbloccacrediti’ stralciandone la parte riferita alle Province, che altro non fa che inibire la possibilità di erogare servizi ai cittadini, deprimere ulteriormente l’economia territoriale, rendere incerto il futuro dei dipendenti e nella sostanza ‘asfissiare’ Enti costituzionalmente previsti, senza che vi sia una riforma organica in grado di ridurre realmente i costi e mantenere i servizi sui territori. Il mandato verrà già esercitato lunedì 29 a Roma in sede di Assemblea nazionale UPI.

Nella stessa seduta sono state altresì approvate modifiche allo statuto della Fondazione Museo Arti Industria di Omegna (ndr Forum) in modo che la stessa possa concorrere a bandi di altre fondazioni, e in questo momento di ristrettezze economiche per i suoi soci, accedere a risorse da fonti diverse.

Sempre il momento di grave carenza finanziaria, ha condotto alla modifica del regolamento per la disciplina dell’attività delle Guardie Ecologiche Volontarie, alle quali non si è più in grado di assegnare buoni pasto e rimborsi chilometrici.

Per valorizzare sul piano delle potenzialità turistiche – e permettere un sostegno economico ulteriore a un’attività tradizionale per molteplici motivi in flessione qual è la pesca professionale sul Lago Maggiore – è stato inoltre approvato il regolamento (in modo analogo alla Provincia di Novara) per l’attività di pesca turistica. I pescatotori professionisti del lago autorizzati potranno così portare con sé nelle loro barche turisti interessati a conoscere da vicino questo mestiere che si lega all’identità e storia del nostro lago.

Quasi unanimità (anche in questo caso voto contrario del consigliere Inzaghi) per l’ordine del giorno presentato dal consigliere PdL Antonio Ferruggiara, con cui si chiede al Presidente della Repubblica, ai componenti delle Commissioni Parlamentari competenti e al Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, oltre che al Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua (promotore dei referendum 2011 sulla gestione pubblica del servizio idrico) di restituire – revocando quanto stabilito con la legge 214/211 – alle Conferenze d’Ambito delle ATO la competenza di agire sul sistema tariffario del sistema idrico integrato.

Questo è stato fatto di recente rientrare nelle competenze dell’Autorità EEG “che – ha spiegato il consigliere Paolo Marchesa Grandi – non fa che applicare una formula matematica senza nessuna conoscenza e contatto con la realtà locale. All’interno dell’assemblea ATO come amministratori invece abbiamo sempre cercato di calibrare investimenti e il loro eventuali rinvii appunto per poter calmierare le tariffe. Con l’intervento dell’Autorità centrale siamo esautorati da questa possibilità, che vogliamo venga restituita ai territori”.
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