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LegalNews: Compensazione delle spese di lite e motivazione della decisione

Con l’Ordinanza n. 18276 del 17 settembre 2015 la Suprema Corte è tornata, rimanendo nel solco del proprio orientamento, sulla questione della motivazione che deve essere fornita dal giudice per compensare le spese di lite tra le parti, pur in caso di soccombenza di una di esse.
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LegalNews: Compensazione delle spese di lite e motivazione della decisione
La fattispecie sottoposta alla Suprema Corte era la seguente: un lavoratore, dopo aver impugnato il proprio licenziamento perché intimato durante il periodo di prova, otteneva la declaratoria di nullità dello stesso e la rifusione delle spese di lite. La controparte proponeva appello avverso la sentenza di primo grado e, pur se il suo gravame veniva rigettato, le spese di lite dei due gradi di giudizio venivano compensate, sulla scorta di generici rilievi in merito alla "natura della controversia", alla "qualità delle parti" e alla "peculiarità della vicenda". Il lavoratore alleva proponeva ricorso per cassazione avverso la statuizione sulle spese di lite.

Sul punto è necessario premettere che l’art. 91 c.p.c. prevede – quale principio generale – che il giudice con la sentenza che conclude il giudizio deve condannare la parte soccombente (ossia quella che ha visto rigettare le proprie domande giudiziali) a rifondere a quella risultata vittoriosa le spese di lite. Tale principio, ai sensi dell’art. 92 c.p.c. subisce un temperamento, legittimando il giudice alla compensazione delle spese – pur in presenza del rigetto integrale delle domande giudiziali di una delle parti – qualora ricorrano gravi ed eccezionali ragioni che devono essere esplicitate nella motivazione della sentenza.

Nel caso sottoposto al giudizio della Suprema Corte, però, il giudice di appello si era limitato a giustificare la compensazione delle spese di lite adottando espressioni di contenuto indeterminato, assimilabili a clausole di stile, che non consentivano di far comprendere quali fossero stati, nello specifico, gli elementi (e cioè particolari e specifiche circostanze o aspetti della controversia decisa) posti dal giudice di merito a fondamento della propria pronuncia. La Corte, perciò, ha cassato la sentenza d’appello limitatamente alla regolamentazione delle spese di lite, rinviando la decisione ad altra sezione della medesima corte d’appello.

Avv. Mattia Tacchini



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