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Verbania documenti: "Il Palazzo Flaim"

Verbania documenti (VB/doc) riprende la narrazione dei luoghi di eccellenza della Sassonia in previsione di un secondo convegno, a gennaio, al Circolo Zappelli per l'analisi e le valutazioni sul progetto di Piazza Fratelli Bandiera presentato dall'Amministrazione Comunale il 9 dicembre al Quartiere di Intra.
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Verbania documenti: "Il Palazzo Flaim"
DALLA CASA DEL FASCIO A PALAZZO FLAIM di Luciano Paretti

Palazzo Flaim, luogo centrale del governo della Città, sin dalle origini è un opera politica.
Raro esempio di architettura fascista sul Lago Maggiore, costruito nel 1935 come Casa del Fascio locale, sarebbe stata “…segno di forza e di affermazione del Regime e di devozione al Duce e simbolo di sintesi delle poderose opere compiute dal Comune nel primo decennio dell’Era Fascista” (Consiglio Comunale di Intra 15/04/1933).

Progettata dall’Architetto Luigi Vietti, la Casa Littoria fu inaugurata dal segretario del Partito Nazionale Fascista, Achille Starace, il 23 giugno 1935, alla presenza di una folla giunta da tutta la Provincia, delle autorità, dei reparti in armi, della fanfara dei bersaglieri, con Messa da campo del Cappellano degli Avanguardisti. In quell’occasione fu definita anche “nuova fortezza”.

E’ di una architettura pregevole, una delle prime costruzioni in Italia con struttura in cemento armato portante e finestre a nastro.

L’Arch. Vietti scrisse : “E’ una costruzione assoluta: tempio sacro e luminoso, chiaro di nuova civilità… può stare senza decorazioni e rimane così sfrondata come un’antica secolare struttura… la rampa permette di salire inquadrati in formazione. I palazzi comunali, nel nostro medioevo, sorgevano allo stesso modo su porticati ed arcate” (La Gazzetta del Lago Maggiore 22/6/1935).

Dal 1943 al 1945 fu la sede della famigerata “brigata nera”; nel gennaio 1944 i partigiani la incendiarono. Il palazzo, conquistato dai partigiani della Brigata Cesare Battisti e Valgrande Martire, componenti la divisione Mario Flaim, divenne, nel dopoguerra, sede dell’A.N.P.I. con primo presidente Armando Calzavara “Arca” (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).

Il piazzale è intitolato, dall’8 aprile 1947, al martire partigiano Mario Flaim (Rovereto 1919-Pizzo Marona, 17 giugno 1944), comandante caduto in combattimento, nella strenua difesa contro i Tedeschi delle postazioni in Val Grande.
Nel dopoguerra, il palazzo era anche usato per attività ricreative: qualcuno ricorda ancora “..andiamo a ballare all’ANPI!”.
La nuova democrazia da decenni lo ha riportato, alla metà degli anni ’70, alla sede del Consiglio Comunale di Verbania.

(notizie tratte da: Tesi di Laurea “Palazzi Storici d’uso Civico a Verbania” di Elio del Monaco-Graziano Pavesi, 1990, presso biblioteca comunale, sezione Verbania&Dintorni. Si ringrazia anche la biblioteca della Casa della Resistenza per la consultazione dei vari testi e la disponibilità.)


La letteratura della Sassonia: “La storia di Mario” di Mino Ramoni (inedito - 2013).
La folla si stava radunando, quel 10 giugno 1940, davanti alla Casa del Fascio e prometteva di essere imponente. Quando gli operai della Rhodiaceta di Pallanza scesero dalle vetture speciali loro riservate, il piazzale della tramvia, ove sorgeva la Casa del Fascio, fu completamente occupato. Questi operai erano in tuta, mentre le operaie dell’Unione Manifatture sfoggiavano lo stesso copricapo bianco che portavano in reparto, come per conferire una dovuta eleganza alla loro operosità femminile…..

Il discorso del Duce era previsto per le 16.00. C’era ancora il tempo per l’arrivo degli operai di Buzzi e Restellini, dei cappellai e degli impiegati degli uffici. I commercianti…… gli artigiani……
I gerarchi erano disposti, secondo il loro grado, insieme alle autorità in divisa, sopra la balconata a gradoni……
L’oratore cominciò puntuale, dagli altoparlanti, con un discorso veemente ai soldati di terra, di mare e di cielo, ma fu la frase finale “Popolo italiano corri alle armi!” a dare il brivido alla folla.
Il giovane Mario Paracchini, cinque anni dopo……



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