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Tones on the Stones vince bando protagonismo culturale

L’associazione Atelier la Voce dell’Arte ( Tones on the Stones ) con il Capofila il Comune Crodo e con il partner Comune di Verbania, ha vinto un bando indetto da Fondazione Cariplo, destinato al protagonismo culturale dei cittadini.
Crodo
Tones on the Stones vince bando protagonismo culturale
Tre anni di attività con l’intento di coinvolgere attivamente i cittadini ( adulti, studenti e bambini) nella produzione culturale di iniziative, spettacoli e progetti formativi legati alla pietra e all’acqua che troveranno spazio in Tones on the Stones, che rivitalizzeranno il Foro Boario di Crodo e che verranno accolti anche dal Comune di Verbania. Il progetto, inoltre, vede al proprio interno alcune Call per giovani artisti invitati a realizzare installazioni ed opere d’arte legate al tema delle pietre di scarto.

Il progetto sta, in questo periodo dell’anno, entrando nel vivo con la programmazione di laboratori proposto nelle scuole di Crodo, con la realizzne di Presepi sull’Acqua e con un concerto dedicato appunto a temi naturalistici con il Soprano Maddalena Calderoni e il pianista compositore Roberto Olzer.

Ecco il programma:
Domenica 3 Gennaio 2016 ore 17.00 ingresso libero

“ Denique si vocem rerum natura repente...”
Tra Musica e Natura: Canzoni, Melodie e Arie dedicate a temi naturalistici
V. Bellini: Vaga luna
F. Schubert : Auf dem wasser zu singer
R. Schumann : Meine Rose
J. Brahms: Wie melodien zieht es mir
P. Mascagni : Son pochi fiori da L’amico Fritz
A. Catalani: Ebben n’andrò lontana da La Wally
I Paesaggi di Felix Mendelssohn Bartholdy – Suite pianistica di Roberto Olzer
R. Leoncavallo: Stridon lassù da Pagliacci
R. Strauss: September
C. Debussy: Nuit d’etolies, Beau soir
S. Rachmaninov : Zdes' khorosho
A. Dvorak : Moon song da Rusalka

Durante il concerto dolcezze e tisane per tutti offerte dal consorzio ERBA BONA
https://www.facebook.com/events/452866111573911/


Qui il progetto completo



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STONE HERITAGE MAP VIVERE I TERRITORI DELLA PIETRA


Percorsi innovativi di valorizzazione della cultura materiale e immateriale del VCO
Da sempre i territori delle valli d’Ossola e del Lago Maggiore sono uniti da una storia e da un
patrimonio storico-culturale comuni: il fil rouge che li lega e li collega è la pietra, elemento
naturale che ha dato vita a un passato ricco di storia e tesori artistici.
Per preservare l’identità culturale di questi luoghi è necessario avviare quanto prima un percorso
di innovazione dei processi di valorizzazione della cultura materiale locale di cui la pietra naturale
e le attività di estrazione a essa correlate costituiscano l’elemento caratterizzante, dall’elevato
valore economico, sociale e di sviluppo.
Partecipazione attiva, reinterpretazione artistica e condivisione digitale sono gli elementi
principali per promuovere una vera strategia di innovazione e di valorizzazione di questi territori
nel medio-lungo periodo, che permetta di custodire e condividere il vasto patrimonio culturale che
racchiude la memoria storica degli abitanti e la arricchisce con gli aspetti identitari delle nuove
generazioni.
La partecipazione attiva delle comunità locali – ed in particolare delle nuove generazioni – è di
estrema importanza in tale processo di innovazione che, attraverso la sperimentazione di percorsi
creativi e la realizzazione di eventi formativi, di aggregazione ed artistici, mira ad innescare un
processo virtuoso di riscoperta dei territori e degli elementi identitari che li contraddistinguono.
Il progetto qui descritto prevede la creazione di una “social heritage map” – ovvero una mappa
sociale degli elementi identitari –, la sperimentazione di laboratori interattivi e la realizzazione di
una serie di eventi all’interno dell’esistente Festival Tones on the Stones, che ha il proprio luogo
d’elezione nelle cave di estrazione della pietra.
Il principio di connessione tra i soggetti coinvolti nel progetto attinge alla natura: l’elemento
identitario più forte risulta essere la pietra, ma ad esso si deve accostare l’acqua, che per la
cittadina di Crodo è un elemento di estrema caratterizzazione quanto per Verbania.
Acqua e pietra sono tra i tematismi che pervadono la nostra cultura e il nostro paesaggio, tra
l’altro identificati anche come identitari nel progetto per la valorizzazione integrata del patrimonio
culturale “Un Paesaggio a Colori”.
Il motore del progetto che caratterizza ogni azione prevista, punto focale che si ritiene possa
essere un ulteriore elemento che funga da collante, è identificato nel concetto di bellezza presente
nella creazione artistica che non può essere sconnessa da valori etici legati alla contemporaneità.
L’opera d’arte non solo ha il dovere, ma ha la grande capacità di raccontare e di far riflettere sulle
grandi contraddizioni della società contemporanea. L’arte può e deve tornare ad essere
fondamentale nella nostra quotidianità per la sua capacità di “risvegliare e stimolare un
approfondimento e una riflessione sulla società contemporanea”; il ruolo dell’artista e degli
operatori culturali è quello di dar forma a ciò che l’intelletto concepisce come vero e a ciò che il
cuore sente come buono.
Il progetto vuole mettere a disposizione idee e risorse per offrire non solo la “bellezza” insita
nell’opera d’arte, nutrimento fondamentale per l’animo umano, ma anche per lanciare audaci e
forti “scosse” per far pensare alle incongruenze che attanagliano la contemporaneità.
Analisi del contesto
Il legame della popolazione del
Verbano Cusio Ossola con la pietra
è secolare.
La pietra è l’elemento naturale
che ha accompagnato la vita
dell’uomo fin da tempi antichi,
utilizzata per rispondere alle
necessità del quotidiano vivere o
sublimata attraverso la creazione
di monumenti artistici e religiosi.
La pietra è per il Verbano Cusio
Ossola un vero e proprio
elemento identitario: architettura,
usi, costumi e tradizioni sono
elementi evocativi di un mestiere
che ha accompagnato la vita dell’uomo nei secoli: l’estrazione e la lavorazione della pietra.
Il “picasass” è stato per generazioni il mestiere più comune e diffuso nelle valli del territorio,
sicuramente il più antico. Sin dall’epoca medioevale, le maestranze locali si sono contraddistinte
per abilità e capacità professionali, contribuendo alla realizzazione di monumenti di interesse
internazionale, tra cui, a solo titolo di esempio: il Duomo di Milano, il Duomo di Pavia, la Basilica di
S. Paolo Fuori le Mura a Roma. Negli anni, gli artigiani del territorio hanno saputo trasferire il
proprio sapere in luoghi e culture differenti, unendo professionalità, competenza e armonia per il
bello.
Da anni, sicuramente oltre dieci, la valenza culturale che la pietra ha rappresentato in passato
sta vivendo un momento di stasi e di incertezza in termini educativi, comunicativi, sociali e
culturali, incapace com’è di attrarre le giovani generazioni anche a livello di conoscenza e
approfondimento di una risorsa che continua a caratterizzare il territorio del VCO in termini
economici.
Il progetto si pone l'obiettivo di riscoprire, tutelare e promuovere un patrimonio culturale che
permane nella memoria collettiva della comunità, dando vita ad attività e appuntamenti di alto
profilo, in grado sia di offrire una maggiore consapevolezza dell’identità di un luogo sviluppando il
senso di appartenenza dei cittadini, sia di attirare pubblico a livello territoriale, nazionale e
internazionale.
Lo spazio e il luogo prescelto per la realizzazione degli appuntamenti si trova a Crodo, presso il
Foro Boario, un luogo ad oggi scarsamente riconoscibile dal punto di vista culturale, e al momento
scarsamente utilizzato.
L'obiettivo preposto si realizzerà attraverso una serie di azioni, di percorsi innovativi e di ricerca,
partendo da elementi visibili, tangibili, oggettuali, materiali, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo
con l’intento di rivitalizzare la partecipazione della cittadinanza.
Obiettivi
Da un'approfondita analisi del contesto socio-culturale, emersa anche dallo studio “Paesaggio a
colori” e da un confronto con i partner del progetto, in particolare il Comune di Crodo e
Assograniti VCO (associazione di riferimento del comparto lapideo territoriale) si evidenzia una
forte distanza delle nuove generazioni dal patrimonio socio-culturale ed economico legato alla
pietra; emerge dunque l’importanza di preservare tale identità promuovendo nuovi percorsi
capaci di valorizzare il patrimonio artistico, architettonico e culturale, che abbiano come
denominatore comune la riscoperta dell’identità del territorio legata alla pietra, elemento di
congiunzione tra gli abitanti e l’ambiente naturale locale.
Il progetto “Vivere i territori della pietra” si propone i seguenti obiettivi:
· Promuovere i luoghi di intervento, attraverso il miglioramento della proposta culturale e di
fruizione degli stessi;
· Favorire la partecipazione attiva delle comunità locali;
· Stimolare la reinterpretazione artistica dell’identità culturale dei territori;
· Promuovere una condivisione digitale;
· Valorizzare giovani artisti locali ed extraterritoriali;
· Creare un percorso virtuoso capace di rigenerare la relazione tra le persone del territorio,
coinvolgendo anche artisti di prestigio internazionale;
· Contribuire alla sensibilizzazione e alla riappropriazione degli spazi comuni del territorio.
E’ importante avviare una knowledge building community, vale a dire una comunità che costruisce
conoscenza, consapevole del proprio valore identitario e digitalmente attiva.
La partecipazione del Comune di Verbania al progetto è di assoluto rilievo per diversi aspetti:
· Contribuire ad unificare concettualmente il Verbano e l’Ossola, purtroppo permane una
mentalità che stenta a concepire le due aree come un unico territorio e con una unità di
intenti soprattutto nella promozione turistica.
· Far conoscere le pietre naturali al pubblico straniero che risulta essere decisamente più
presente sulle coste del Lago Maggiore, attraverso le esposizioni delle call artistiche
previste dal progetto
Verbania ha investito ingenti risorse per la costruzione di un teatro che ha scelto di avere nella
propria estetica gli stones e, attraverso questo progetto, con la presenza dopo sette edizioni
ossolane di Tones on the Stones a Verbania, si ricorda alla cittadinanza lacustre quanto sia
fondamentale anche questo aspetto identitario troppo spesso dimenticato.
Metodologia
Il valore aggiunto del progetto qui descritto risiede nell’ampia condivisione degli obiettivi e delle
azioni con un vasto panorama di soggetti: istituzioni, istituti scolastici, associazioni non profit,
scuole private di musica e di altre discipline artistiche, partner esterni e sponsor tecnici oltre che
un ampio numero di cittadini. “Vivere i territori della pietra” vanta infatti un’elaborazione e
attuazione congiunta, in cui tutti i partner del progetto e i soggetti esterni coinvolti contribuiscono
a definire e costituire i contenuti del progetto e realizzano poi insieme le varie attività,
condividendo strumenti e modalità di esecuzione e creando così i presupposti per il
raggiungimento degli obiettivi prefissi.
Le azioni sono pertanto attuate da una pluralità di soggetti, selezionati in funzione delle loro
expertise. La compresenza di più soggetti di varia estrazione richiede una metodologia strutturata
che individui per ciascuna azione gli attori/partner da coinvolgere e i rispettivi ruoli.
Ogni azione è associata a un partner responsabile con funzioni di progettazione, di attuazione e
messa in rete degli altri soggetti coinvolti.
Considerata la natura delle azioni, che afferiscono all’ambito artistico, formativo, digitale e
logistico, il partenariato intende favorire e incentivare il coinvolgimento di giovani figure
professionali locali.
Il coinvolgimento professionale dei giovani e un approccio partecipato che vede in prima linea le
nuove generazioni hanno lo scopo di dinamizzare sempre più la piattaforma digitale e di
sensibilizzare il territorio sulle concrete potenzialità di utilizzo degli strumenti digitali.
Soggetti
Capofila: Comune di Crodo
Partner: Atelier la Voce dell’Arte, Comune di Verbania
Crodo è un comune di 1.457 abitanti è il principale centro abitato della Valle Antigorio e si trova
circa 16 km a nord di Domodossola. Da sempre importante località termale, il paese è famoso per
le sue acque minerali e soprattutto per il "Crodino", nato a Crodo nel 1964 e qui ancora prodotto
dal gruppo Campari. La attività estrattiva è una delle principali risorse di Crodo e della Valle
Antigorio, numerosi sono anche i laboratori di lavorazione della pietra.
Verbania La città in questo momento storico è impegnata nella realizzazione del Teatro, Centro
Polifunzionale, attorno al quale si sta discutendo con passione per capire come poter sfruttare
questo nuovo elemento di enorme portata per un rilancio culturale e di sviluppo dell’intera VCO e
del Lago Maggiore. La struttura nasce da una selezione di bozzetti che l’architetto progettista
Arroyo ha realizzato sul tema di acqua e pietre secondo il concetto di “abitare la natura” ed è
intorno a questo tema che la partecipazione al progetto del Comune di Verbania risulta rilevante
quanto per gli altri partner.
Atelier la Voce dell’Arte produce ed organizza eventi culturali e spettacoli dal vivo, fin dagli esordi ha
realizzato laboratori di formazione (canto, musica danza) per approfondire i linguaggi classici e
contemporanei, ha realizzato produzioni valorizzando la creatività giovanile e introducendo giovani figure
professionali nella produzione teatrale (designers, video maker, visual designers). Ha messo in relazione
artisti locali con altri di chiara fama nazionale e internazionale dando vita a virtuosi meccanismi di crescita
professionale. Ha svolto ricerca musicale attraverso il "Premio Fedora" ( finanziato da Fondazione Cariplo
per alcuni anni) proponendo cinque prime esecuzioni mondiali di opere di teatro musicale da camera e di
danza. Ha continuato a sviluppare il know how per quanto riguarda la produzione di eventi nelle cave di
marmo e granito divenendo riferimento anche per l'estero grazie alla qualità e all'efficienza organizzativa
evidenziata in "Tones on the Stones" che anno dopo anno ha visto incrementare il numero degli spettatori
e la visibilità su media e carta stampata. Ha instaurato collaborazioni conil Politecnico di Torino, la Biennale
di Venezia, Accademia Teatro alla Scala, istituzioni italiane e straniere prestigiose (Teatro Comunale di
Modena, I Virtuosi Italiani, MDI ensemble, Teatro Regio di Parma e molte altreistituzioni). Dal 2009 è
presente in Giappone occupandosi di alta formazione nel campo operistico. L'associazione è fortemente
attiva nella messa in rete dei propri progetti con altre iniziative del territorio, e con progetti culturali
nazionali ed internazionali. Attraverso laboratori di formazione artistica promuove l’incontro e il confronto
culturale degli artisti del V.C.O. con quelli provenienti da altre zone geografiche. Sostiene le attività culturali
del territorio favorendo la messa in rete degli operatori e delle iniziative. E' impegnata nel percorso di
crescita culturale e si sviluppo turistico del territorio VCO.
I luoghi del progetto
Il Foro Boario di Crodo
Il Foro Boario “La Miniera” a Crodo
è il luogo prescelto per le principali
attività che si realizzano nel
progetto ‘Vivere i territori di pietra’.
Un edificio polifunzionale costruito
a metà dello scorso decennio –
adatto per convegni, concerti,
mostre, esposizioni, feste – che,
anche a causa delle importanti
spese di gestione e manutenzione,
è al momento sottoutilizzato.
L'idea alla base del progetto è quella di attivare delle azioni che possano:
· trasformare il Foro Boario di Crodo in un centro culturale attivo, creando una reale
riconoscibilità in ambito culturale a livello territoriale, provinciale, regionale;
· valorizzare lo spazio con una programmazione mirata come centro polifunzionale, sede di
attività sociali e culturali;
· offrire agli abitanti di Crodo e dei Comuni limitrofi l'opportunità di usufruire di un centro
culturale con attività innovative, definendolo come centro di aggregazione per le nuove
generazioni;
· stimolare il coinvolgimento di un pubblico territoriale vasto e trasversale.
L’edificio del Foro Boario ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per accogliere importanti
iniziative: al piano terra, è dotato di un’ampia sala polifunzionale “open space” di circa 630 metri
quadrati, con la possibilità di allestire fino a 600 posti a sedere; al primo piano, di una sala
convegni di 160 metri quadrati con una capienza di 150 persone e tre sale di differenti dimensioni
(40, 65 e 100 metri quadrati), oltre a un ballatoio adatto anche a esposizioni. L’esterno è adibito a
parcheggio/area verde (2000 metri quadrati), con possibilità di trasformazione in spazio per
esibizioni all’aperto. Nelle vicinanze si trovano strutture ricettive private di ottima qualità.
Cave d’estrazione del VCO/ Tones on the Stones
Tones on the Stones nasce nel
2007 con l'intento di portare in
primo piano il valore estetico
oltre che storico delle cave
d’estrazione affacciate sul Lago
Maggiore e nelle Valli dell'Ossola:
guardare con nuovi occhi i
maestosi e geometrici luoghi che
si aprono nella montagna è infatti
tra i principali obiettivi prefissi dal progetto.
L’attività estrattiva ha sempre diviso l’opinione pubblica in fautori e contrari, molti considerano
particolarmente scenografiche le cave d'estrazione, anche se probabilmente non tutti hanno
immaginato gli imponenti squarci come affascinanti palcoscenici.
In realtà la natura delle cave è stata fonte di forte ispirazione creativa: da otto anni il festival
produce eventi di qualità incastonandoli in cornici sceniche così speciali da renderli assolutamente
unici; davanti ai colori e ai disegni della pietra, l’emozione continua a cogliere impreparato il
pubblico, entrare nei teatri naturali di pietra è un’esperienza che intimamente ricongiunge con la
materia e con la sua imponente forza.
La scelta di offrire una programmazione eterogenea di musica, teatro e danza, è scaturita proprio
dalle enormi potenzialità degli spazi, ogni linguaggio, ogni forma artistica, trova nuova linfa
creativa, poetica e spettacolare se inserita in un contesto così esclusivo. La pietra, con i suoi colori
e le sue forme, è parte integrante della creazione artistica, una componente imprescindibile, non
replicabile in altri spazi scenici: questa è la forza di Tones on the Stones.
Nel corso delle edizioni passate Tones on the Stones ha saputo offrire una programmazione
estremamente articolata e di grande prestigio, spaziando nei generi musicali e nei linguaggi. Le
location nelle quali il festival viene proposto si prestano a produzioni che abbraccino la
multidisciplinarietà offrendo l'opportunità ad artisti di diversa estrazione di confrontarsi.
Il contenitore, ovvero i teatri di pietra, assume una valenza drammaturgica , ogni produzione viene
infatti concepita in funzione dello spazio a disposizione; trattandosi di cave attive, ogni anno gli
spazi appaiono modificati dall'attività estrattiva suggestionando gli artisti nella fase creativa e nella
fase successiva gli spettatori che per ogni edizione si trovano di fronte a teatri nuovi.
Gli allestimenti vengono concepiti utilizzando, il più possibile, ciò che offre il contesto naturale,
senza supporto di strutture invasive (ring , americane, palcoscenici in ferro...) che snaturerebbero
l'ambiente naturale, ciò contribuisce a rendere tutto più esclusivo ed unico.
Questi magici teatri in pietra, maestosi con le loro pareti lisce ad altissime, hanno portato ad una
progettazione artistica che coinvolgesse i linguaggi multimediali particolarmente adatti ad
arricchire e ad integrare i disegni luci e le scenografie naturali. Questo tratto distintivo è divenuto
una caratteristica del festival che critica e pubblico sembrano particolarmente apprezzare.
L'unicità di questo progetto coinvolge fortemente anche gli artisti ospiti, che dimostrano un
entusiasmo fuori dell'ordinario a partecipare al progetto e a far parte dei processi creativi durante
le produzioni.
Tones on the Stones dal 2014 contiene tre direttrici programmatiche ben definite: una che
prosegue il percorso intrapreso in passato coinvolgendo partecipazioni prestigiose nel settore
musicale classico e jazz, producendo spettacoli lirici, di teatro e di danza, per non interrompere un
dialogo costruttivo già consolidato con pubblico, media e carta stampata; una seconda nel solco
dell’innovazione e della sperimentazione: un incubatore per la formazione che possa catalizzare
processi formativi ed educativi d’intesa con sponsor tecnici e altri enti di formazione, utili anche a
generare una maggior sostenibilità della produzione tecnica e comunicativa per sviluppare
progetti artistici che diano una valenza specifica ai teatri di pietra; una terza dedicata al pubblico
più giovane e all’ars elettronica attraverso un percorso di crescita qualitativa e di ricerca legata ai
linguaggi contemporanei e multimediali.
In otto edizioni Tones on the Stones ha realizzato più di 40 spettacoli ospitando 450 artisti. Le cave
d'estrazione utilizzate sono state dieci che si sono alternate nelle varie edizioni. le presenze sono
state circa 20.000; solo nell'edizione 2014 i giornalisti accreditati sono stati oltre 20. Il festival
vanta 14 partner istituzionali, 5 fondazioni bancarie e oltre 20 sponsor.
La nascita di NeXTones non rappresenta solo la volontà di portare un pubblico più giovane al
festival ma anche quello di ospitare giovani artisti attenti a progettualità artistiche innovative.
Non è raro che la scena elettronica si appropri di strutture e suggestioni della civiltà industriale per
definire la propria estetica: NeXTones vuole perciò essere sia motivo di scoperta del nostro
territorio da parte di un pubblico nuovo, sia momento di celebrazione della cultura
contemporanea; NeXTones è quindi uno spazio performativo all'interno di Tones on the Stones, un
porto franco, lontano dal mainstream, per l'avanguardia dell'ars elettronica e delle arti digitali,
dove l'attenzione per la storia di questa importante cultura si unisce ad una forte consapevolezza
della sua forza innovativa. Nomi che stanno facendo la storia dell'elettronica condividono il palco
con giovani artisti lontani dalle dinamiche di genere.
Il progetto toccherà diversi luoghi sparsi nella provincia. In primo luogo la città di Verbania offrirà
spazi esterni ed interni per ospitare le installazioni e le opera d’arte realizzate attraverso le Call.
Inoltre sempre in città avranno luogo degli incontri aggregativi per i cittadini nel corso delle
preparazioni delle due grandi produzioni artistiche previste nel 2016 e 2017.
Istituti scolastici, Scuole di musica e di altre discipline artistiche, sale prove cittadine e centri
parrocchiali del VCO saranno utilizzati per le diverse azioni previste per favorire le fruibilità da
parte di più cittadini possibile e superare le distanze anche kilometriche che il territorio impone
ma che potrebbero in qualche modo inficiare i risultati attesi.
AZIONI
Le azioni previste sono state racchiuse in tre contenitori principali:
1 LAB
2 CALL
3 SERVIZI
1 LAB
Nella formula del laboratorio è stata individuato il miglior metodo di aggregazione sociale e la
messa in relazione dell’individuo con la propria creatività. Nel triennio di svolgimento del progetto
verranno realizzati diversi appuntamenti con peculiarità e funzionalità specifiche agli obiettivi.
L'idea di organizzare dei laboratori nasce anche dal desiderio di promuovere per la prima volta a
Crodo e per la prima volta nella struttura del Foro Boario occasioni culturali e sociali che abbiano
una programmazione continuativa, dando maggiore visibilità e riconoscibilità culturale a uno
spazio al momento poco frequentato a livello culturale e non considerato un reale centro di
aggregazione quale potrebbe diventare.
Le proposte dei laboratori prevedono una serie di appuntamenti multidisciplinari che valorizzano
la dimensione artistica, espressiva, estetica, relazionale della pietra intesa come risorsa del VCO, in
dialogo con un pubblico trasversale: territoriale e extraterritoriale.
Per tutta la durata dei laboratori si coinvolgeranno giovani volontari che parteciperanno
attivamente alla realizzazione dei medesimi. La chiamata ai giovani volontari inizierà a partire dal
mese di settembre 2015.
Con questo progetto si intende anche essere al servizio della pluralità e diversità degli utenti,
provvedendo ad identificare e a soddisfare i bisogni espressi dai fruitori, specie laddove vi siano
esigenze specifiche, sovente collegate a disabilità o difficoltà.
a) Laboratori a cura di recycled stones (2015-2017)
I laboratori si strutturano con due modalità:
· appuntamento aperto alle famiglie da organizzare nei giorni festivi e durante il festival
Tones on the Stones
· percorso didattico pomeridiano da realizzare con gli alunni delle scuole primarie di Crodo,
coinvolgendo una cinquantina di bambini.
LAB. ZOOLOGIA DEL FANTASTICO
Destinatari: famiglie
Tipologia 1
laboratorio con famiglie
Laboratorio polisensoriale partecipativo
mirato alla sensibilizzazione del recupero
degli scarti della pietra naturale come
risorse narrative immaginifiche.
Bambini e adulti collaborano per
conoscere, creare, scoprire e sperimentare
i materiali di scarto come spunto creativo.
Le famiglie hanno la possibilità di “giocare” con una grande varietà di materiali di scarto di
produzione, dalle forme e dai colori differenti, recuperando anche una dimensione tattile del
progetto.
Metodologia
L’incontro è gestito con la modalità
dell’ascolto attivo e dell’interazione
costruttiva, mettendo al centro i
partecipanti e il loro modo di
sperimentare.
Le realizzazioni individuali si
alternano a dimensioni del “fare
insieme”.
I partecipanti lavorano alla scoperta
dei materiali, scoprendone nuovi
sensi e funzioni.
Gli scarti di produzione della lavorazione della pietra diventano elementi per riflettere, inventare,
comporre, utilizzare e costruire immagini astratte e/o figurative, progetti con curiosità,
divertimento, emozioni.
Il laboratorio si pone l'obiettivo di creare momenti ludico-creativi che diano valore al senso etico
del recupero delle pietre di scarto. I residui di lavorazione, se osservati creativamente, possono
assumere infinite forme e infinite funzionalità a seconda dell’interpretazione personale di ognuno
dei partecipanti e l’imperfezione insita nel concetto di scarto può trasformarsi da difetto in valore
aggiunto.
b) La pietra si racconta, l’estetica del rifiuto (2015-2017)
Tipologia 2 – laboratori per bambini
Interpretazione dello scarto come soggetto di sempre nuove narrazioni. Ai bambini vengono
mostrate (o lette) alcune storie, leggende, favole, tratte da autori famosi o da racconti popolari
della Val d’Ossola. A partire dalle storie raccontate i bambini potranno trarre ispirazione per la
realizzazione delle proprie creazioni. Si propongono attività di creazione e manualità, durante le
quali i bambini utilizzeranno la propria creatività per costruire immagini astratte e/o figurative
partendo dai materiali di scarto.
Metodologia
· Presentazione recycled stones come progetto di recupero ambientale ed estetico,
sensibilizzazione sul tema del rifiuto e cenni al recupero creativo (citazioni a La città di
Leonia/L’Estetica del Rottame di Ave Appiano);
· Video creativi/racconti riguardanti le tematiche affrontate;
· Discussione/brevi commenti di ciò che si è visto/ascoltato;
· Illustrazione dei materiali di scarto a disposizione (scarti nei contenitori, differenziati per
tipologia);
· Il bambino/il gruppo di bambini prova a riprodurre alcuni frame della storia appresa
attraverso una serie di storyboard creati con le pietre di scarto, aiutandosi anche con il
resto dei materiali messi a disposizione. Potrebbe esserci un numero minimo/massimo di
storyboard a testa. Le scene possono rappresentare situazioni concrete o concetti astratti,
a seconda dell’interpretazione di ognuno;
· Gli storyboard vengono fotografati e andranno a formare il libro personale di ogni
partecipante
· I libri creati saranno pubblicati online
I laboratori sono organizzati con addetti ai lavori nel campo educativo e prevedono la
partecipazione di creativi. Tutti i risultati dei laboratori verranno esposti durante lo svolgimento
delle edizioni del Festival e a seguire rimarranno in permanenza presso il Foro Boario.
c) recycled stones - Love stones 2015
L’esperienza laboratoriale parte simbolicamente nel 2015 durante il festival Tones on the Stones.
Il progetto Love Stones intende portare l’attenzione sulla pietra di scarto, che nel corso del
triennio diventerà la materia con cui tutti i fruitori, nei diversi livelli previsti, dovranno
confrontarsi. Attraverso il gesto simbolico del dono le pietre di scarto assumeranno una valenza
affettiva che è quella che si vuole insinuare nel pubblico consolidato di Tones on the Stones e
futuri fruitori di Stone Heritage Map.
LOVE STONES
no diamonds RECYCLED STONES ARE FOREVER
Tra i pinguini di Adelia il corteggiamento segue
un rituale curioso: il maschio afferra un sasso
con il becco e lo depone tra le zampe della
femmina prescelta.
La femmina, se accetta l'offerta, lo raccoglie e si
avvia a costruire il nido insieme al compagno,
con cui starà tutta la vita.
Una pietra senza valore, riutilizzata in altri
termini diviene la scintilla di un progetto
esistenziale.
recycled stones regala a chiunque abbia piacere
di riceverla una LOVE STONE, pietra gratuita come l'amore vero, perché possa essere ridonata alla
persona amata.
Le LOVE STONES sono comuni pietre di scarto, e come tutte le pietre di scarto hanno potenzialità
infinite: non hanno alcun valore, fino a quando una scelta determinativa ne attribuisce loro uno
specifico.
Le LOVE STONES sono un invito seminale ad amare e diffondere gioia, felicità e bellezza.
d) Voci d’acqua e di pietra ( titolo provvisorio) ( 2016 )
Voci d’acqua e di pietra è un progetto molto ambizioso che intende coinvolgere una preziosa
realtà territoriale come quella dei cori amatoriali, che vede 23 cori presenti in cui gravitano circa
500 persone, in una produzione artistica di alto profilo. E’ stata commissionata una composizione
in tre atti che avrà uno svolgimento temporale ed itinerante che andrà a toccare i tre luoghi
identitari dei partner di progetto.
La produzione prevede il coinvolgimento di un ensemble strumentale jazz e di un coro amatoriale
che stimiamo sarà di oltre 200 unità.
La composizione dedicata ai suoni dell’acqua e della pietra in stretta relazione con la natura si
articolerà in tre atti che verranno presentati in tre diverse occasioni: il primo atto nel periodo
natalizio presso il Foro Boario nel 2015, nella primavera 2016 a Verbania debutterà il secondo atto
e nell’estate 2016 nella sua totalità il lavoro sarà proposto all’interno della programmazione del
festival.
In questa produzione verranno anche costruiti degli strumenti percussivi con la pietra ed utilizzati
suoni registrati creati dalla movimentazione dell’acqua e dalla attività estrattiva.
La preparazione dei coristi amatoriali sarà un’attività che verrà curata in una prima fase presso le
sedi dei singoli cori per approdare nella fase conclusiva a delle prove generali che si
organizzeranno presso il Foro Boario.
Un progetto di tali dimensioni che unisce un ampissimo numero di cittadini, cantori amatoriali,
dislocato geograficamente e temporalmente rappresenta un unicum che riteniamo possa
rappresentare un’esperienza emozionale senza paragoni per i partecipanti ma anche per il
pubblico che presenzierà agli eventi, andando a toccare profondamente quelli che sono gli intenti
del progetto e anche delle linea guida del bando Cariplo ovvero la necessità di far propria
nell’essere umano l’esperienza culturale ed artistica.
Il progetto è costruito in collaborazione con l’associazione Cori Piemontesi che ha sede a Verbania
mette in rete tutte le realtà corali amatoriali della provincia e della regione.
L’ensemble strumentale nasce dall’esperienza realizzata dalla Società Filarmonica Villadossola, una
scuola di musica che da oltre 15 anni promuove un corso di alto perfezionamento per musicisti
jazz e che ha formato diverse generazioni di professionisti non solo nella provincia VCO.
Il compositore designato per questo lavoro è Ramberto Ciammarughi
Pianista di straordinario virtuosisimo e talento nella costruzione dell’improvvisazione, da anni è presente nella scena del jazz internzionale
collaborando Randy Brecker, Billy Cobham, Steve Grossman, John Clark, Dee Dee Bridgewater, Vinnie Colaiuta, Jimmie Owens ed altri. Dal 2004 è
presente nel quartetto di Miroslav Vitous insieme a B. Mintzer, R. Brecker, A. Nussbaum, D. Gottlieb, M. Giammarco. Suona negli Stati Uniti,
Giappone, Svizzera, Francia, Turchia, Cecoslovacchia, Singapore, Lussemburgo, Austria, Spagna, Germania. Registra per la Rai e per la De Agostini,
partecipa a varie trasmissioni radiofoniche Rai.
Nel 2008 suona con il quartetto di S. Cantini al festival di Charleston USA e nel 2009 è invitato per una serie di concerti in piano solo sempre per
Spoletofestival USA. Nel 2010 è di nuovo in Giappone in duo con S. Cantini, nel 2011 è in Brasile per alcuni concerti sempre in piano solo. Annovera
occasionali presenze nel campo della musica contemporanea collaborando, tra l’altro, con gruppi come: “Artisanat Fourieux”, “Open trios”,
“Tetraktis”. E’ compositore e arrangiatore di colonne sonore per spettacoli teatrali e installazioni di arte figurativa: nel 1985 “Letture di Filosofia”
(Teatro al Parlamento), “Gulliver” (Teatro Tordinona, Roma). Nel 1988 inizia la collaborazione con il regista Maurizio Schmidt: “Garbage Boat”, la
trilogia : “Memorandum” e “L’Orazio” nel ‘91, “Cassandra” nel ‘92 al teatro Out- Off di Milano, al Ghione di Roma etc.”Piccolo circolo chiuso” nel
’93, con la collaborazione scenica di Mimmo Paladino. “Un uomo è un uomo” e “L’Arlecchino” nel ‘95 in collaborazione con l’Accademia Nico Pepe
di Udine; “Serata Marconi” e “Sogno di una notte di mezza estate” nel ‘96; “Ritorno ad Assisi” al Carignano di Torino per la regia di Eugenio Allegri
nel ‘98. “La leggenda di Ognuno” con M. Schmidt nel 2000. Nel ‘99- 2000 scrive e mette in scena “Una lauda per Frate Francesco” sempre con E.
Allegri. Nel 2001 compone ed esegue le musiche per il “Saulo di Tarso” per un “progetto su S. Paolo” di Pasolini; il tutto in collaborazione con M.
Schmidt e V. Gazzolo. Nel 2003 compone le musiche di scena per “ I promessi sposi alla prova “ di G. Testori, prodotto dalla compagnìa “Elsinor”,
sempre con Schmidt e Gazzolo. E’ autore delle musiche per le “Eumenidi” di V.Pirrotta - presentato alla Biennale di Venezia 2004 - per il quale
ottiene una “nomination” ai premi olimpici del teatro italiano “ ETI ” 2005. Nel 2006 è autore delle musiche per “La sagra del signore della nave”
sempre con V. Pirrotta prodotto dal teatro Argentina di Roma, con questo spettacolo vince il premio olimpico “ETI” 2006. Nel 2007 realizza con V.
Pirrotta “Il Filottete” al Teatro Antico di Taormina. Nel 1995 è direttore musicale nelle manifestazioni per il centenario della Swarovski; nello stesso
anno realizza lo spettacolo “Cent’anni di emozioni” in cui orchestra e dirige un proprio ensemble strumentale. Nel 1996-97 progetta e realizza “Folk
Songs”, una suite per orchestra di fiati in cui viene rivisitata la tradizione musicale popolare italiana. Nel 1985 inizia la sua attività discografica:
“Fantastic World” ‘85, “Biri San” ‘86, “Area 2” ‘87, “Mixaudio” ‘87, “What colour for a tale” ‘91 con Furio di Castri, “Project Jazz” ‘91 con Mia
Martini e M. Giammarco, “Meditango” ‘94 con Bruno Tommaso, “L’Avventura” ‘94 con Roberto Gatto, “Ulisse” ‘96 con Umberto Fiorentino, “The
Life Always” ‘97 con Luigi Ferrara, “The surge and the flow” con M. Rosen. Sono di prossima pubblicazione due dischi, in duo con F. Zeppetella e in
trio con M. Vitous e G. Cleaver. Nel 2008 pubblica “Liaisons dangereuses” per pf. e quartetto di percussioni con Tetraktis.
e) Theo Teardo e i cento chitarristi ( 2017)
Le Retour a la Raison
Il progetto prevede la sonorizzazione di “Le retour à la raison. Musique pour trois film de Man
Ray”, un omaggio al grande pittore (ma anche fotografo e regista) dadaista statunitense Man Ray
scomparso nel 1976.
Le stesse linee guida del progetto voci d’acqua e di pietra muovono l’idea progettuale per l’anno
2017 che però intende coinvolgere i musicisti dilettanti al posto dei coristi. La chitarra è lo
strumento designato per questa operazione che vede il M° teardo coinvolgere oltre ad un suo
piccolo ensemble un ampissimo numero di chitarristi dilettanti presenti nel territorio. Attraverso
alcuni incontri laboratori ali nei giorni precedenti all’evento, i cittadini/musicisti verranno
impegnati nella preparazione della colonna sonora attraverso la creazione di masse sonore che
seguono un canovaccio.
Questa produzione viene realizzata attraverso la collaborazione con Ossola Guitar Festival, una
realtà molto consolidata che favorirà la messa in rete del progetto favorendo la divulgazione e lo
scambio di pubblico. Lo spettacolo sarà presente nel cartellone 2017 del festival Chitarristico
quanto in quello di Tones on the Stones.
Theo Teardo
Compositore, musicista e sound designer si dedica all'attività concertistica e discografica pubblicando diversi album che indagano il rapporto tra
musica elettronica e strumenti tradizionali.
Inizia a suonare il clarinetto giovanissimo, da bambino, ma dopo anni di studi l’ascolto del primo album dei Ramones e quello dei Sex Pistols decretano
la fine del clarinetto e l’inizio di una nuova fase con la chitarra elettrica in una punk band.
Ha realizzato colonne sonore per importanti registi come Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Andrea Molaioli, Guido Chiesa, Daniele Vicari, Stefano
Incerti, Claudio Cupellini divenendo nel giro di pochi anni un riferimento per la musica al cinema.
Ha vinto il Ciak d'Oro per la migliore colonna sonora ed ha ottenuto diverse nomination al Nastro d'Argento e David di Donatello. Nel 2009 vince il
premio Ennio Morricone all’Italia Film Fest ed il David di Donatello per il film “Il Divo” di Paolo Sorrentino.
Con la compagnia teatrale Socìetas Raffaello Sanzio realizza lo spettacolo Ingiuria in cui partecipano anche il violinista Alexander Balanescu e Blixa
Bargeld degli Einsturzende Neubauten. Con quest’ultimo scrive e produce una canzone per la colonna sonora del film Una vita tranquilla di Claudio
Cupellini.
Collabora con importanti musicisti della scena internazionale come Erik Friedlander con cui registra Giorni rubati l’album ispirato alla poesia di Pasolini.
Lavora con Lydia Lunch, Placebo, Mick Harris/Scorn, Girls Against Boys e molti altri. Con Mick Harris dà vita al progetto Matera. Con Jim Coleman
dei Cop Shoot Cop realizza il progetto Here; con Martina Bertoni a Modern Institute. Tutti gli album di questi progetti sono stati pubblicati sia
in Europa che America.
Con Scott Mccloud dei Girls Against Boys ha creato un nuovo progetto: Operator, l’album di debutto, “Welcome To The Wonderful World”, è stato
pubblicato nel 2004 ed ha procurato al gruppo numerosi concerti in tutta Europa come opening act deiPlacebo che hanno inaugurato il tour europeo
con Operator all’Olympia di Parigi.
Attualmente sta preparando un album di canzoni con Blixa Bargeld.
Con l’attore Elio Germano realizza lo spettacolo Viaggio al temine della notte.
f) Presepi d’acqua - Crodo
In occasione delle festività natalizie 2014/2015 il Comune di Crodo ha invitato i propri concittadini
a realizzare sull’acqua di fontane e lavatoi (elementi caratteristici del territorio Ossolano) la
tradizionale installazione dedicata alla nascita di Gesù, riservandosi la promozione e
comunicazione dell’iniziativa, in un progetto comune tra pubblica amministrazione e cittadini.
La proposta ha raccolto oltre trenta adesioni e messo in moto un importante meccanismo di
coesione sociale e culturale, sviluppando il senso di appartenenza al proprio territorio degli
abitanti, che si sono più volte riuniti durante le fasi di progettazione, realizzazione, gestione e
smontaggio delle rispettive installazioni. Ben comunicata attraverso materiali cartacei e strumenti
internet, l’iniziativa ha dato vita a una vera e propria mostra a cielo aperto, aperta 24 ore su 24 e
mutevole nella sua fruizione a seconda dell’orario di visita, che ha attirato moltissimi visitatori
sull’intero territorio crodese (dai 500 metri di altitudine del capoluogo agli oltre 1200 della
frazione abitata più alta, Foppiano, all’interno di un percorso punteggiato da installazioni
realizzate, appunto, su fontane e lavatoi). Il fatto di aver proposto la collocazione dei presepi
sull’acqua e sull’elemento che in questo caso le dà forma, ovvero la pietra – la prima, sorgente di
vita ma anche elemento da sempre indissolubilmente legato al destino di Crodo; la seconda,
regina assoluta dell’intera valle – ha differenziato in maniera sostanziale il circuito da altri già
esistenti, decretandone così il successo sin dalla prima edizione.
Il progetto ‘Presepi sull'acqua’
condivide perfettamente le finalità del
progetto, creando una connessione
molto forte con l'architettura
tradizionale di pietra di fontane e
lavatoi stimolando il protagonismo
culturale dei cittadini.
Per la realizzazione dei presepi
nell'edizione 2016, si pensa di creare
una grande installazione davanti al Foro
Boario realizzata con pietre di scarto, il
cui uso sarà anche suggerito alla
popolazione per la formazione dei
singoli presepi. Inoltre, si prevede di
aggiungere agli strumenti di comunicazione cartacea già testati lo scorso anno la creazione di una
app con geolocalizzatore che permetta, nell’immediato, di individuare con facilità le installazioni
che saranno realizzate e, col tempo, di tracciare una vera e propria mappa delle fontane e dei
lavatoi che così tanto caratterizzano la valle.
Inoltre, la coincidenza di tale preesistente iniziativa con il tema generale dell’evento che qui si
propone, ovvero Stone Heritage Map, e con l’argomento generale del Bando, ovvero il
protagonismo culturale dei cittadini, la rendono momento ideale per l’organizzazione di un evento
musicale speciale, da tenersi all’interno del Foro Boario di Crodo ( Voci d’acqua e di pietra I atto)
L’esperienza passata che ha visto la partecipazione attiva dei cittadini nelle produzioni del festival,
insegna che la fine del coinvolgimento dopo la produzione di un evento non rappresenta la
conclusione dell’esperienza. Partecipare ad una produzione artistica è una scossa che apre un
varco che crea il legame con la manifestazione. Nel futuro non devono mancare le occasioni e le
opportunità di ulteriori coinvolgimenti mantenendo attive diverse modalità affinchè passi il
concetto che un evento artistico territoriale è un progetto di tutti e per tutti.
2 CALL
Musica, Arte multimediale e giochi di luce, Scultura
Facendo riferimento agli esiti delle interviste realizzate nel corso degli studi per la realizzazione di
“Un Paesaggio a Colori”, era parso evidente che i giovani lamentassero la mancanza di eventi
culturali attenti alle loro esigenze.
Riteniamo sia fondamentale allargare al massimo le tipologie di pubblico presenti agli
appuntamenti culturali e quindi anche a Tones on the Stones, a tal rigurado, l’esperienza di
neXTones, la sezione dedicata alle arti digitali inaugurata nel 2014 all’interno del cartellone del
festival, è stata estremamente positiva. Circa mille giovani hanno partecipato all’evento neXTones,
pare quindi necessario attrarre ulteriormente il pubblico giovane, integrando le produzioni
artistiche con esperienze partecipative legate alle arti performative da parte di giovani studenti di
accademie musicali e figurative che in questo momento storico rappresentano il nuovo pubblico,
un pubblico attento e che si muove, viaggiando in maniera easy, attraverso manifestazioni e
festival attenti ai nuovi linguaggi.
La pietra rimarrà il leitmotiv di tali esperienze performative che si andranno a proporre nel
triennio di svolgimento del progetto. Sono stati concepiti dei contest e attraverso delle call
pubbliche e verranno invitati giovani artisti ad operare attraverso l’utilizzo della pietra e
successivamente ad integrarsi nelle fasi di produzione artistica del festival.
Nello specifico verranno realizzate dalle call per:
· Composizioni musicali e performance multidisciplinari
· Giochi di luce ( progetto in collaborazione con Clay Paky, Visual art
· Scultura e land art
Obiettivo: valorizzare, promuovere e sostenere giovani scultori e artisti che siano attivi nello
studio e nelle installazioni dedicate ai linguaggi contemporanei. Gli artisti selezionati installeranno
le loro opere nelle città di Crodo, Verbania e durante le edizioni 2016 e 2017 del festival Tones on
the Stones
Le Call si articoleranno in tre fasi: apertura nell’autunno 2015 dei bandi, selezione dei canditati.
Nella primavera 2016 i candidati prescelti verranno messi in relazione e supportati nella creazione
di gruppi di lavoro per dare vita ad una serie di performances. A titolo esemplificativo - potrebbe
essere selezionato un compositore elettronico che intende lavorare con un artista visual o con un
danzatore, oppure per un’installazione un artista potrebbe necessitare di una colonna sonora.
Per ogni linguaggio verranno messi a disposizione tutor ed operatori che possano fornire sia un
supporto tecnico che artistico.
Le fasi finali dei lavori si realizzeranno a Crodo presso il
foro Boario dove gli artisti saranno ospitati degli abitanti
di Crodo e dei laboratori lapidei della zona
rappresentando un'opportunità che rafforza e intensifica
una comunicazione aperta, calda ed emozionale, capace
di trasferire agli artisti una sintonia con il territorio. Le
narrazioni, le storie, le riflessioni degli abitanti di Crodo
in dialogo e in ascolto con gli artisti diventano fonte
d'ispirazione per la creazione dei lavori.
Marble. Open call per giovani artisti – settore arti visive
Il progetto è rivolto a tutti gli artisti italiani e stranieri
delle Accademie di Belle Arti e artisti sotto i 35 anni, che
si occupano di arti visive attraverso diversi linguaggi:
dalle più tradizionali pittura e scultura all’installazione,
dal video e la fotografia alla performance. I partecipanti
sono invitati a confrontarsi con il territorio e la materia
“marmo” e pietre naturali, tentando di restituire uno
sguardo attento e approfondito, in grado di valorizzare e
coinvolgere l’ambiente e il tessuto sociale. L’open call
Marble, dedicata alle arti visive intende focalizzare
l’attenzione sul marmo e sulle pietre naturali del VCO e sul suo luogo d’origine, invitando gli artisti
a osservare, utilizzare e reinterpretare attraverso i propri strumenti espressivi la materia e le zone
circostanti.
Gli artisti invieranno ai curatori della sezione arti visive il proprio portfolio e il progetto per l’open
call. I lavori saranno selezionati in base all’incisività rispetto al tema proposto e alla fattibilità in
termini economici e di risorse, e saranno suddivisi in due settori: settore giovani emergenti per gli
studenti delle accademie, e settore giovani artisti.
Verranno premiati in particolare i progetti che tengono conto e posso favorire un legame tra le
cave e la città. Le opere infatti saranno poi presentate e/o esposte nei siti naturali o negli spazi
pubblici messi a disposizione dalla città di Verbania.
I progetti selezionati saranno prodotti tenendo conto delle necessità e delle specifiche tecniche.
Sarà inoltre realizzata una pubblicazione online che racchiuda il senso di questa prima esperienza
di confronto tra lo sguardo esterno, ma sempre attento dell’artista e la ricchezza naturale di un
territorio.
Workshop e contest light show
Da tre anni Clay Paky, eccellenza industriale italiana, che produce materiale illuminotecnico per
spettacoli, è partner tecnico di Tones on the Stones. Dal 2014 organizza con il festival un
Workshop e un Light Contest per giovani lighting designer. Si tratta di un progetto unico in Italia,
che intende offrire opportunità formative e di avviamento all’attività professionale, per una
professione che non conosce una percorso didattico convenzionale. Questo progetto ha valenze
specifiche anche perch promuove in ambito internazionale Tones on the Stones che sempre più
viene identificato e seguito per la sua cifra stilistica legata ai linguaggi contemporanei e alle nuove
tecnologie multimediali, aprendo le porte ad un nuovo pubblico. Altro segnale significativo è la
connessione tra il tessuto industriale e quello culturale artistico che in questo paese stenta a
prendere forma, solo attraverso queste sinergie le realtà di produzione artistica possono divenire
sostenibili. Attraverso lo scambio di competenze si innescano anche processi virtuosi di crescita e
di valorizzazione delle eccellenze italiane.
Musica elettronica e performance
Tones on the Stones mette a disposizione la sezione neXTones quale spazio performativo per tutte
le esperienze artistiche scaturite dalle Call. Oltre alla scultura e alle arti visive multimediali si vuole
dare spazio alla ricerca metterndo in relazione produttori elettronici di fama internazionale con i
giovani musicisti selezionati nelle Call.
Si utilizzerà anche per questa parte di progetto la formula della residenza e della messa in rete
degli artisti. I progetti migliori verranno inseriti nella line up di neXTones delle edizioni 2016 e
2017, alternandosi ai big presenti.
In occasione delle call verranno creati degli appuntamenti culturali a Crodo, Domodossola e
Verbania al fine di far interagire i giovani residenti del territorio del Verbano Cusio Ossola con
momenti di incontro. Sono stati scelti come luoghi deputati agli incontri luoghi di aggregazione
giovanili solitamente non deputati alla cultura, proprio per voler semplificare l’approccio anche a
quei giovani che poco frequentano gli eventi artistici culturali.
3 SERVIZI
In questa sezione sono raccolte una serie di azioni che intendono ampliare la partecipazione locale
al Festival Tones on the Stones e in senso più ampio allo spettacolo dal vivo.
Favorire la fruizione attraverso una comunicazione più idonea ad incisiva che sottolinei anche una
condivisione partecipata ed emozionale agli spettacoli è il percorso prescelto per insinuare quel
senso di appartenenza alla vita sociale-culturale ed artistica che una manifestazione deve saper
offrire ai propri utenti.
Navette: verranno incrementati servizi per favorire l’accesso alle cave soprattutto ai giovani e agli
anziani. Navette differenziate per assecondare le diverse esigenze di target ed orario che
capillarmente tocchino un territorio geograficamente un po’ complesso. Il servizio verrà realizzato
per l’edizione 2015 con il supporto del Comune di Verbania attraverso un convenzione con il VCO
Trasporti.
Volontariato: creazione di una rete di volontari appartenenti a categorie differenti ( studenti e
pensionati) destinati alla divulgazione del materiale di comunicazione, ad incrementare azioni
attive attraverso i social network e utilizzati infine per la gestione del pubblico.
Il processo di coinvolgimento parte con le fasi iniziali di produzione, i volontari assistono e
partecipano alle riunioni e alla pianificazione tanto della comunicazione quanto al piano di
produzione stesso. Attraverso questa condivisione che porta il volontario a capire profondamente
il dietro alle quinte si viene a creare il legame con la manifestazione stessa favorendo il senso di
appartenenza. Quest’anno un’azienda locale di abbigliamento sportivo si è resa disponibile a
fornire le magliette brandizzate per tutti i volontari.
Partecipazione attiva alla fase di produzione artistica degli spettacoli e del festival ( 2015-2017)
Tones on the Stones ha già sperimentato esperienze di questa natura coinvolgendo la cittadinanza
e gli studenti nelle fasi di produzione dello spettacolo dal vivo. E’ una tipologia di azione cara per
una spiccata propensione ad ottenere risultati lusinghieri e portatrici di una fidelizzazione
significativa delle risorse umane coinvolte.
E’ successo in passato con un coro di bambini provinciale coinvolti nella produzione dell’opera
lirica Tosca, che ha portato intere famiglie ad assistere a prove e spettacolo, suscitando tanto
entusiasmo e coinvolgimento. Per l’edizione 2015, 2016 e 2017 verranno coinvolte associazioni
amatoriali attoriali e canore che andranno ad integrarsi con i cast artisti. Negli sviluppi
contemporanei dell'arte questa specificità viene sempre più evidenziata e resa protagonista.
Questo è un percorso può essere foriero di nuovi sviluppi estetici e interessanti conseguenze sul
territorio. Dare valore al contesto umano è un modo per coinvolgere quelle fasce di utenti che si
sente ancora parzialmente estraneo alla proposta, rinsaldando e compattando le energie
necessarie per fare di Tones on the Stones un evento di tutti e per tutti. Anche gli studenti dei licei
artistici, delle scuole di moda, verranno coinvolti nelle produzioni artistiche per la progettazione e
la realizzazione di alcuni aspetti scenografici e per costumi teatrali.
Promozione e comunicazione
Promuovere Stone Heritage Map e Tones on the Stones deve essere un processo integrato e
parallelo. Il festival ha già un notevole bacino di utenza mentre Stone Heritage Map intende
andare a toccare fasce di pubblico che ancora poco frequentano lo spettacolo dal vivo.
Si andrà quindi a realizzare un piano di comunicazione che prevede
- rifacimento sito web con integrazione di servizi di supporto al pubblico e creazione di
un’area web dedicata al progetto che includa tutte le attività proposte
- integrazione attività di social network che preveda dei veri e propri momenti di
condivisione dei risultati dei vari step progettuali e una costante narrazione di ciò che viene
realizzato
- nuovo sistema di biglietteria che preveda l’integrazione di vari servizi a 360 gradi a
supporto della fruizione e della condivisione dello spazio cava
- creazione e invio di mailing list, newletter, video, inserzioni sui siti istituzionali e culturali;
- campagna di promozione-informazione offline:
- realizzazione di un evento finale di presentazione dei risultati.
Si intende inoltre mettersi in rete con i principali avvenimenti già presenti sul territorio per
promuovere gli appuntamenti del progetto. Le iniziative verranno inoltre programmate in modo
una diventi il “teaser” della successiva, come in una reazione a catena, massimizzando così gli
sforzi di comunicazione necessari alla buona riuscita del progetto intero.
Arricchimento attività collaterali agli eventi in cava
Tones on the Stones, dall’edizione 2015, non proporrà esclusivamente degli spettacoli serali le
cave di marmo e granito diverranno luoghi deputati ad eventi collaterali che inizieranno nel tardo
pomeriggio prolungandosi fino al dopo spettacolo. La platea sempre ben organizzata verrà
arricchita con spazi espositivi, scenari multimediali, verrà inoltre allestito uno spazio ristoro e una
zona lounge, tutto per poter entrare in contatto con la specificità ed unicità del luogo e con la
imponente naturale forza , in un’atmosfera surreale ed unica.
In occasione di Expo 2015 verranno realizzati una serie di eventi legati alla programmazione
artistica sul tema del Food, con la partecipazione di celebri chef.
Note finanziarie e valore aggiunto del progetto
Stone Heritage Map è un progetto largamente condiviso che trova supporto economico e tecnico
da numerosi enti pubblici, provati e da aziende e società locali e internazionali.
In primo luogo va citata l’associazione Assograniti che grazie al suo coordinamento con le aziende
lapidee fornirà tutto il materiale necessario alla realizzazione dei laboratori e delle Call. Si tratta di
materiale di scarto e di pietre pregiate - come il Marmo Palissandro, che hanno un elevato valore
commerciale, è palese se senza tale contributo il progetto non potrebbe avere luogo.
Clay Paky rappresenta un eccellenza italiana tra le più prestigiose nel mondo nel settore light
design, il fatto che abbia individuato in Tones on the Stones l’unica realtà in ambito internazionale
da sponsorizzare attraverso una fornitura di materiale illuminotecnico e che sia attivamente
impegnata in una progetto di formazione, evidenzia la forza e l’unicità della manifestazione. Il
valore commerciale del materiale fornito per l’edizione 2015 è di circa € 500.000,00.; anche in
questo caso è evidente che rappresenta un valore aggiunto, attualmente il festival e il progetto
Stones Heritage Map non sarebbero in grado di finanziare il noleggio di tali attrezzature.
Il progetto vede una quota di autofinanziamento piuttosto rilevante da parte di Atelier la Voce
dell’Arte. Tale investimento è oggi possibile perché l’associazione è divenuta un riferimento in
ambito culturale e nella produzione dello spettacolo dal vivo non solo territoriale ricevendo
significativi finanziamenti pubblici e privati con una solida continuità. Gli enti principali che
finanziano l’attività di Atelier la Voce dell’Arte sono la Camera di Commercio e la Regione
Piemonte, seguono le Fondazioni bancarie e territoriali, l’Unione Industriali i comuni della
provincia. Inoltre è in grado di raccogliere sponsorizzazioni private.


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