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Costituito Comitato NO TRIV del VCO

"Nella Provincia del Verbano Cusio Ossola, si è costituito un coordinamento di associazioni, movimenti, partiti e singoli cittadini che si prefigge l’obiettivo di dare informazione sul prossimo Referendum del 17 aprile 2016 e preparare di conseguenza la campagna elettorale per il VOTO SI’". All'interno il comunicato completo.
Verbania
Costituito Comitato NO TRIV del VCO
Fanno parte di questo gruppo, denominato NO TRIV – Comitato VCO (gruppo Facebook), le più dinamiche associazioni ambientaliste e sociali della provincia, i comitati territoriali di cittadinanza attiva, singole persone motivate, alcuni partiti politici dell’area di sinistra.

Il Coordinamento provinciale aderisce al Comitato nazionale NO TRIV e a quello regionale piemontese. La sede di riferimento è presso ARCI VCO di corso Cobianchi a Verbania Intra, dove sono convocate le riunioni operative degli aderenti. Aderenti che crescono vieppiù in numero e che chiedono di partecipare attivamente alla gestione delle iniziative in programma.

Anche questo Comitato locale lavorerà per invitare i cittadini a partecipare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare e votare SI per abrogare la norma (introdotta con l’ultima legge di Stabilità) che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze.

La Legge di Stabilità 2016, infatti, pur vietando il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia dalla costa, rende “sine die” le licenze già rilasciate in quel perimetro di mare. A tale riferimento un’ informazione ci pare opportuna : sono nove le Regioni che hanno preso posizione per il SI al referendum , rispettivamente: Basilicata, Marche, Puglia Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campagna e Molise.

Ma la vera posta in gioco di questo Referendum è far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese, in ogni settore economico e sociale. Il comitato nazionale si pone l’obiettivo di diffondere capillarmente informazioni sul referendum in tutti i territori e far crescere la mobilitazione, spiegando che il vero quesito è: “vuoi che l’Italia investa sull’efficienza energetica, sul 100% fonti rinnovabili, sulla ricerca e l’innovazione ?”.

Il petrolio è una vecchia energia fossile causa di inquinamento, dipendenza economica, conflitti, protagonismo delle grandi lobby. Dobbiamo forse continuare a difendere le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito dei cittadini, che vorrebbero meno inquinamento, e delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale ?

Noi vogliamo – dice l’appello del Comitato –che il nostro Paese prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili (petrolio, carbone, gas), innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Il Governo, rimanendo sordo agli appelli per l’election day (l’accorpamento in un’unica data del voto per il referendum e per le amministrative) ha deciso di sprecare soldi pubblici per 360 milioni di euro per anticipare al massimo la data del voto e puntare sul fallimento della partecipazione degli elettori al Referendum. Il Governo scommette sul silenzio del popolo italiano! Noi scommettiamo su tutti i cittadini che vorranno far sentire la loro voce e si mobiliteranno per il voto.

Queste sono le principali iniziative in programma nel VCO:

30 marzo ’16 (mercoledì) – DOMODOSSOLA (VB) – Teatro Galletti – ore 20,45 Serata informativa con intervento del pubblico e relazioni di Federico Vozza, vice-Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e Gino Marchitelli già tecnico di piattaforma petrolifera marina, scrittore e cantautore.

8 aprile ’16 (martedì) – OMEGNA (VB) – Circolo ARCI Ferraris – ore 20,45 Serata informativa con intervento del pubblico e relazioni di Isabella Baccalaro, Marcello Marafante e Salvatore Fiori referenti del Comitato DNT (Difesa Nostro Territorio) di Carpignano Sesia (NO) che illustreranno la loro esperienza di opposizione al progetto ENI di ricerca petrolifera nella campagna risicola novarese a ridosso dei vigneti di nebbiolo doc.

12 aprile ’16 (martedì) – VERBANIA (VB) – Palazzo FLAIM – ore 20,45 Serata informativa conclusiva della campagna referendaria NO TRIV con intervento del pubblico e relazioni di Gino Marchitelli già tecnico di piattaforma petrolifera marina, scrittore e cantautore e di Domenico Finiguerra già Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, primo Comune virtuoso italiano e fondatore del forum Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori.

Infine val la pena sottolineare che le attività di questo Coordinamento locale , così come stato per l’Acqua Pubblica e il Nucleare, proseguiranno dopo il Referendum del 17 aprile, per affrontare altri temi scottanti del Paese in campo ambientale, sociale, economico e Costituzionale (scuola, lavoro, ambiente, rifiuti e inceneritori, energie rinnovabili, salute, beni comuni, proposte di modifiche della Costituzione e della Legge elettorale) che porteranno prossimamente gli italiani ad esprimersi alle urne sui Referendum Sociali e sul Referendum per la difesa della Costituzione.

Ricordiamo in proposito, che proprio in queste ore, alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati è al vaglio un emendamento di legge che mette in serio dubbio la volontà referendaria del 2011 sul tema ACQUA, BENE PUBBLICO, per il quale 27 milioni di italiani avevano votato SI’.



1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Simona T. 1Astenersi
Simona T.
16 Aprile 2016 - 18:30
 
"Se i Padri Costituenti hanno previsto uno sbarramento solo per i referendum, una ragione ci sarà. Qualora alle elezioni politiche andasse a votare lo 0,1% degli aventi diritto (di questo passo succederà davvero), il verdetto delle urne sarebbe comunque valido. Ecco perché in quel caso si dice che l’astensione è un comportamento da masochisti: chi non vota crede di manifestare la propria protesta, ma in realtà finisce per delegare ad altri la scelta di coloro che governeranno anche lui. Invece in materia di referendum abrogativi la Costituzione ha previsto esplicitamente un quorum (del 50 per cento più uno). E lo ha fatto per difendere lo Stato dallo strapotere delle minoranze motivate, cautelandosi dal rischio che venga cancellata una legge di cui non importa un fico secco ad almeno la metà degli elettori."
Gramellini



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