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Salviamo il Paesaggio Valdossola lettera aperta al Ministro Delrio

Riceviamo e pubblichiamo, in occasione della visita in Ossola del Ministro Delrio, la lettera aperta del Comitato Salviamo il Paesaggio Valdossola in merito al progetto Interconnector Svizzera-Italia 380 kV.
Ossola
Salviamo il Paesaggio Valdossola lettera aperta al Ministro Delrio
In occasione della visita del Ministro Graziano Delrio e del summit del 30 maggio p.v. a Villadossola tra il capo del Dicastero delle Infrastrutture ed i Sindaci del VCO (Eco Risveglio del 26.05.16 pag. 8), a nome del Comitato Salviamo il Paesaggio VALDOSSOLA avremmo voluto (se un incontro fosse stato predisposto anche per i cittadini …) far conoscere all’autorevole membro del Governo e all’opinione pubblica la nostra posizione in merito al progetto di Terna SpA “Interconnector Svizzera-Italia 380 kV All’Acqua-Pallanzeno-Baggio e Razionalizzazione della rete 220 kV della Val Formazza”, forti ormai di due anni di interessamento e di contesa verso l’opera.

Il Signor Ministro è stato invitato in Ossola per “confrontarsi con il territorio” sull’importanza della mobilità ferroviaria, sul ritorno allo Stato di alcune strade delle valli e sul rilancio dello Scalo Domo 2, attraverso investi-menti mirati di RFI. Ciò nonostante, riteniamo che un’altra opera, almeno altrettanto importante, avesse meritato per l’occasione un’opportuna considerazione tra gli amministratori locali ed il sistema politico centrale.

Interconnector Svizzera - Italia 380 kV, oltre che essere una infra-struttura di rete elettrica di dimensioni gigantesche, permanentemente invasiva sul territorio e di enorme impatto ambientale e sociale per tutte le comunità residenti, per quanto ci è dato di sapere trasporterà energia elettrica da e per la Nazione, in modo così veloce e potente da essere conside-rata una vera e propria “autostrada della corrente” in altissima tensione.

Citiamo alcuni dati progettuali per inquadrare meglio quest’opera che la Regione Piemonte considera, oggi, di importanza strategica europea: circa 1 miliardo di euro il costo totale previsto; 220 chilometri di nuove linee aeree in alta e altissima tensione; almeno 721 nuovi tralicci in ferro alti fino a 60 metri atti al trasporto di corrente elettrica a 380.000 Volt; 2 mega centrali di conversione grandi come 11 campi da calcio ciascuna (Pallanzeno e Settimo Milanese) più una nuova sezione da 380 kV presso la vecchia centrale di Pal-lanzeno (VB); una fascia territoriale di rispetto per il campo elettromagnetico generato larga da 40 a 100 metri per tutta la lunghezza dell’elettrodotto che verrà sottoposta a vincolo di servitù; 4 anni di cantieri aperti in previsione; 22 Comuni del VCO interessati all’opera (compresi Trontano, Beura-Cardezza e Piedimulera); 1 Parco nazionale attraversato (Val Grande), 3 parchi regiona-li tra Piemonte e Lombardia, 1 parco agricolo (Sud Milano), numerosi Siti di Importanza Comunitaria (Direttiva UE Habitat) e Zone di Protezione Speciale (Direttiva UE Uccelli) già istituiti ed attivi.

Questa nostra Valdossola “piccola e stretta” (comunicazione personale del team di progetto) mai ha sperimentato sulla propria terra un elettrodotto in altissima tensione (380 kV) di così smisurata portata !
Ad oggi, il progetto di Terna SpA si trova in fase di sospensione della valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell’Ambiente, essendo stato oggetto di pesanti e circostanziate critiche tecniche da parte delle commissioni ambientali statali e regionali e per richieste di integrazioni. Ci preme inoltre evidenziare altre problematiche innescate dal progetto ed emerse in itinere, come ad esempio i danni che verranno arrecati ad alcune zone di interesse archeologico di importanza internazionale (Balma dei Cervi); l’attraversamento delle linee elettriche di zone ad elevato rischio idrogeologi-co per l’instabilità di alcuni versanti franosi (Formazza, Premia, Montecreste-se, Crevoladossola); il rischio di esondazione del Fiume Toce sulla stazione di fondovalle.

E’ assolutamente imperativo capire, a questo punto, come la politica per il territorio possa continuare ad orientarsi e puntare tutti i propri sforzi sullo sviluppo turistico della Valdossola con proclami talora elettorali, investimenti finanziari, progetti transfrontalieri di recupero e di rilancio, formazione professionale specifica, promozione e quant’altro, facendo leva sulle bellezze paesaggistiche naturali, per alcuni siti ancora integralmente vergini, punti di forza universalmente riconosciuti, quando ambiente e paesaggio subiranno devastanti trasformazioni irreversibili e di abbruttimento delle località, già considerate turistiche ai nostri giorni. Infine, risulta che questo elettrodotto trasporterà altrove l’eccedenza della corrente elettrica generata con le centrali nucleari elvetiche, senza alcuna necessità per le esigenze locali.

Per tutti questi motivi, per capire di quali vantaggi e di quali ricadute in termini economico-occupazionali questa Valle potrà beneficiare e per poterle comparare con la svalutazione economica del capitale ambiente-paesaggio, compromesso dal passaggio di un’opera di tale carico e impronta, invitiamo il Signor Ministro a ritornare al più presto in zona insieme agli amministratori locali, per attivare un dibattito pubblico adeguato, quale concertazione di base con le comunità territoriali, prevista dalle leggi e normative, che nemmeno il proponente l’opera ha mai voluto concederci.



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