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Spazio Bimbi: Autostima e successo scolastico

Per anni gli studiosi hanno tentato di comprendere se una buona autostima viene prima del successo scolastico o viceversa. Secondo le ricerche più recenti vi sarebbe tra le due cose un’interazione reciproca.
Verbania
Spazio Bimbi: Autostima e successo scolastico
Una buona autostima favorisce l’adattamento a scuola, e il successo scolastico a sua volta promuove una buona autostima.

L’autostima scolastica è la valutazione che lo studente compie sulla propria riuscita in ambito scolastico. Essa non coincide con le capacità accademiche, tuttavia si sviluppa attraverso i successi e i fallimenti negli ambienti scolastici. Le credenze che il bambino sviluppa sulle proprie abilità didattiche influenzano le sue performance in classe, per questo sono considerate un indice in grado di predire i futuri risultati accademici.

Bambini con una buona autostima in genere adottano strategie migliori per far fronte alle difficoltà scolastiche, si impegnano maggiormente ottenendo un rendimento maggiore e rinforzando così la fiducia nelle proprie abilità.

L’autostima ha un peso sul successo scolastico soprattutto quando lo studente ne è carente, inibendo così la perseveranza, la fiducia e la performance scolastica.

Il disagio scolastico si manifesta attraverso malessere psicologico, bocciature, abbandoni, difficoltà di integrazione sociale, bullismo, disattenzione e scarsa partecipazione in classe. Tutto ciò impedisce al bambino di apprendere con successo e di utilizzare in modo adeguato le proprie capacità sia affettive che cognitive. Il disagio scolastico e continui insuccessi minacciano l’autostima dello studente e il suo senso di autoefficacia, ovvero il sentirsi competente. Ciò comporta l’assenza di iniziativa, l’assunzione di un ruolo passivo, la non realizzazione dei compiti o la non consegna per paura della valutazione.

Un esempio di come l’autostima influenzi le prestazioni scolastiche viene dato dal dibattito diffuso negli anni ottanta sulla presunta inferiorità delle bambine nei test di matematica. Tale inferiorità venne evidenziata da diversi studi effettuati in quegli anni.
In una ricerca del 1983 Entwisle e Baker trovarono come i maschi fossero eccessivamente ottimisti verso i loro risultati in aritmetica, le femmine al contrario si mostrarono eccessivamente pessimiste. Secondo altri studi persino i genitori e gli insegnanti si aspettavano risultati migliori in matematica dai ragazzi, probabilmente a causa di stereotipi di genere. Si concluse che le ragazze, interiorizzando il messaggio degli altri sulla loro presunta inferiorità, avrebbero indebolito la loro autostima con conseguenze sull’interesse e la motivazione in tale ambito.

È dunque importante identificare precocemente i bambini in cui l’autostima è più carente e i bambini in cui sono presenti difficoltà specifiche di apprendimento o che richiedono bisogni educativi speciali. Intervenendo precocemente evitiamo di esporli a continui fallimenti che inevitabilmente vanno ad influenzare la loro immagine di sé con ripercussioni a lungo termine sulla loro carriera scolastica.
In questo modo sarà possibile tentare di accrescere la loro autostima scolastica aumentando le opportunità di successo in questo specifico ambito.


Dott.ssa Nicolini Greta – Psicologa
La Girandola - Spazio Psicoeducativo
lagirandola.spe@outlook.it



1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di l 1Altro delirio moderno, il successo
l
23 Ottobre 2016 - 09:55
 
"...Intervenendo precocemente evitiamo di esporli a continui fallimenti che inevitabilmente vanno ad influenzare la loro immagine di sé con ripercussioni a lungo termine sulla loro carriera scolastica.
In questo modo sarà possibile tentare di accrescere la loro autostima scolastica aumentando le opportunità di successo in questo specifico ambito."

Però, rimango basito, dalla Dott.ssa Nicolini Greta, La Girandola - Spazio Psicoeducativo, non mi sarei mai aspettato un'idea del genere... ;o)
Per l'amor di dio, siamo pieni di esperti, spesso a pagamento, che ci spiegano quali sono le nostre idee e come dobbiamo pensare. C'è una disparità; con in mano un foglio che certifica un certo tragitto professionale si presume di spiegare come stanno le cose; avranno mai pensato costoro di sottoporsi allo stesso trattamento non da colleghi ma da altri esseri umani con altre conoscenze? Dubito fortemente, pare escano dalle scuole istruiti come robottini.
Comunque, per rimanere nel tema, prima di cambiare i cervelli dei bambini forse si potrebbe pensare di cambiare i cervelli degli stolti adulti. Anche se naturalmente non saranno tutte rose e fiori come viene presentato, forse si potrebbe dare un'occhiata a quel che succede nel nord europa.

https://www.youtube.com/watch?v=aG9oP2wgIi0



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