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Ricerca con #zeroanimali

Ricerca con #zeroanimali: l’1-2 aprile la lav (www.lav.it) in piazza anche a Verbania per chiedere al governo di destinare il 50% dei fondi per la ricerca allo sviluppo dei metodi sostitutivi.
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Ricerca con #zeroanimali
Abbandonare gli animali è un dovere della ricerca. Adottiamo la scienza giusta, quella che utilizza #ZEROANIMALI nei test di laboratorio. Nessun paradosso dunque, bensì la scelta di sostenere una ricerca che mette tutti d’accordo: una ricerca scientificamente affidabile e dunque utile, non crudele con gli animali. Per questo nei fine settimana del 25-26 marzo e dell’1-2 aprile chiederemo al Governo di destinare il 50% dei fondi per la ricerca allo sviluppo dei metodi sostitutivi: in centinaia di piazze sarà possibile firmare la petizione e sostenere questa campagna scegliendo l’uovo di Pasqua della LAV (scopri dove su www.lav.it).

A VERBANIA domenica 02 aprile 2017 puoi firmare dalle 10:00 alle 18:00 presso il tavolo LAV allestito sul lungo lago di INTRA Vecchio Imbarcadero.

In questo modo potrete sostenere importanti progetti di ricerca che non utilizzano animali, come quelli ai quali la LAV ha dato il suo contributo, offrendo una speranza in più ai malati che attendono una cura, ai milioni di animali vittime della sperimentazione, e ai ricercatori un posto di lavoro:

Università di Genova, in collaborazione con lstituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro: sono state prodotte 100 milioni di cellule HUVEC (estratte dal cordone ombelicale).
Università di Pisa: è stato messo a punto un bireattore con cellule umane in colture tridimensionali per lo studio delle sostanze inalate.
Laboratorio LARF dell’Università di Genova: è stato avviato un progetto sulle cellule staminali umane.
Dipartimento di Chimica dell’Università di Bologna-Ospedale S. Orsola: sarà avviato uno studio di modelli alternativi all’uso di animali per i test sui farmaci e le nuove molecole. Al momento il processo di ricerca e sviluppo di un farmaco richiede oltre 10 anni e soltanto 1 su 10.000 molecole testate in modelli animali arriva sul mercato dimostrando come la mancanza di modelli attendibili contribuisca all’elevato tasso di insuccesso. Grazie al nostro sostegno saranno sviluppati “organ-on-a-chip” e sistemi multi-organoide sfruttando co-colture cellulari 3D per simulare le interazioni tra i diversi tipi di cellule: un progetto ambizioso, con ricadute in vari ambiti, tra cui lo studio delle malattie metaboliche.

LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE IN NUMERI

700 mila animali usati ogni anno nei laboratori italiani.
Topi (485.820) e ratti (129.446) sono le specie più utilizzate, ma anche conigli (7.059) e uccelli (29073); il numero di macachi è aumentato da 302 a quasi 450, e sono 500 i cani ancora utilizzati in test dolorosi e dalla dubbia valenza scientifica.
2.000 al giorno muoiono per le conseguenze dei test: avvelenamento, ustioni, mutilazioni, infezioni e altre malattie.
Il 95% dei test su animali non supera le prove cliniche per gli esseri umani.
Italia “fanalino di coda” nel finanziamento di metodi alternativi alla sperimentazione animale: l’Unione Europea (70 miliardi di euro), la Germania (50 milioni), l’Italia (500 mila euro).

Cristallina la posizione di Maurice Whelan del JRC – servizio scientifico interno della Commissione Europea – che dichiara come il punto non sia solo implementare i metodi alternativi riducendo o migliorando l’uso di cavie, ma trovare nuovi approcci sperimentali che non usano animali per salvare il pianeta e gli uomini perché è chiaro che finora abbiamo fallito.

Mentre l’Europa dichiara prioritari i metodi alternativi e il Governo olandese si impegna per raggiungere una ricerca solo con metodi sostitutivi entro il 2025, in Italia la lobby che usa animali rema contro il futuro ancorando il nostro Paese a un modello mai validato scientificamente e diffuso nell’Ottocento come quello animale. I rari casi in cui sono stati approvati fondi per le alternative, come successo in Toscanai e in Friuli-Venezia Giuliaii, grazie a leggi regionali, i finanziamenti sono spariti nel nulla.

“Salvare gli animali migliora la ricerca – spiega la biologa Michela Kuan, responsabile LAV Area Ricerca senza Animali –. Per questa ragione LAV negli ultimi anni ha finanziato con migliaia di euro progetti sperimentali che non impiegano animali, contribuendo così a sostenere anche economicamente una scienza giusta, in proporzione più di quanto faccia attualmente lo Stato italiano. Ecco perché il 25-26 marzo e l’1-2 aprile saremo in tante piazze per chiedere al Governo di destinare il 50% dei fondi per la ricerca allo sviluppo dei metodi sostitutivi. Tutti potranno aiutarci: con la firma della petizione presso i tavoli LAV (scopri dove su www.lav.it) e/o scegliendo il tradizionale Uovo di Pasqua della LAV: l’uovo che fa bene alla ricerca”.

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