Apl, 129 milioni di residui attivi

“La Regione ha accumulato oltre 129 milioni di euro di residui attivi nei confronti di Agenzia Piemonte Lavoro e i revisori dei conti segnalano la necessità di un progressivo riassorbimento".

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Apl, 129 milioni di residui attivi
"Vorremmo sapere quando la Giunta intenda saldare questo debito per evitare il tracollo o il disequilibrio dell’Agenzia”. È questo il contenuto del question time presentato dalla consigliera Monica Canalis (Pd).

Canalis ha evidenziato che Apl conta 900 dipendenti e ogni anno eroga servizi a più di 200mila piemontesi, tra privati cittadini e imprese. Ha, inoltre, sottolineato che il Piano di attività 2026 dell'ente non è ancora stato discusso in Aula, inclusi i progetti dell'assessore Elena Chiorino per la riorganizzazione dei centri per l'impiego. Dai documenti emergono modifiche profonde allo statuto, tra cui l'estensione delle attività dell'agenzia all'organizzazione di fiere ed eventi e alla costruzione di reti territoriali con soggetti privati.

“Il Piano annuale dei flussi di cassa della Agenzia Piemonte Lavoro conferma l’assenza di tensioni di liquidità strutturali”, ha spiegato l’assessore Gian Luca Vignale.

“La somma di 129 milioni iscritta tra i residui attivi viene definita dalla legge ‘entrate accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio’ – ha spiegato - tuttavia l’iscrizione a residuo attivo non equivale a credito immediatamente esigibile nei confronti della Regione. Inoltre, l’elevata consistenza di tali residui risulta fisiologica rispetto alla natura dei finanziamenti vincolati e pluriennali gestiti dall’Agenzia, oltre che per la tempistica di erogazione delle risorse anche da enti diversi e di attuazione degli interventi. In sostanza secondo la normativa vigente tale situazione non è riconducibile a quella di debito strutturale non onorato”.

Per quanto riguarda le modifiche proposte di revisione dello statuto di Apl, viene introdotto un più pregnante ruolo di controllo da parte della Regione e un vicario in caso di assenza o impedimento del direttore.



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