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Riorganizzazione Arpa: lettera dei lavoratori Vco

Riceviamo e pubblichiamo, la lettera dei lavoratori Arpa Piemonte dipartimento Vco, contro il piano di riorganizzazione dei laboratori di Arpa Piemonte, che prevede la chiusura di 5 sedi laboratoristiche su 10, fra le quali anche la sede di Omegna.
Omegna
Riorganizzazione Arpa: lettera dei lavoratori Vco
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14 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di lupusinfabula Cari amici...
lupusinfabula
9 Ottobre 2014 - 14:49
 
cari amici dell'ARPA, avete visto giusto: sto governo non vuole potenziare e migliorare i servizi pubblici, già carenti in questo paese, ma vuole solo fare i conti della serva e tagliare su tutto e su tutti; l'impotante per fanfarenzi e farsi fare i complimneti da frau Merkel e farsi dire bravo dai burocrati di Bruxelles: il resto non conta. Che pretendete da uno che ha detto che nel pubblico "c'è grasso che cola"? E voi fate parte del pubblico; mi verrebbe voglia di dirvi di ricordavi di tutto questo quando andrete a votare la prossima volta, ma purtroppo immagino che non sarà a breve visto che l'imperatore si è autoassegnato i futuri tre anni di governo col beneplacito del novantenne quirinalizio!
Vedi il profilo di Paolo non tutti
Paolo
9 Ottobre 2014 - 20:03
 
i firmatari non sono tutti i dipendenti di Arpa VCO.
C'è qualcuno che dissente ed è giusto puntualizzare, visto che non lo fa il titolo.
La riorganizzazione dei laboratori di Arpa Piemonte non è farina del sacco dell'attuale governo nazionale/piemontese ma deriva da una serie infinita di trattative di diversi governuccoli senza idee chiare.
I sindacati? Meglio non approfondire....Arpa è una PA come le altre....non è lavoro di fonderia ne di miniera....ma forse a qualcuno farebbe bene fare qualche settimana in Sulcis o in qualche coalmining in Siberia/Cina.....
Vedi il profilo di silvia Qualche settimana in miniera...
silvia
10 Ottobre 2014 - 08:57
 
Sono tra i firmatari della lettera che avete pubblicato. E' vero, non tutti i dipendenti hanno sottoscritto questo appello e le ragioni, interne sono molteplici. La questione, però, non è, Signor Paolo, mandare a lavorare in miniera i dipendenti della P.A., la questione è che un ennesimo SERVIZIO PUBBLICO viene negato ai cittadini del VCO che ne hanno diritto utilizzando la scusa del risparmio. Questo servizio alla fine di tutti i giri previsti dalla nuova riorganizzazione del sistema Arpa del Piemonte verrà a costare molto di più alla comunità, e verrà garantito con tempi più lunghi. Se riusciamo per un attimo a scostare il nostro pensiero dal desiderio brunettiano di vedere i lavoratori al rogo o quando va bene in miniera, semplicemente per il fatto di dipendere dalla pubblica amministrazione, magari potremo renderci conto che se un cittadino, con un click al portale di Arpa, può sapere in tempo reale se le acque dei nostri laghi sono balneabili,(con la conseguente ricaduta positiva sul turismo) se il suo diritto di respirare aria pulita o vivere su un suolo non contaminato viene garantito, se le analisi condotte per conto dell'ASL e non solo, sono garantite da un sistema di qualità è perchè quell'Ente che si chiama ARPA, signor Paolo, esiste e fa anche il suo interesse.
Vedi il profilo di Paolo non contro il lavoro
Paolo
10 Ottobre 2014 - 09:59
 
Cara sig.ra Silvia, il richiamo alle miniere era puramente simbolico perché, come forse sa meglio di me, nella PA nessuno è mai stato licenziato (vedasi, non ultima, la cronaca provinciale). Infatti i posti dei dipendenti Arpa saranno preservati......nessuno perderà il lavoro. Si perderà semmai, professionalità con cui ultimamente però non si mangia!
Ecco perché al di la del fatto, su cui concordo, per cui i risparmi per l'agenzia saranno minimi, non mi sembra il caso di fare troppo putiferio. Il riferimento ai lavoratori del Sulcis era proprio indirizzato in questo senso. Loro, oltre a fare vita da miniera, il posto l'hanno pure perso.
Arpa Piemonte ha "tradito" il proprio ruolo istitutivo di organo tecnico riempiendosi la pancia di personale amministrativo. Le notizie volano ed è ormai di dominio pubblico che, a fronte del fatto di essere un Ente tecnico, la metà dei dipendenti è amministrativa. Ovvero c'è un amministrativo per ogni tecnico.
Per dirla alla Renzi.....Dov'erano i sindacati quanto il bilancio si gonfiava (in un ente pubblico il bilancio è per 80% formato dal monte stipendi) non per tecnici o strumenti ma per riempire le stanze di torino?
Su di una cosa sono d'accordo con Lei, ARPA serve...ci deve essere...ma forse qualche modifica sia alla stessa che in generale alla PA si DEVE fare....così com'è oggi non funziona. A partire dalle dirigenze, spesso molli, non all'altezza dei compiti affidati, per non dire altre cose. Parimenti non possiamo nemmeno affidarci ai sindacati. Ormai diventati delle lobby di potere basti pensare ai fine carriera dei loro capi: Bertinotti, del turco, Cofferati, dantoni......etc.....etc....tutti in parlamento a prender la liquidazione!! senza guardare la strana assonanza tra essere sindacalista e far carriera.
saluti
Vedi il profilo di michele egoista
michele
10 Ottobre 2014 - 18:23
 
caro signor Paolo(????) come fai a sapere che tra i firmatari ci sono persone che non sono di Arpa? forse perchè sei un dipendente di Arpa VCO? Deduco dal tono che sei uno di quelli che non hai firmato la lettera...complimenti!! Proprio quelle persone che tu dici non essere di Arpa e che hanno firmato la lettera perderanno il posto di lavoro ed è anche per loro che noi ci battiamo... Tu cosa hai fatto invece? niene di niente, hai solo criticato l'operato di persone che vogliono continuare a fare il proprio lavoro e che credono nella solidarietà...cosa nella quale evidentemnte tu non credi.
saluti
Vedi il profilo di robi Lupus, non entro nello specifico ma....
robi
10 Ottobre 2014 - 19:00
 
Da dipendente comunale sono favorevole a che un servizio venga dato al cittadino basandosi sui principi di efficienza, efficacia ed economicità. In sostanza, ottenete il risultato migliore possibile con minori costi possibili. Questo come criteiro generale. Stavolta dissento da Lupus quando contesta Renzi sul "grasso che cola". Il grasso c'è, eccome. Te lo dico io. E ti dico anche se mi dovessero considerare parte di quel grasso, sarebbe giusto spedirmi a casa. Io lavoro da 6 anni nel settore pubblico, dopo avere fatto un po' di tutto, anche la fabbrica di notte, e pur non essendo giovanissimo anagraficamente, lo sono per formazione. Per me lavorare nel settore pubblico non è un lavoro come gli altri, ma una "mission". E i miei datori di lavoro non sono i miei dirigenti, ma i cittadini della città dove opero. E' a loro che devo rendere conto, la famosa accountability. Non mi arrabbio quando mi danno del lavativo e fannullone, perchè non credo di esserlo, e so che purtroppo ce ne sono. Ma più che altro, quello che frena il settore pubblico è la burocrazia strabordante, che impedisce a chi lavora di farlo bene e velocemente. Quando Arpa dice che non si deve permettere che la tutela dell'ambente venga svenduta per esigenze di bilancio non è corretta. Non significa niente, sono cose che devono stare assieme, non contrapposte. Possibile che quando si parla di riorganizzazione e razionalizzazione vengano sempre fuori i fantasmi e che il cittadino ci rimette? Io non credo sia così, e se andiamo avanti di questo passo rischiamo tutti di fare la fine dell'orchestra sinfonica di Roma: tutti licenziati in tronco.
Vedi il profilo di lupusinfabula per Robi
lupusinfabula
10 Ottobre 2014 - 20:11
 
Mi spiace ma dissento anch'io: ogni azione che va a creare disagio al cittadino non è mai un qualcosa a suo favore e nel pubblico si deve sempre valutare ongi provvedimento come "servizio" al cittadino, non come opportunità di guadagno; il settore pubblico deve offrire servizi,non creare dividendi alla fine dell' anno. Per quanto poi riguarda i lavoratori pubblici, anche lì come nel privato c'è chi è lavativo e chi si fa il mazzo, chi crede nel proprio lavoro e chi invece tira a campare. E dire che nel pubblico "c'è grasso che cola" è un insulto a tutti i lavoratori pubblic seri ed impegnati: un premier un po' educato non può e non deve permettersi certe affermazioni. ma a quanto pare lui viene da scuola di pensiero diversa, quella di chi fa bancarotta.
Vedi il profilo di robi Non mi sento insultato
robi
10 Ottobre 2014 - 20:58
 
Concordo parzialmente. Il servizio al cittadino è la missione del settore publico, ma non bisogna confondere il fatto che il pubblico non deve guardare al bilancio. I servizi costano, e spesso sono scarsi. Bisogna arrivare al punto di offrire i servizi migliori, ai costi più bassi possibili. La sfida è questa. Non parliamo di dividendi o guadagni, che sono patologie del sistema, ma se abbiamo 100 euro e offriamo un servizio da 5 dobbiamo riuscire con 80 euro ad offrire un servizio da 10. E se siamo in grado di farlo abbiamo offerto un servizio migliore a costi più bassi, costi per il cittadino. In quaNTO Aanto a dipendenti pubblici e privati, avendo testato entrambi, ti do ragione. Ma dal dipendente publico si può e si deve pretendere di più. Sono, anzi siamo servitori dello stato, civil servant come dicono gli inglesi. Il nostro scopo è il benessere del cittadino, niente altro. Ma questo non significa che possiamo spendere indiscriminatamente. Anzi, proprio il contario.
Renzi non insulta chi lavora, insulta chi non fa il proprio dovere. Io sono tranquillo con la mia coscienza, altri no. E il fatto che dobbiamo, noi di destra caro Lupus, vedere il leader del PD fare quello che avrebbero dovuto fare i nostro rappresentanti capisco che brucia non poco. Ma oggi, guardare al partito e all'appartenenza politica, secondo me è totalmente inutile. Non abbiamo bisogno di leader educati, ma di gente che faccia le cose.
Vedi il profilo di lady oscar grasso che cola
lady oscar
10 Ottobre 2014 - 20:58
 
Non potrebbe essere interpretato come 'in alcuni ambienti, uffici, enti, c'e ' più personale di quanto ne serve?' Potrebbero essere spostati (nella PA non c'e ' licenziamento -beati loro-) magari alle poste dove sono con l acqua alla gola o dove sarebbero più utili.. Certo che sempre col cxxo degli altri, perché in parlamento non tagliano mica..
Vedi il profilo di robi ovvio
robi
10 Ottobre 2014 - 21:07
 
Certo che è così. Ma se sposti qualcuno succede il finimondo con la Cgil e cominciano a tirare fuori la Costituzione.......
Vedi il profilo di lupusinfabula Un dito nella piaga
lupusinfabula
10 Ottobre 2014 - 21:16
 
Un dito nella piaga ( e qui do ragione a Robi) l'ha messo Lady Oscar: in alcuni settori pubblici c'è più personale di quanto serve.Verissimo e (so che mi attirerò le ire di molti) bisognerebbe cominciare a guardare al sud dove c'è anche il più alto tasso di assenteismo e di assunzioni , diciamo così, di amici degli amici. Al nord non mi pare ci sia così tanto esubero di personale, anzi personalmente vedo molte carenze, nella sanità ad esempio, o nelle poste come dice Lady Oscar; ma finchè si faranno concorsi pubblic su basi nazionali e non almeno su base regionale la situazione non cambierà mai.
Vedi il profilo di robi infatti
robi
11 Ottobre 2014 - 08:48
 
Dove lavoro io siamo all'osso, e ti assicuro che non si fanno solo passare le carte. Hai a che fare con mille problemi che la farragginosità e la opacità delle norme rendono ancor più grossi. Se per pagare una fattura devi chiedere alla CIA (inteso proprio come servizio segreto) allora tutta la tua buona volontà va a farsi benedire.Non avrei mai pensato, che dal privato al pubblico ci fosse questo abisso, ma in effetti è così. In quanto al sud, hai ragione, ma qui si tratta di errori secolari, di cleintelismo nato con i borboni che ci siamo trascinati fino ad oggi. La mancanza cronica di lavoro porta molti meridionali a buttarsi sui concorsi anche al nord, e poi chiedere il trasferimento, lasciando gli uffici vuoti al nord e riempiendo quelli del sud. Da qui la situazione di esubero da una parte e di carenza dall'altra. Da qui la tua proposta sacrosanta di concorsi su base almeno regionale, e direi anche locale!
Vedi il profilo di Gianluca Tornate sul tema
Gianluca
13 Ottobre 2014 - 10:09
 
Cari tutti, mi sembra che ognuno, in questo "dibattito" ci mette le sue idiosincrasie, le sue paturnie ed i suoi risentimenti. Qui c'è solo un fatto: la riorganizzazione degli uffici toglie servizi alla popolazione, il resto non c'entra. Non c'entra il sud, il nord o il centro, non c'entrano le scuse e le interpretazioni sul "grasso che cola" del Renzi (che è proprio un insulto a tutti, non solo ai lavoratori pubblici), non c'entrano proprio i sindacati (e dove li vede il signor Paolo, che la lettera è dei lavoratori?). Se vogliamo dibattere su qualcosa dibattiamo sui servizi di Arpa, sulla loro funzione e su come vengono resi. E se ci sono rimostranze legate a disservizi o altro pensate che dopo la riorganizzazione ce ne saranno ancora di più. E allora torniamo sul pezzo se vogliamo farlo, altrimenti è meglio tacere.
Vedi il profilo di lottina62 grasso che cola
lottina62
13 Ottobre 2014 - 11:31
 
Quando riorganizzare fa aumentare i costi, io direi che si fa spreco e non riorganizzazione. Se campioni che si possono analizzare al VCO, dove ci sono laboratori funzionanti, e personale qualificato, si tasportano a novara , dove i laboratori non sono in grado di gestire l'aumento di lavoro e di personale che dovrebbere essere trasferito, e si aggiungono costi di trasporto, ristruttuazione e quant'altro, mi dite dove sta il risparmio? E i tempi di risposta che si allungano per i cittadini sono un risparmio? I servizi che continuano a togliere al territorio e ai cittadini in questi anni cosa hanno portato? Parlare di grasso che cola fa presa su larga parte dei cittadini, così così come dire che gli immigrati sono la causa di tutti i mali del momento, per i politici che sono in campagna elettorale permantente. Svegliamoci!! Hanno innescato la guerra tra poveri, tra lavoratori a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato, tra lavoratori pubblici e privati. Intanto loro si tengono il loro grasso che cola e noi ci scanniamo tra di noi, sempre più poveri.



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