Qualità dell'aria: Piemonte bene, Verbania al Top

Il Piemonte può annoverare il 2025 come un “anno storico” per la qualità della sua aria, come lo hanno definito il presidente Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati.

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Qualità dell'aria: Piemonte bene, Verbania al Top
Per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni sistematiche, il biossido di azoto (NO2), inquinante tipico dei processi di combustione e del traffico veicolare, è rimasto ovunque al di sotto del limite di legge annuale di 40 microgrammi per metro cubo (μg/m³). Un risultato che, unito al consolidato miglioramento per le polveri sottili PM10, disegna un quadro incoraggiante, sebbene non ancora privo di criticità.

I dati, diffusi da Arpa Piemonte in attesa della validazione finale, raccontano di un superamento simbolico ma significativo: nessuna delle stazioni di monitoraggio regionali ha superato la soglia annua per l'NO2. I valori più elevati, seppur sempre entro i limiti, si sono registrati nell’area metropolitana di Torino: Torino-Rebaudengo (39 μg/m³), Torino-Consolata (35), Settimo Torinese (33). Un segnale che conferma la centralità del traffico come fonte di inquinamento, ma anche l’efficacia delle politiche di riduzione delle emissioni, soprattutto dai veicoli più vecchi e inquinanti.

Il duplice motore del miglioramento

Due fattori sembrano aver agito in sinergia per raggiungere questo obiettivo. Da un lato, un “assist” dalle condizioni meteorologiche: il 2025 è stato caratterizzato da inverni miti e precipitazioni nella norma, fattori che favoriscono la dispersione degli inquinanti. Dall’altro, e questo è l’elemento su cui la Regione punta l’attenzione, il primo anno di piena applicazione del nuovo Piano regionale per la Qualità dell’Aria, approvato nel settembre 2024. Un piano che ha integrato misure strutturali – dalle limitazioni al traffico nelle zone più sensibili, agli incentivi per la sostituzione dei veicoli inquinanti e per l’efficientamento energetico – in un’azione combinata e continuativa.

PM10: trend positivo, ma l’area torinese resta sotto osservazione

Anche per il particolato PM10 la situazione migliora, proseguendo il trend di riduzione degli ultimi anni. Il limite giornaliero (50 μg/m³, non superabile per più di 35 giorni l’anno) è stato rispettato nel 2025 in 29 stazioni su 33, contro le 25 del 2024. Il numero di stazioni “critiche” (quelle che superano i 35 sforamenti) si è dimezzato, passando da 8 a 4. È significativo, tuttavia, che tutte e quattro siano concentrate nell’area torinese, a conferma di una problematica locale persistente.

Settimo Torinese si conferma la città più problematica per i superamenti giornalieri di PM10, con 48 giornate fuorilegge (in netto calo rispetto alle 68 del 2024, ma ancora sopra la soglia). Seguono Torino-Rebaudengo (39 superamenti) e Vinovo (38). I miglioramenti sono comunque evidenti e consistenti: a Settimo si contano 20 superamenti in meno rispetto al 2024, a Vinovo 17 in meno, a Torino-Rebaudengo 16.

La geografia dell’aria pulita: Verbania in testa

All’estremo opposto della classifica della qualità dell’aria si posiziona Verbania, capoluogo sul Lago Maggiore che registra le concentrazioni più basse sia per NO2 che per PM10, confermandosi il polo della “aria pulita” in Piemonte. Un dato che riflette non solo una minore pressione antropica, ma anche condizioni geografiche e ventose favorevoli.

Le parole dell’amministrazione e le sfide future

“Questi risultati rappresentano un segnale importante e incoraggiano la Regione a continuare con determinazione nel lavoro di monitoraggio e di tutela dell’ambiente”, hanno dichiarato Cirio e Marnati. Sottolineano come l’obiettivo sia stato raggiunto con “equilibrio, sostenibilità e attenzione alla salute e alle esigenze della comunità”, indicando la via delle “misure strutturali e combinate” come quella da perseguire.

La notizia positiva non deve, però, far abbassare la guardia. La concentrazione delle criticità da PM10 nell’hinterland torinese e i valori di NO2 comunque ai limiti nei nodi di traffico più intensi dimostrano che la partita non è vinta. Servirà mantenere e potenziare gli interventi sulla mobilità sostenibile, sul trasporto pubblico e sul riscaldamento degli edifici. Il 2025 resterà come l’anno in cui il Piemonte ha dimostrato che invertire la rotta è possibile, ma il percorso verso un’aria pienamente salubre, in particolare nella cintura industriale e metropolitana, continua.
QUI IL REPORT UFFICIALE



1 commento  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Filippo Penso che manchi un pezzo....
Filippo
7 Gennaio 2026 - 12:15
 
Si elogia soltanto il cambiamento del parco auto ma un decisamente importante contributo all'inquinamento dell'aria è dato dagli impianti di riscaldamento che sono stati molto migliorati. Mi sembra quasi un proclama per incentivare la sostituzione di auto perfettamente funzionanti o ulteriori restrizioni al traffico cittadino che, visti i risultati delle analisi, non mi sembra più una priorità.



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