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Sindaci di Domo e Verbania scrivono alle Poste

Chiusura degli uffici postali sul territorio del Verbano Cusio Ossola. Lettera dei Sindaci di Domodossola e Verbania alla Direzione Poste. Il tema centrale è la necessità dell’apertura “di un reale tavolo di concertazione con i Comuni del territorio”, anche a livello regionale con i responsabili dei servizi recapito delle Poste
Verbania
Sindaci di Domo e Verbania scrivono alle Poste
La lettera:
Oggetto: scadimento del servizio postale; spostamento delle lavorazioni di corrispondenza su Novara; chiusura degli uffici postali sul territorio del Verbano.

Intendiamo farci portatori delle proteste di molte Amministrazioni comunali del territorio, onde esporre la nostra contrarietà e ferma opposizione al processo di riorganizzazione e agli atti organizzativi che la Società Poste Italiane spa sta attuando sul territorio del Verbano Cusio Ossola.

L'accentramento su Novara delle lavorazioni manuali riguardanti il VCO, la chiusura e la riduzione degli orari di apertura al pubblico di molti uffici postali del territorio, la sempre maggior carenza di personale (con conseguenti perdite di posti di lavoro), la prospettata consegna a giorni alterni della corrispondenza, determinano non solo un ridimensionamento, ma anche un ulteriore scadimento del servizio offerto, già assai inefficiente, tanto che la situazione è divenuta del tutto intollerabile per gli abitanti del nostro territorio.

Il tutto, per di più, deciso unilateralmente dalla Società, senza che sia stato attuato alcun confronto né concertazione con i Sindaci dei Comuni interessati.

Ora, suddette azioni di riorganizzazione NON garantiscono gli obiettivi di qualità imposti dallo Stato con contratto di programma, NON consentono l'erogazione di servizi postali essenziali nelle zone di montagna per i quali lo Stato eroga contributi alla Società, CONTRASTA con le prescrizioni di cui all'art 3 co 1 e 5 D. Lgs 261/1999, CONTRASTA altresì con l'obbligo della Società di garantire comunque determinati obiettivi di qualità previsti dal contratto di programma stipulato con il Ministero dello sviluppo economico, VIOLA la delibera AGcom n 236/2013, nonché la Comunicazione del Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazione n 342/14/CONS del 26 giugno 2014.

Ciò detto, abbiamo già protestato troppo e scritto troppo per invocare il sacrosanto diritto del nostro territorio ad avere un servizio postale migliore di quello attuale e non certo peggiore.

Siamo quindi a richiedere l’immediato ripristino della situazione "quo ante", la revisione delle azioni organizzative programmate, l'apertura di un reale tavolo di concertazione con i Comuni del territorio, comunicando sin d'ora che le scriventi amministrazioni non attenderanno oltre, ma si rivolgeranno alla giustizia amministrativa per ottenere, in quella sede, quanto di diritto nell'interesse dei cittadini del nostro territorio.

Mariano Cattrini
Sindaco di Domodossola

Silvia Marchionini
Sindaco di Verbania



2 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di Hans Axel Von Fersen ok tutto
Hans Axel Von Fersen
14 Marzo 2015 - 14:55
 
Ma quanto nella vita di una persone, i servizi di poste sono indispensabili o importanti?
Poco, molto poco, per nulla nel mio caso.
Lettere? Solo bollette e se arrivano con 5 giorni di ritardo non succede nulla.
Bollettini? Sarà 5 anni che non ne pago uno (tutte le utenze sono domiciliate e i restanti pagamenti tramite home-banking o carta di credito)
Raccomandate? Una all'anno solamente perché ho un mucchio di francobolli "da far fuori". Quando li finirò le manderò tramite il sito delle poste.
Pagamento pensione? Purtroppo non è un servizio che mi interessa ma tramite qualsiasi banca la si può incassare.
Cari Cattrini/Marchionini, consiglierei invece di "farvi portatori delle proteste", di limitarvi a gestire le proteste dei vostri cittadini che riceverete, più o meno, tutti i giorni.
Vedi il profilo di Pensatore Tra le righe
Pensatore
15 Marzo 2015 - 08:47
 
Questo è il risultato delle "privatizzazioni" e chi è senza peccato scagli la prima pietra; le aziende private cercano il maggior profitto e non la massima soddisfazione dei cittadini, alla quale è deputata la pubblica amministrazione.

Il mio giudizio sulla questione non discorda dall'attenta analisi di Hans Axel Von Fersen ma, nella lettera, c'è una frase: "con conseguenti perdite di posti di lavoro" che rivela lo spirito egoistico dell'iniziativa.

I sindaci vogliono un servizio postale efficiente, oltre le necessità delle comunità che rappresentano, oppure è una messinscena per proteggere qualcuno dalla mobilità ?



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