Acqua Novara Vco realizzerà una nuova presa sublacuale nei pressi di Villa Taranto (nella area tra il parcheggio e la sgambatura cani), per attingere direttamente dal Lago Maggiore.
L'intervento, finanziato per 6,2 milioni dal Pnrr e per 1,7 milioni con fondi propri, risponde all'esigenza di diversificare le fonti di approvvigionamento in un'ottica di adattamento ai cambiamenti climatici, riducendo la dipendenza da risorse sotterranee o montane più vulnerabili alla siccità.
I cantieri partiranno in autunno e richiederanno due anni di lavori. Il presidente Emanuele Terzoli e l'amministratore delegato Daniele Barbone hanno sottolineato come la diversificazione delle fonti sia una scelta strategica per garantire sicurezza idrica alle comunità servite nel lungo periodo.
Acqua Novara VCO: nuova presa a lago zona Villa Taranto
Un'opera da 7,9 milioni di euro per rendere più sicuro e resiliente l'approvvigionamento idrico di Verbania e dei comuni limitrofi.
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Non posso che plaudire a questa iniziativa ma...... Da 15 o 20 anni a questa parte nell'Alto Verbano (non conosco la situazione nel resto del VCO) amministrazioni di tutti i colori hanno largheggiato nel consentire la costruzione di piscine private pur avendo la più grande piscina a disposizione gratuita: il lago. Senza tener conto che mentre si largheggiava in piscine le sorgenti da cui si alimentano gli acquedotti quelle erano e quelle sono rimaste, anzi forse impoverite in rapporto inverso al crescere della popolazione .E adesso cominciano a fioccare le ordinanze che vietano il consumo dell'acqua se non per scopi domestici: insomma quando i buoi sono scappati si chiude la stalla. In alcuni comuni, saggiamente, si ammette l'irrigazione manuale (cioè con innaffiatoi) dei piccoli orti domestici per salvare quelle quattro foglie di insalata o prezzemolo e quei quattro pomodori fin qui allevati con cura e sacrificio. Altri comuni sono meno comprensivi. Mi chiedo poi come potranno avvenire i controlli, tenuto conto che ormai quasi tutti i giardini dispongono di irrigazione "temporizzata" per lo più nelle ore notturne e tenuto conto che gli addetti ai controlli non potranno entrare nelle proprietà private se non mandato dell'Autorità Giudiziaria e la vedo assai difficile che un magistrato conceda tale autorizzazione per un simile controllo. Non parliamo poi della vetustà della rete di distribuzione con tubi metallici nel quali è più presente la ruggine che l'acqua che vi scorre. Forse, e sottolineo il forse, bisognerebbe adottare provvedimenti per cui i proprietari di piscine debbano ogni anno dimostrare di aver riempito i loro acquari privati con acqua non proveniente dagli acquedotti comunali fornita da autobotti di ditte che a loro volta certificano di non essersi approvvigionati da acquedotti pubblici. Per non parlare poi di dove scaricano le loro acque le piscine quando si svuotano che, se non vado errato ma forse mi sbaglio, non potrebbero esse convogliate nelle reti fognarie. Un problema non certo facile da risolvere nell'immediatezza ragione per cui certe ordinanze sono destinate a rimanere lettera morta come le famose "grida" manzoniane, tenuto conto della scarsità di personale che può essere impiegata in questo tipo di controlli ed anche dell'importo delle eventuali sanzione che per provvedimenti comunali, anche se applicate, non può eccedere cifre molto limitate.
Niente da dire sulla buona iniziativa del gestore acque, ma non è una soluzione del problema. Che come citato nel commento di lupusinfabula è molto complesso. Forse dovremmo occuparci di più e meglio del problema approvvigionamento acqua, portarlo nelle scuole, nel privato, nel lavoro e ovviamente all'attenzione della politica. Perché l'acqua è più preziosa del carburante e troppo sprecata. Invece di mettere da parte la neve per sciare vediamo di pensare a trattenere l'acqua che sicuramente arriverà sottoforma di pioggia, o meglio di nubifragi, che invece di produrre frane e allagamenti sia incanalata in serbatoi per essere decantata e filtrata magari solo per uso agricolo ma sarebbe già un vantaggio. Studiamo il recupero dell'acqua piovana ed il risparmio dell'acqua potabile! Soprattutto non lasciamo le fontanelle aperte "perché l'acqua è calda..."
Se non annoio(...ma del resto non è obbligatorio leggere ciò che scrivo!) vorrei tornare un attimo sulle sanzioni previste per questo tipo di ordinanze. Dato di partenza: la sanzione massima prevista non può essere superiore a 5ooeuro. Nell'ordinanza deve essere fissato un minimo ed un massimo in quanto l'eventuale contravventore ha diritto di pagare il doppio del minimo od il terzo del massimo, la somma a lui più conveniente entro un termine fissato. Ora, se si vuole calcare la mano e fare i conti facili stando nei termini di legge, il minimo può essere fissato in 75euro ed il massimo in 450euro :infatti il doppio del minimo 150euro corrisponde al terzo del massimo. Ora, secondo voi il mega proprietario del mega villone che un mega prato inglese per il quale ha speso una mega cifra preferirebbe vederselo bruciato nel giro di pochi giorni o correre il rischio molto improbabile di dover pagare 150euro? Conosco gente che è disposta a pagare 150euro per dieci volte di fila ma non spegnerebbe mi l'impianto computerizzato di annaffiatura del prato. Invece l'incauto pensionato per il quale 15oeuro sono una fetta consistente della pensione che si fa incautamente sorprendere nell'orto con l'innaffiatoio in mano per curare la poca verdura che gli serve per arrotondare la magra pensione, quello allora va bastonato. Situazioni estreme, di scuola, direte voi: certo, ma questa è la realtà e se lo scrivo è perchè sò di cosa parlo.
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