danimarca

Inserisci quello che vuoi cercare
danimarca - nei commenti

Ubriaco e armato: espulso - 16 Agosto 2017 - 10:39

Re: Re: Re: Re: Re: Re: Espulso!
Ciao SINISTRO asolutamente no. Perchè dovremmo essere la stessa persona? Ti stupisce che ci siano due persone che dicono cose simili? Boh... In quanto ai maestri vedo che sei rimasto indietro. In Italia fino al 90 si poteva lascare la porta aperta.Non dico a Milano o Napoli, ma nei piccoli centri si. Poi sono arrivati gli albanesi sui barconi e tutto il resto...oggi siamo messi davvero male. Ma non mi stupisco di certe dichiarazioni. Se si parla di maestri i veri cattivi maestri sono i reduci dal 68 e le loro derivazioni (o deviazioni) che hanno imposto una cultura imperante che ha portato al disfacimento della nostra società. Dei miei amici di sinistra, solo uno resiste ancora e parla di uguaglianza e di antifascismo. Gli altri sono tutti guariti.... Molti si chiedono come si possa essere arrivati a questo punto...come la sinistra, ma non solo, possa essere arrivata a questo punto. Come in occidente non ci si renda ancora conto che stiamo per deragliare sotto i colpi di islamici radicali e criminali di ogni paese. Senza reagire. Quasi fossimo rassegnati a soccombere a violenza e culture antropologicamente non civili. In danimarca e Svezia "abbracciano" i reduci dell'Isis....in Francia danno asilo politico ad assassini e si fanno sterminare come mosche senza un cenno di reazione, in Spagna lasciano liberi criminali massacratori ceceni. Il tutto sotto l'incombere di bombe e stragi. In Italia lasciano entrare tutti indistintamente per foraggiare le ONG e le cooperative di sinistra, lasciando liberi sul territorio persone di cui non si sa nulla e che delinquono allegramente. Questa è la società che volete? Se si vi combatterò con tutti i mezzi democratici che ho a disposizione. Senza tregua.

Veneto Banca e Intesa San Paolo - 28 Giugno 2017 - 10:04

Re: Regole sistema Bancario da riscrivere in toto
Qualcuno già nel 2008 aveva visto che c'era del marcio in danimarca. Mentre chi doveva e deve controllare si girava dall'altro lato. Tutte queste authority con stipendi e prebende varie, o le chiudiamo o le facciamo funzionare, di sicuro vanno puniti per la loro negligenza, se non di peggio. http://icebergfinanza.finanza.com/2017/06/27/banche-venete-intesa-vigilanza-la-bella-addormentata/#.WVIivitfncs.twitter

"Sveglia Italia – è ora di essere civili" - 22 Gennaio 2016 - 15:36

magari..
Magari facessimo la fine che ne so...... della Norvegia, della danimarca, della Finlandia.

Job Act: l'ordine del giorno approvato - 3 Novembre 2014 - 10:33

signor Robi
lungi da me farle cambiare idea ,questa mia solo per sottolineare che ho profondi dubbi che le cause per licenziamenti illegittimi durino anni . A quanto mi risulta si fanno sempre con urgenza Comunque questo è quello che succede negli altri paesi facenti parte della UE e non dell'ex patto di Varsavia : Francia L'ordine di reintegro è ammesso ma non può essere imposto. La somma del risarcimento per il lavoratore va da un minimo di 6 mensilità a oltre 24. In alcuni casi è prevista anche un’indennità che varia in base al danno subito. Regno Unito Nessun diritto di reintegro. Il risarcimento prevede un rimborso base pari a 6600 sterline, un importo compensatorio di 12mila sterline ed eventualmente degli importi speciali. L'unico caso in cui è ammessa il reintegro del lavoratore è quella di licenziamento per "motivo illecito", come la discriminazione per motivi politici o razziali. Spagna Per l'attuale legge spagnola l'ordine di reintegro è facoltativo. Il datore di lavoro può optare per il risarcimento al lavoratore tramite un'indennità pari a 33 giornate lavorative per ogni anno di anzianità, più gli arretrati. Nel corso dei primi 12 mesi di lavoro entrambe le parti possono recedere liberamente il contratto. Portogallo Reintegrare il lavoratore licenziato ingiustamente è obbligatorio per il datore di lavoro. La decisione del giudice è basata su un'analisi dei costi connessi con la (prevista) riorganizzazione aziendale e dei benefici economici che l’azienda trae dal licenziamento. Il dipendente può scegliere tra il reintegro e il pagamento delle mensilità arretrate, o un'indennità pari a una mensilità per ogni anno di servizio. Grecia Anche in questo paese è ammesso l'ordine di reintegro. Il risarcimento per il lavoratore, inoltre, è un’indennità per il periodo tra la data del licenziamento e la decisione del giudice. Il giudice deve valutare la legittimità del licenziamento in base al giudizio sul bilanciamento tra esigenze dell'impresa e del lavoratore. Olanda Il datore di lavoro può scegliere se reintegrare il lavoratore o in alternativa versargli un'indennità. Qui il datore di lavoro che intende licenziare deve però sottoporsi preventivamente a un’autorizzazione amministrativa finalizzata a vagliare la "ragionevolezza" del recesso. Austria Quando una persona è licenziata ingiustamente, il datore di lavoro è obbligato a reintegrarla e a pagare un risarcimento, comprensivo della liquidazione e di una somma uguale allo stipendio che avrebbe dovuto essere percepito nel periodo tra il licenziamento e la conclusione legale del caso. Il giudice è però tenuto a valutare la legittimità del licenziamento in base ad un giudizio di 'bilanciamento' tra le esigenze dell’impresa e l'interesse del lavoratore a mantenere il posto di lavoro. Belgio In questo Paese non esiste per il lavoratore il diritto al reintegro, pur essendo quest'ultimo possibile, ma al risarcimento, che comprende il periodo di preavviso e un rimborso danni pari a sei mensilità. danimarca La legge danese ammette l’ordine di reintegro del lavoratore licenziato ingiustamente e stabilisce un risarcimento pari a un anno di retribuzione. Svezia Il licenziamento può avvenire solo per grave disobbedienza o per ristrutturazione dell'azienda. Il giudice può imporre il reintegro o il risarcimento dei danni più le retribuzioni maturate dal momento del licenziamento fino al termine della sentenza. Se il datore di lavoro nega il reintegro deve corrispondere un'indennità che va da 16 a 48 mensilità. Il lavoratore licenziato ha la priorità nelle nuove assunzioni. bisogna ricordare che le nazioni appartenenti all’Ue rispondeno all’articolo 30 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, che è stata resa fonte giuridicamente vincolante in seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. In particolare l’articolo 30 stabilisce che: “Ogni lavoratore ha il diritto alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato, conformemente al diritto comunitario e a