Polizia arresta pluripregiudicato

Nel pomeriggio di domenica 6 settembre, la Sala Operativa della Polizia di Stato riceveva una richiesta d’intervento, poiché un uomo continuava a provare ad introdursi all’interno di un immobile ad Omegna, senza averne titolo.

Omegna
Polizia arresta pluripregiudicato
Dagli accertamenti svolti, è risultato che negli ultimi giorni i vicini avevano chiamato più volte il 112 NUE poiché il soggetto, trentenne di origini nigeriane, aveva creato trambusto in un appartamento dov’era stato momentaneamente ospitato e, dopo esserne stato allontanato, tentava a più riprese di farvi accesso ingenerando timore negli abitanti e in tutto il circondario.

Giunti sul posto, gli operatori della Squadra Volanti prendevano contatti con l’uomo, che, fin da subito, si dimostrava riottoso e poco incline a collaborare con gli operatori di polizia. Visto che l’uomo era sprovvisto di un documento valido per la corretta identificazione, gli agenti si determinavano ad accompagnarlo presso i locali della Questura per svolgere gli accertamenti del caso.

Nel mentre, sulla scorta delle informazioni raccolte dai vicini, si riusciva a risalire alle generalità del soggetto, che risultava gravato da numerosi precedenti di polizia e penali, per reati di particolare allarme sociali, quali violenza sessuale aggravata, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale ed altre fattispecie di reato contro il patrimonio, per i quali aveva già scontato una pena detentiva.

Visto il profilo criminale dell’individuo, gli operatori di polizia procedevano con la massima cautela agli accertamenti dovuti per addivenire alla sua completa identificazione.

Benché si trovasse all’interno dei locali della Questura, il soggetto dava in escandescenza, tentando così di sottrarsi all’identificazione mediante fotosegnalamento.

Gli operatori procedevano, quindi, all’arresto in flagranza di reato per resistenza a pubblico ufficiale e, sentito il Pubblico ministero di turno, lo conducevano presso la l’istituto penitenziario di Verbania.

Nella giornata di ieri, l’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere in attesa di giudizio.



4 commenti  Aggiungi il tuo

Vedi il profilo di lupusinfabula Et voilà
lupusinfabula
11 Settembre 2026 - 09:53
 
Classico esempio necessitante di espulsione immediata onde non gravare ulteriormente sulle spalle degli italiani che in carcere devono ancora mantenerlo, o anche questo è considerato un migrante "fragile"?
Vedi il profilo di Wilma Reschiglian Eh! Già.
Wilma Reschiglian
12 Settembre 2026 - 14:34
 
Non mi è ancora chiaro il modus operandi per l'espulsione di questo tipo di soggetto, evidentemente da spedire, ma ho il sospetto che sia il dove spedirlo che complica e rallenta il procedimento. Teoricamente dovrebbe essere rispedito allo Stato di origine, però se tale Stato non lo riconoscesse? È possibile che rifiutino? Voglio informarmi...
Vedi il profilo di lupusinfabula 1Nigeria
lupusinfabula
13 Settembre 2026 - 08:39
 
Il Ministero degli Interni indica la Nigeria tra i paesi africani con i quali esistono accordi con l'Italia per le espulsioni: non penso serva altro se non la volontà di sbatterlo fuori senza tanti complimenti.
Vedi il profilo di lupusinfabula 1Altri stati
lupusinfabula
13 Settembre 2026 - 11:08
 
MinInterno elenca. oltre ala Nigeria i seguenti stati coi quali esistono accordi per i rimpatri:Egitto, Algeria,Tunisia, Marocco, Senegal,Ghana,Somalia,Pakistan,Bangladesh,SryLanka,Filippine, Albania, Moldavia e Slovenia. Se gli appartenenti a queste nazioni che hanno commesso reati in Italia venissero rispediti al mittente, forse potremmo cominciare a tirare un sospiro di sollievo. sempre che non salti su qualche giudice di sinistra a bloccare tutto, sostenuto dalle solite congreghe di accoglientisti che blaterano di "risorse che ci pagheranno le pensioni" e si fanno commuovere dalla presenza di bambini e donne incinte o dei cosiddetti "fragili"



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