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Spazio Bimbi: I bambini “Gifted”

Si chiamano “gifted children”, bambini plusdotati o anche ad alto potenziale cognitivo, quei bambini che hanno doti intellettive superiori alla norma e alla media dei loro compagni.

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Spazio Bimbi: I bambini “Gifted”
L’intelligenza viene stimata attraverso diversi strumenti diagnostici, tra cui il più noto è la Scala WISC (Wechsler Intelligence Scale for Children). Il punteggio standard è fissato ad un valore pari a 100, sopra il 115 si parla di alto potenziale, mentre 130 è la soglia di plusdotazione intellettiva.

Secondo alcune ricerche condotte dall’Università di Pavia, i bambini con potenziale intellettivo superiore a 115 sono circa il 5%; mentre i bambini “gifted”, con potenziale intellettivo superiore a 130, sarebbero pari al 2,14% della popolazione scolastica. Si tratta quindi di oltre 170.000 bambini.

I bambini gifted sono bambini che apprendono velocemente e precocemente, con una buona memoria e con una straordinaria capacità di risolvere problemi. Molti di loro imparano a leggere da soli già alla scuola dell’infanzia e utilizzano un linguaggio particolarmente forbito, composto da frasi complesse per la loro età.

Vi è un’importante differenza tra bambini brillanti e bambini ad alto potenziale: i primi seguono traiettorie di sviluppo normative, i secondi invece presentano caratteristiche atipiche rispetto al loro sviluppo.

Una caratteristica frequente di questi bambini è proprio la presenza di disarmonie nello sviluppo: solitamente sono molto competenti a livello cognitivo ma molto immaturi a livello emotivo o relazionale. Hanno una predisposizione a vivere con molta intensità le proprie emozioni, arrivando a manifestazioni comportamentali di “ipereccitabilità emotiva”, considerata da genitori ed insegnanti esagerate perché tipiche di un’età precedente rispetto a quella del bambino.

I bambini gifted spesso mettono a dura prova i loro insegnanti, infatti potrebbero: annoiarsi molto facilmente, impegnarsi solo nei compiti che trovano interessanti, opporsi a eseguire attività routinarie, essere scarsamente tolleranti verso la lentezza altrui, avere difficoltà a gestire le proprie emozioni e non avere amici per la diversità di interessi.

Il problema è che molto spesso questi alunni finiscono per incorrere nell’insuccesso scolastico, anche per la carenza di adeguate strategie didattiche. Molti di loro sono soggetti a disturbo dell’attenzione e iperattività (ADHD). Ciò potrebbe accadere in quanto risolvendo in un tempo veloce i compiti loro assegnati, questi bambini finiscono per dover aspettare molto tempo il resto della classe e potrebbero dunque essere soggetti a maggiore distrazione. Inoltre, la non adeguatezza di tali compiti (spesso troppo facili per loro) determina il disinteresse per tutte le attività proposte. Tutto ciò potrebbe condurre ad una discrepanza tra i risultati scolastici e i potenziali intellettivi di questi bambini, che in casi estremi arrivano anche ad abbandonare gli studi.

Per questi motivi oggi si cerca di adottare specifiche misure di intervento in ambito scolastico, personalizzando il loro percorso e inserendoli nell’ambito dei Bisogni Educativi Speciali (BES). L’obiettivo dovrebbe essere quello di promuovere il loro talento e di supportarli nello sviluppo di maggiori abilità sociali, emotive e di autoregolazione.

Dott.ssa Michela Bottacchi
La Girandola – Spazio Psicoeducativo
lagirandola.spe@outlook.it



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