La Phengaris alcon è nota per il suo ciclo vitale altamente specializzato, che coinvolge non solo una specifica pianta ospite, ma anche particolari specie di formiche, dalle quali la larva viene accolta e allevata grazie a sofisticati meccanismi chimici di mimetismo. Una strategia evolutiva affascinante, ma che rende la specie estremamente vulnerabile ai cambiamenti ambientali, alla perdita di habitat e alle alterazioni degli ecosistemi.
Nel territorio del Parco Nazionale della Val Grande, la presenza della Phengaris alcon è oggetto, da oltre tre anni, di un programma di monitoraggio e ricerca scientifica realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino. Un lavoro rigoroso e continuativo, finalizzato a comprendere lo stato di salute delle popolazioni locali, le dinamiche ecologiche che ne influenzano la sopravvivenza e le azioni più efficaci per garantirne la tutela.
Le attività di studio e salvaguardia proseguiranno anche nei prossimi anni, con l’obiettivo di consolidare le conoscenze scientifiche acquisite e tradurle in azioni concrete di conservazione, fondamentali per evitare la scomparsa della specie dal territorio.
La Phengaris alcon rappresenta un importante indicatore biologico dello stato di salute degli ecosistemi naturali. La sua tutela richiama l’attenzione sull’importanza di preservare habitat complessi e delicati, in cui ogni elemento parte di un equilibrio interdipendente.
Il Parco Nazionale della Val Grande conferma così il proprio impegno nella conservazione della biodiversità, nella collaborazione con il mondo accademico e nella diffusione di una cultura scientifica consapevole. L’articolo pubblicato su TutoScienze e La Repubblica rappresenta un significativo contributo alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione del pubblico.
Il Parco condivide il contenuto sui propri canali istituzionali, invitando enti, ricercatori e cittadini a sostenere la conoscenza e la tutela di questo raro e fragile gioiello della fauna europea.
