Il percorso espositivo si snoda come un viaggio ad ampio raggio tra Occidente e Oriente, ripercorrendo l'evoluzione espressiva dell'artista: dagli esordi influenzati dalla Pop Art inglese e dal celebre ciclo ironico delle "Pizze" degli anni Ottanta, alle famose "Venezie New York", avviate nel 1992. In queste opere Damioli rappresenta la metropoli americana con uno spirito canalettiano, sereno e lontano dal caos: un non luogo virtuale dove i palazzi restano fedeli a sé stessi, ma l'atmosfera è placida, popolata da canoe e battelli, come in un perenne tempo libero.
Il "Grand Tour" dell'artista prosegue esplorando altre città con un doppio viaggio, geografico e stilistico: le città cinesi, affrontate con un approccio quasi taoista ed essenziale; una Parigi che non è quella odierna dell'overtourism, ma quella degli anni Sessanta e Settanta di Yves Montand e degli esistenzialisti; e poi la sua Milano, amata e dipinta di notte, quando le auto sono solo due occhi che illuminano il buio. In mostra anche una Venezia come omaggio al Canaletto, un panorama di Torino e lo stadio di San Siro, ritratto come un reperto storico in vista della sua imminente demolizione.
"L'arte di Damioli offre un'immagine pulita di tutto l'accidentale e propone un totale controllo della composizione", spiega l'artista, sottolineando come il risultato sia un mondo pacificato, "dove è sempre domenica", un invito a una riflessione contemplativa in un'epoca complessa. La curatrice Elena Pontiggia evidenzia come, con la maturità, si approfondisca "la dimensione concettuale del suo lavoro: a prima vista sembra rientrare nell'alveo di una pittura tradizionale, ma in realtà si carica di significati ironici, paradossali e surreali che la tramutano in una ricerca mentale. Quello che vediamo è solo una metà del quadro; l'altra metà sono i pensieri che l'opera suggerisce".
Il direttore artistico del museo, Federica Rabai, sottolinea che la mostra rappresenta un passaggio naturale e stimolante: la collezione permanente racconta l'evoluzione del paesaggio e del Grand Tour tra Otto e Novecento, mentre accogliere la ricerca di Damioli significa mostrare come quella sensibilità vedutistica continui a trasformarsi. Il presidente Massimo Terzi esprime orgoglio per un progetto che conferma il Museo del Paesaggio come punto di incontro vivo tra storia dell'arte e linguaggi del presente.
Eventi collaterali e informazioni
La mostra è accompagnata da visite guidate con la storica dell'arte Ilaria Macchi (sabato 19 dicembre 2026, 9 gennaio, 20 febbraio e 20 marzo 2027, alle 15.30) e da laboratori per bambini dai 5 anni in su (19 dicembre 2026 e 20 marzo 2027, alle 15). L'esposizione, realizzata con il sostegno di Città di Verbania e Fondazione Comunitaria del VCO, è aperta dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 18 fino al 28 febbraio 2027; dal 1° marzo 2027 tutti i giorni con orario 10-18, chiuso il martedì. Biglietti: 8 euro intero, 5 euro ridotto (comprensivo di visita alle collezioni permanenti e alla mostra). Info: segreteria@museodelpaesaggio.it – www.museodelpaesaggio.it.
