Il prossimo appuntamento è in programma martedì 3 novembre 2026 all'Auditorium de Il Chiostro (via F.lli Cervi 14, Verbania-Intra) con la proiezione di "La mattina scrivo", quinto lungometraggio della regista Valérie Donzelli.
Il film, con protagonista Bastien Bouillon e con la stessa Donzelli, André Marcon e Virginie Ledoyen, racconta la storia di Paul Marquet: a quarantadue anni lascia il lavoro di fotografo, che per lungo tempo ha garantito il benessere suo e della sua famiglia, per dedicarsi alla scrittura. Rimasto single, si trova a fare i conti con la necessità di guadagnare il minimo per vivere, proteggendo però il tempo necessario alla scrittura, un processo lento e incerto per il quale non esiste una formula magica.
Il film parla proprio di questo: della mancanza di soluzioni facili, del fatto che la libertà costa cara a chi non nasce privilegiato. Seguire la propria vocazione, anche se solo auto percepita, significa rinunciare a moltissimo. Attraverso la delicatezza dei tratti, dei gesti e della voce del protagonista, la pellicola racconta che la povertà e la solitudine non sono condizioni romantiche, ma dure. Così come lo è la fatica fisica. Eppure, il bisogno di porsi in ascolto di sé e la ricerca di un modo di essere nel mondo che ci appartenga non sono un lusso, ma un'esigenza umanamente comprensibile, che può essere perfino pericoloso ignorare.
La regista non si limita a fare sociologia contemporanea: tra le pieghe del racconto parla anche del lavoro del romanziere, nel privato e nel pubblico, e del mondo del cinema. Lascia inoltre alle immagini il compito di raccontare un mondo che non ha voce, quello dei lavoratori precari e in nero che si contendono le offerte in una continua asta al ribasso. Un film che non vive di colpi di scena, ma di una progressione episodica fatta anche di lentezza e banalità, in antitesi con la logica del tutto e subito. La ricompensa emotiva arriva, misurata e pudica, in sintonia con il resto dell'opera.
