la terra dell
la terra dell - nei commenti
Preoccupazione per il futuro della Cannobina - 28 Aprile 2015 - 19:39centrale in val CanobimaScusate, ma l'idroelettrico nn fa parte dell'energia pulita o qualche cima l'ha declassata a energia un pò meno pulita perchè chi la costruisce percepisce del denaro con la vendita dell'energia prodotta? Ma allora anche il fotovoltaico el'eolico sono energie meno pulite perchè arricchiscono qualcuno. Ma il bene collettivo nn dovrebbe essere meno CO2 immessa nell'ambiente? Magari una centrale nucleare in meno sulla faccia della terra? Nn dovrebbero essere questi I vantaggi. Perchè c'è sempre qualcuno che deve remare contro. Allora costruiamo le termiche e nucleari però lontano da qui. E no troppo facile. |
M5S: Porto turistico e #Verbaniainquina - 7 Aprile 2015 - 18:35la verità... O, meglio, la mia veritàla vicenda del porto è stata più volte dibattuta nelle pagine di Verbania Notizie e, certamente, sono in molti ad essere aggiornati in materia ma, per i distratti o per coloro che non frequentano con regolarità questo sito, faccio un piccolo riassunto: il porto viene dato in concessione alla ENS che si aggiudica una gara indetta dal Comune nel 2001. ENS non presenta l'offerta più alta, ma viene scelta in virtù di una serie di progetti e opere da realizzare a carico del concessionario che fanno propendere la scelta dell'amministrazione di quel tempo in quella direzione. Va detto che nessuno dei lavori promessi è stato eseguito (si veda il contratto stesso). la concessione viene data per 10 anni a euro 18050 annui. Il comune si "dimentica " di formalizzarla e in realtà, per questa dimenticanza viene riconosciuto al concessionario il termine di 10 anni a partire dal giorno in cui in comune si accorgono di essersi dimenticati di registrare il tutto, vale a dire nel 2007(!!!). Da quando esiste la concessione esistono contrasti tra concessionario e comune su chi debba eseguire la manutenzione. In ogni caso la legge stabilisce che quella ordinaria è a carico del concessionario, quella straordinario a carico del locatore. Si verificano negli anni vari episodi di meteo avverso che causano danni alla struttura, sempre riparata a carico del Comune, mentre non si hanno tracce dell'avventura esecuzione della normale manutenzione ordinaria da parta dell ENS, anzi, leggendo la relazione dell'Università di Bologna, commissionata dall'amm.ne per indagare sulle cause del disastro del 10/2013, ci sono prove documentarie che mostrano che non sia stata eseguita e che nell'imminenza del disastro i pontili esterni non erano correttamente allineati. Quindi ecco qui alcune delle responsabilità del concessionario, ma cosa dire del Comune, il cui responsabile del demanio emana un'ordinanza già nel marzo 2013 e la spedisce con r/r alla ENS e in cui, per la cronaca, si vieta l'approdo e l'accesso,via lago e via terra alla struttura ? E cosa dire del fatto che nessuno è a conoscenza dell'ordinanza perché il suddetto responsabile non ne fa parola al comando dei Vigili Urbani, che avrebbero potuto transennare il tutto e, quindi , evitare il disastro di qualche mese più tardi? Cari lettori, appuntamento a ottobre in tribunale a Verbania per la causa civile per danni contro Comune e ENS....vedremo. |
"Cambia la Grecia, Cambia l'Europa" - 28 Marzo 2015 - 16:26Hans e CesareSe me lo permettete, con il massimo rispetto, vi dico che state osservando il mio dito, ma è la luna quella che io vi sto indicando. Quello che descrivete è semplicemente il loop tra il 5° e il 7° passaggio del gioco che durerà fino a quando ci sarà l'ultima goccia di sangue, l'ultimo barlume di dignità umana e l'ultimo fazzoletto di terra [le figurine del gioco]. Inutile pensare che siano i cittadini, più o meno ladri, a determinare la sorte del gioco. Per capire meglio il meccanismo faccio un esempio con piccoli numeri in modo che sia semplice il calcolo a mente. immaginate che la BCE abbia stampato solo 100 euro in ogni taglio possibile e li abbia prestati all'europa. Dopo 10 anni, al tasso dell' 1% annuo, la BCE ha un credito, verso l'europa, di 110 euro. Ma se quei 10 euro non sono mai stati stampati come farà l'europa a restituirli ? Per onorare il suo debito potrà esclusivamente cedere le proprie ricchezze per un valore di 10 euro, non c'è via d'uscita, pur raccogliendo ogni singola monetina, non potrà mai riuscirci perché comunque circolano solo 100 euro. Ora moltiplica quei 100 euro per la reale somma messa in circolazione dalla BCE. Quindi la lezione è che ogni volta che la BCE, anche ora con il Quantitative easing, immette denaro nel sistema bancario non fa altro che indebitarci tutti ancor di più. Se ancora non sono riuscito ad essere chiaro me ne dispiace ma almeno spero di aver messo in dubbio le errate certezze di cui mi sembra siate convinti. :-) |
Fioriere al posto della roggia - 19 Marzo 2015 - 17:46vittoria?cioè, buttiamo 10'000 euro in vasi ( e mancano ancora fiori, terra e lavoro), mortifichiamo un progetto che aveva un senso solo perchè non si riesce a far funzionare le pompe dell'acqua , e sta roba viene chiamata vittoria? forse a qualcuno sono sfuggite le foto di cose come la nostra in giro per l'Europa! |
Dal comune di Verbania un'ipotesi di servizio bus per frontalieri - 10 Febbraio 2015 - 09:48Servizio pubblico ? E perché non privato ?Se ci fosse un vero interesse da parte dei frontalieri a viaggiare "in comitiva", oggi ci sarebbero decine di servizi navetta, via terra e via lago, gestiti da privati. Non è facile convincere una persona a rinunciare al proprio mezzo, magari nuovo e superaccessoriato, alla possibilità di rilassarsi prima e dopo il lavoro alla guida senza dover necessariamente incontrare le "solite facce"; non è facile convincere una persona a rinunciare a quel momento di igiene mentale in cui musica, pensieri e paesaggi meravigliosi si fondono in un tutt'uno che danno un senso al sacrificio che si sta compiendo oltreconfine. L'unico sistema per testare l'eventuale fattibilità di un modello di trasporto sarebbe quello di mettere a disposizione dei frontalieri dei pulmini il cui biglietto dovrebbe essere calcolato, ad ogni viaggio, dividendo il compenso dell'autista, le spese per carburante e manutenzione del mezzo per il numero dei clienti, proprio come farebbe un imprenditore, aspettandosi che siano i clienti stessi, allo scopo di vedersi ridotto il costo, a cercare nuovi clienti. Inoltre un pulmino non sarebbe soggetto a rispettare i percorsi riservati agli autobus e potrebbero rendere il servizio molto più appetibile se non altro perché, una volta scesi dal pulmino, essendo a piedi, non si potrà andare più veloci di 4Km/h, cosa che può fare la differenza arrivando con il proprio mezzo ! Infine, nonostante vedo una possibilità che la cosa possa funzionare, mi resta il dubbio sul perché nessun privato abbia già sondato il progetto. |
Discarica di Trobaso dissequestrata - 14 Gennaio 2015 - 10:23Delirio dei supporter :)Prendo atto che addirittura la magistratura é influenzata dalle lettere del nostro Sindaco, che avendo preso posizione sul tema dell'impianto di Santino ha fatto ciò che doveva, come le ho riconosciuto in questo post: http://www.verbaniafocuson.it/n242942-siamo-la-terra-dei-fuochi-o-la-terra-dei-pirla.htm ...ma a parte gli scherzi, non esagererei la sua influenza in certi ambiti :-) |
Verbania Pallanza dal drone - VIDEO - 30 Dicembre 2014 - 23:28Evoluzione tecnologica...il droneRispondendo a terry dopo 2 giorni che gironzolo in un svariati siti e invio email(questo è piu' bello perché inerente ai ai miei passatempi,mentre per altre notizie (vedi frana sulla 34 e altro) i commenti sono sempre polemici e guerrafondai e tutti sono critici di tutto.Ma tornando ai miei hobby e rispondendo a terry,a 18 anni(alcun secoli fa) lessi per la prima volta su una rivista fotografica la lettera di un altro lettore appassionato che si poneva e ,poneva il seguente quesito.. Avevo la cinepresa 8 mm e un brutto giorno,arrivo' il Super 8,Comprai anche quello e dopo un po'arrivo' il video.Dapprima Betamax,poi Video 2000,poi VHS e poi 8 mmm e poi VHSC e cosi' via.QUando spesi un capiate per il tutto,anche quello scomparve e arrivo' il miniDV digitale su nastro.E qui'continuo io.Nel 2010mdopo anni di cambiamen ti con attrezzature si,sofistiche ma amatoriali,mi capita l'occasione tanto agognata di acquistare la Canon XL 2 teletta mera documentaristica che permette il cambio degli obiettivi.Prezzo Canon 6000 euro,prezzo Fotomatore 4000,nuova di pacca.Da li vi fu'un susseguirsi di spese che,insieme alla parola professionale,solamente partono da 500 euro in su. Poi(è lunga la storia)iniziai saldare le battere da me e a utlilzzare i pannelli solari sullo zaino e sulla bici e altrove,dove portai spesso sia la camera che le reflex.Corrente gratuita per batterie da ricaricare e per far funzionare la XL2-Guarda vo internet,tudiavo,meditavo,ordinavo e acquistavo.Imparai a scaricare da Internet Final Cut e altri software e a utili zarli al meglio ache se mi vengono intuitivi da precedenti esperienze cinematografiche del passato.Ora che finalmente dopo circa 5 anni,pensai di non dover piu' spendere denari per questo appassionante hobby,opla' arriva la novità'.E cio' mi fa' arrabbiare perché,da un lato non mi interessa tutto cio' che vola e non ho mai usato l'aereo per viaggiare.Ma immagino giacenza mia testolina da regista vissuto(si fa' per dire!)la enorme possibilita'di effettuare inquadrature sugges tive dall'alto(non con quelle telecamere della mutua come questa sopra al titolo dell'argomento)e altre da terra e pi con il montaggio video metterle insieme.Il risultato sarebbe eccezionale.Alcuni anni fa ci fu la gara di Off Shore a Intra e per ottenere immagini effetto simil regia televisiva,andai a fare le prime riprese da Premeno mentre gli scafi effettuavano in mattinata i giri di prova e nel pomeriggio ripreso la gara da Villa Taranto.Nel montaggio unici in determinati punti le diverse riprese e qualcuno mi chiese se avessi avuto una seconda camera in montagna mentre mi trovavo in pianura. Queste sono sottigliezze che vengono con la passione e,volendo anche con altri amici che muniti di camere video rio rendono in contemporanea la manifestazione.Pero'occorrerebbe una regia video mobile che per 20-30 mila euro non posso permettermi e che comunque non avrebbe senso possedere.Vedi terry?Se allora vessi avuto un drone e qualcun no che lo pilotava per me,avrei potuto fare la stessa cosa risparmiando il carburante dell'auto per andare fin a Premeno. Poi detto cosi'sembra che è tutto li',ma possedendolo si possono studiare vari modi di utilizzo e sicuramente troverei il modo di utilizzarlo.Come diss i inizialmente,non ho mai viaggiato in aereo,ma se ci fosse un drone che riuscisse a tras portare anche il sottoscritto(1,87 x 120 kg)+ 5 Kg di telecamera,beh,il divertimento sarebbe assicurato,Dopo anni di montagna con zaino e attrezzature foto e cinematografiche e ...anche il fornellino a gas per fare il caffe'e le dita dei pie di sanguinolente e le unghie dei piedi che saltavano via e ricrescevano dopo 7 mesi,un anno,non sarebbe una idea mal vagia.Penso che oltre che filmare o fotografare,mi divertirei di più' a pilotare e a osservare il mondo dall'alto(max 10 mt perche' poi mi verrebbe un infarto) e ale'...Purtroppo il drone è un po come certe tende da campeggio.O è gia'pronto da trasportare e utilizzare,e quindi ingombrante,calcolando il resto della attrezzatura,oppure è da assemblare prima dell'uso |
Zanotti e le cluster-bomb verbanesi - 16 Dicembre 2014 - 05:23ritornaCalma, calma, calma: L'ex sindaco Zanotti sta tornado a pensare di fare almeno l'assessore? E' tutto qui. Pensateci!Ma soprattutto ci pensi (e ci ripensi) Silvia Marchionini. Al netto degli insulti "Zanottiani" (ricordate che OGNI GIORNO io me lo dovevo sorbire?) più di un verbanese ha notato che nell'opuscolo del Comune sul CEM vi sono alcune realtà che evidentemente lo hanno fatto imbufalire, ma sono verità. Per esempio che il suo progetto di teatro prevedeva 5.5 milioni di mutui a carico della città, il CEM va quasi in pari, si chiama "Centro Eventi" con tutta una serie di offerte culturali e turistiche in più ed è senza costi per Verbania. Il piano di gestione di Zanotti era SICURAMENTE in perdita, il CEM può reggersi (parliamone quando si vuole...), il "filo d'acqua" di San Vittore l'aveva realizzato lui e solo con un giretto a piedi per San Vittore e i lavori del primo e secondo lotto si confrontano da soli (il 2° è stato realizzato in metà tempo e con meno soldi dalla mia amministrazione). E che dire della vicina area Besozzi Benioli, oggi un parco e da lui abbandonata con detriti (inquinanti) sopra e sotto terra. Chi ha deciso all'inizio di spendere una somma (folle) per la spiaggia dela Beata Giovannina? la Sua amministrazione! Quanti confronti sarebbero possibili con la pacatezza, ragionando, nella diversità delle opinioni. Resta una ed una sola, inequivocabile verità: Zanotti nel 2009 contro di me ha perso le elezioni e lui è stato artefice dell'unica sconfitta della sinistra in 69 anni. Quindi, caro Zanotti, lasciamo lavorare in pace Silvia Marchionini che cercherà di fare il meglio che può come d'altronde hanno fatto lo stesso Zanotti, il sottoscritto e tanti prima di noi perchè tutti - credo - hanno lavorato per il bene della nostra città. Circa TASI, IMU, tornado ecc. non sono colpa del sindaco Zacchera che ha lasciato una amministrazione con oltre 6 milioni in cassa, i conti in ordine e un bilancio che ha certificato Verbania "città virtuosa" e prima in campo ambientale (ma con dati veri e non farlocchi). Caro Zanotti, è Natale, ira ed invidia non dovrebbero stare nei cuori, almeno in questi giorni. Auguri anche a te! Marco Zacchera |
"Porto Turistico di Verbania: realizziamolo velocemente!" - 15 Dicembre 2014 - 23:14Per CesareGentile utente, leggo con sorpresa le tue considerazioni sulle responsabilità del disastro del porto. Ma come può una persona attenta e obiettiva solo pensare che i proprietari delle barche siano una delle concause della distruzione del porto? la famosa ordinanza dell'8/3/2013 non è mai stata resa nota al pubblico, salvo essere tirata fuori dal cassetto dopo l'evento. L'ordinanza che vieta " approdo e transito da lago e da terra " fu inviata con raccomandata a/r alla ENS, ma non fu mai consegnata ai vigili urbani perché la facessero rispettare. Insomma, fu un gioco di fioretto tra il responsabile del demanio/patrimonio del Comune e il concessionario, per mettere le mani avanti in caso di futuri problemi. Gli ignari diportisti che hanno pagato l'ormeggio alla ENS, oltre ad essere stati, a mio avviso, truffati dal concessionario, hanno anche avuto la beffa di vedersi negare i rimborsi dalle compagnie di assicurazione che, ovviamente, hanno citato l'ordinanza dell'8/3/2013 per evitare di risarcire i danni. Per questo sono in rampa di lancio ( con i tempi lunghi della giustizia) le cause contro ENS e Comune di Verbania, che hanno palesemente combinato un pasticcio dietro l'altro, da parte dei proprietari delle imbarcazioni distrutte. Spero che ora le cose ti siano più chiare. |
Cristina su SS34 e aliscafo - 24 Novembre 2014 - 18:13VerissimoSarà stato quello che sarà stato ma è innegabile che se l'autrostrada è arrivata nel VCO il merito è di Nicolazzi, così come gli ultimi, veri, interventi sulla SS34: onore al merito di un politico (non della mia parte) che ha interpretato il giusto senso dell'essere eletto, vale dire fare qualcosa per la terra e la gente che ti ha votato. In questo siamo molto indietro rispetto ai politici eletti al sud che invece sanno sempre portare nella terra da cui provengono soldi e benefici. |
Zanotti: DEA, la Regione si prenda le responsabilità della scelta - 16 Novembre 2014 - 08:46CriticheBello criticare quando non si ha più la sedia sotto il deretano, ma i problemi degli ospedali c'erano anche sotto la "democratica" gestione del signore che scrive e, se siamo arrivato a questo punto, significa che anche questo signore ha fatto ben poco per la sanità. Se non erro partiti e movimenti vicini a questo signore, per il referendum sull'ospedale unico, andavano tra la gente a convincerli per il NO, E questo ne è il risultato. Viste le frequentazioni ecclesiastiche, solo una frase di un uomo che sceso in terra per espiare le colpe dell'umanità, un giorno disse: chi è senza peccato scagli la prima pietra!!!!!!!! |
NCD e Comunità.vb: "No alla chiusura dei Dea" - 8 Novembre 2014 - 17:36Cosa ha buttato via il VCOPer guardare un po' al di la del nostro naso, estrapolato dal sito "architetturasostenibile.it", e per sapere cosa il VCO ha buttato via: "Secondo Renzo Piano il primo passo da fare nella società attuale, sarebbe quello di “recuperare una visione umanistica dell’ospedale”. Dopo aver preso in rassegna le tipologie ospedaliere ottocentesca(a padiglione) e novecentesca (monoblocco), l’architetto ha criticamente estrapolato e mixato le caratteristiche positive di entrambe. Se da un lato la prima, a padiglioni, denotava una certa attenzione alla persona, anche grazie alla presenza di alberi e giardini negli spazi aperti, con l’evoluzione e l’avanzamento tecnologico, si è presentata una spersonalizzazione ed il presentarsi di una serie di difetti. Pian piano alla tipologia ottocentesca si è poi sostituita quella monoblocco che ha il vantaggio di non essere più dispersiva, e riuscire, quindi, a contenere tutto nello stesso edificio, con evidente maggior funzionalità. Si è però persa la “visione umanistica”. Una visione moderna. Una visione critica di questo tipo permette di comprendere errori ed aspetti positivi del passato: l’idea di un unico edificio, grigio e privo di verde, ormai è superata, e non mette a proprio agio chi deve fruire dei suoi spazi. Non bastano più una serie di fredde nozioni funzionali, dimensionali ed ingegneristiche per progettare un buon ospedale: è necessario un approccio umanistico. I tempi sono cambiati: bisogna riflettere sullo stato d’animo di chi subisce direttamente o indirettamente un ricovero e cercare, con la concezione dell’edificio, di rendere questo momento meno traumatico possibile. Si potrebbero enunciare una serie di punti, proveniente da una profonda analisi: • Umanizzazione: lo spazio e l’ambiente in cui si trova il degente devono essere a misura d’uomo, sicuri e confortevoli, garantire benessere e privacy. • Urbanità: l’ospedale non deve essere un edificio isolato ed avulso dal tessuto urbano in cui si colloca, ma esserne parte integrante e comunicare con esso. • Innovazione: la flessibilità deve essere alla base della concezione architettonica, garantendo cambiamenti secondo le esigenze terapeutiche, tecnologiche, organizzative e formali. • Affidabilità: tranquillità e fiducia rispetto all’ospedale dipendono anche dalla sicurezza ambientale, tecnico–costruttiva, impiantistica ed igienica del luogo. • Ricerca: nell’ospedale deve essere presente una sezione dedicata alla ricerca clinico–scientifica che, favorisca aggiornamento ed adeguamento alle ultime novità sul campo. • Formazione: l’ospedale deve essere attrezzato adeguatamente per l’aggiornamento professionale e culturale, per medici interni ed esterni, infermieri, tecnici e chi si occupa della gestione. Alla luce di questi punti si può dire che il modello più consono sarebbe quello che prevede vari edifici inseriti nel verde. In tal modo i flussi di persone sarebbero selezionati e suddivisi per usi. Il verde, oltre a svolgere la funzione di barriera acustica, assorbe lo smog, crea un microclima ed abbassa le temperature estive, dà pace e serenità ai degenti, aiutandoli nella terapia di riabilitazione. Il piano terra potrebbe assumere carattere più urbano rispetto al passato, essere reso più dinamico prevedendo una serie di servizi connessi alla tipologia ospedaliera, che spesso non sono presenti: bar, edicola, lavanderia, negozi, fiorai, parrucchiere. I limiti tra verde, edificio ospedaliero e città non devono essere rigidi come in passato; nella progettazione e realizzazione devono confluire sicuramente efficienza e sostenibilità". |
Un carabiniere di Verbania da malato partecipava a gare di sci - 7 Novembre 2014 - 14:00giovanniio sono una di quelle persone che pensa tutto cio' che tu hai scritto ma, in questo caso, proprio perche' questo " personaggioi " rappresenta le istituzioni, il Nostro Paese, una persona a cui ci si dovrebbe affidare con fiducia, che come diceva qualcuno, lo ritroviamo sulle strade ad insegnarci a " vivere " DEVE essere punito in modo esemplare, il doppio di quello che sarebbe punito un cittadino normale.Purtroppo sono sempre piu' convinta che la maggior parte (pochissime eccezioni ) delle persone che indossano una divisa, si credono DIO in terra e si comportano di conseguenza. vanno oltre i loro compiti, si rifiutano di compilare verbali sull'accaduto, tanto, chi li tocca! io avrei una proposta, i rappresentanti le forze dell'ordine dovrebbero essere trasferiti ogni anno, quelli del nord, delle zone tranquille come le nostre che fanno male il loro lavoro, tipo far west per intenderci, mandateli a Corleone ma, devono portare gli stessi risultati che portano al nord, se sono cosi' ligi al dovere, scommettiamo che diventano tutti " buoni "? |
Cani senza guinzaglio - 3 Novembre 2014 - 00:52Il guinzaglioIn questo articolo si paria di can senza guinzaglio.Pero' da quando vige la regola discutibiie,di raccoglierne gli escrem enti,cioè se non vado errando da una decina di anni,NESSUNO che un giorno diventerà' QUALCUNO,ha mai specifica to che il guinzaglio delle nostre adorate bestiole NON DEVE ESSERE LUNGO 6 metri.Altrimenti,i passanti a piedi,o per gio in bicicletta,devono fare lo slalom o il salto con l'asta per passare contemporaneamente.Ma scherzi a parte,un tempo anche il sottoscritto ebbe de cani.All'incirca una trentina,ovviamente suddivisi nel tempo,da quando ebbi 18 anni fino ai quasi 30.Mio padre,uomo con la divisa.amava i pastori tedeschi e pur non parlando eccelsamente la lingua italia ana per un miscuglio dialettale dato dalla sua etnia sudista e l'arrivo al nord dove rese mia madre la regina della casa "con la corona di spine"con una pronuncia differente,gli piaceva istruire e dare ordini ai suoi cagnolino in tedesco. Mia madre e il sottoscritto li strigliavano e lavavano amorevolmente e lui con o senza divisa dava spettacoli equestri facendo fare loro svariati esercizi,tra cui quello apparentemente sciocco,di correre a prelevare il legnetto in mezzo al mare(in attesa di farlo con il ramoscello d'ulivo al prossimo diluvio universale),oppure fare RAMPA che significa srtriscia re sulla pancia come il serpente,sia senza alcun impedimento,sia sotto e panchine piu' basse,o in quei tubi di cemento lasciati a se stessi nelle discariche edili.Il cane,così sentii sempre dire,"si diverte" a fare certe cose perche'sa'che al suo padrone piacciono(povero scemo!"il cane.....)e quindi quel cagnone si spaccava le ossa per far piacere a lui o al sottoscritto che HA UNA VASTA CINETECA E VIDEOTECA da fotomatore e videomatore evoluto con tutte quelle fatico se acrobazie.Ma la tematica principale è IL GUINZAGLIO...che,non tutti sanno,o lo sanno ma non glie ne' importa nulla NON DEVE ESSERE LUGO O ALLUNGABILE OLTRE 1,20 MT per il bene sia del cane,che del padrone e sarebbe una bella idea se l'attuale Sindaco di Verbania totalitario nelle decisioni anche se di sx,prendesse in considerazione questo particolare applicando delle regole,che,se non eseguite potrebbero essere seguite da contravvenzioni.Ora, a parte la cara e sexi Brambilla che ama esageratamente i cani,e non si capisce se per un interesse di partito o di vero amore per gli stessi,questi animali sono esseri viventi.Quando si acquista un animale,o dovrei dire bestia,perché antropologica mente parlando gli animali siamo noi,mentre i cani sono bestie,Noi diventiamo bestie quando ci comportiamo peggio di loro,ma non nel senso antropologico della parola.E siccome sono esseri viventi andrebbero rispettati non solo con i biscottini secchi e le cucce colorate e gli ossi gonfibili,ma facendo in modo che abbiano un tenore dai vita aristrocrati co..Ironie a parte,che se non le faccio non mi diverto,quando si cammina in mezzo alla strada asfaltata,un tempo detta "rotabile"(un uso dialettale del sud che vale anche al nord)e si ha un cane comune compagnia se si cammina regolarm ente contro mano,ovvero andando avanti e vedendo arrivare la auto e non sulla destra della carreggiata,il cane deve stare sulla sinistra della nostra carreggiata.In tal modo è protetto nei riguardi delle auto che arrivano;mentre il padrone del cane puo'anche farsi investire.Per certi padroni non sarebbe una cattiva idea..Per tenere il cane sulla sx della carreg giara,OCCORRE ABITUARSI A CONDURRE L'ANIMALE TENENDOLO SEMPRE CON la MANO SNISTRA.Invece siccome spesso il conducente dell'animale,che più è bello e più' ha una bella padrona(bisogna distnguersi in qualche modo!),ma anche brutta,e in entrambi i casi"minuta"e delicata,se lo conduce con la mano sinistra"rischia di fare sci nautico sulla terra ferma",alche'passa alla mano destra.Quindi,scherzando scherzando,imparare a tenere la propria bes tola esclusivamente con la mano sinistra.Io ho detto che l'animale stando in quella posizione è piu' al sicuro sulla strada se la si percorre a piedi e nel giusto senso di marcia pedonal |
Casa Simonetta quale futuro? - 27 Ottobre 2014 - 11:20SimonettaIl problema di villa Simonetta è veramente urgente dato che ,sotto al piano terra vi è" la casa del lago"è vero che non è proprio sotto in verticale ma se vi fosse un collasso dell' intera struttura potrebbe coinvolgere anche la parte del palazzo usata e coinvolgere magari una scolaresca che sta entrando per fare una visita alla casa del lago,poi non si dica che gli incidenti accadono,io penso invece che gli incidenti accadono in buona parte per colpa dell'incuria dell'uomo,e del totale menefreghismo delle autorità competenti. Tanto ormai i burocrati non pagano mai (vedi Genova) al contrario la gente per bene e comune paga sempre anche due volte . |
Canile: sulle cifre di Sau, Loredana Brizio puntualizza - 8 Ottobre 2014 - 19:29L'ultima della Sindaca..Bene, la Sindaca non finisce mai di stupire! Oltre a palesare un'indubbia calorosa simpatia per la Adigest srl (boh, la simpatia è simpatia,ma in questo caso .....) e un'indubbia antipatia per l'Associazione Amici degli Animali va ben oltre. Ora, dopo aver dichiarato legittima una determina che assegnava ad Adigest la gestione del canile per 58.000 Euro più una parte nascosta con la quale si sfondavano 200.000 Euro. Visto che le cose non sono andate come sperato, pubblica su Eco Risveglio" un'intervista con la quale dichiara di voler elargire ad Adigest quanto il Comune riceverà dai comuni consorziati che hanno deliberato per 1,50 Euro per ogni residente. Signori miei, fate i conti del numero di residenti nei trenta comuni consorziati, sarà un bella sorpresa! Questo così, per simpatia... Le leggi? Le normative? Non ce n'è bisogno, la sindaca, novella figlia degli dei, spuntando da una nube dell'Olimpo così ha deciso. Forse però nè i sindaci nè i cittadini (poco devoti agli dei) concorderanno, siamo terra di confine e siamo poco avvezzi alle simpatie così calorose e sospettosi di natura. |
Porto Turistico: Marchionini incontra la Regione - 25 Settembre 2014 - 12:12Il fronte del portoDalla Stampa del 19 settembre, pagina 56, apprendiamo che l'amministrazione è in attesa di un progetto, pronto per ottobre, elaborato dall'Universita' di Bologna, per la ricostruzione del Porto Turistico di Villa Taranto. Come cittadino di Verbania, ma soprattutto come appassionato di nautica e proprietario di una piccola imbarcazione, non posso che rallegrarmi di questo importante annuncio. Leggendo poi l'articolo, molto poco dettagliato purtroppo, apprendo altre informazioni che fanno scattare qualche campanello d'allarme. Intanto il costo dell'opera, stimato tra gli 8 e i 9 milioni. Su questo punto faccio notare che la precedente struttura, andata In malora in soli 13 anni, ne costo' circa 5, compresa però tutto l'insieme delle opere fisse a terra. Ora la sostituzione dei soli pontili galleggianti e non meglio precisate altre strutture vanno a costare quasi il doppio. Per dovere di onestà mi riservo di vedere il progetto per dare un commento definitivo, anche se leggendo le cifre in gioco sono piuttosto perplesso. Altro punto di perplessità viene dal finanziamento dell'opera, soprattutto quando si dice " i privati si facciano avanti". Sì, perché i privati possono pure farsi avanti, ma poiché chi investe lo fa per raggiungere un risultato economico positivo, occorre pensare quanti anni debba tenere la concessione per raggiungere il punto di pareggio. Mi sono divertito a fare due conti: se i posti barca saranno 200, ammettendo di riempire da subito ( cosa non facile) la capienza, e ipotizzando un costo medio annuo di euro 2500 per ormeggio, significa incassare euro 500.000 lordi a cui vanno aggiunti i ricavi per la gestione del ristorante, altri 40.000, e tutti gli altri servizi di alaggio, ricovero e manutenzione natanti che stimiamo intorno ai 50.000 euro. Con un investimento di euro 9 milioni stiamo parlando di un tasso di rendimento annuo, al lordo delle tasse e dei costi di esercizio, del 6,5%. Se ipotizziamo il lavoro di almeno due persone, i costi per il materiale di consumo e l'energia elettrica, non possiamo pensare a meno di 50.000 euro di costi, che riducono il tasso di rendimento al 6%, ancora non male. Pagando poi le tasse, dobbiamo pensare ad un'aliquota del 27,5%, il risultato netto sarà di euro 394000 circa, pari ad un ritorno percentuale del 4,38%. A questo tasso di rendimento, con un semplice calcolo, si può affermare che occorrono, solo per ritornare in possesso del capitale investito, di più di sedici anni. Questo se il comune si accontenterà di avere, alla fine della concessione l'opera a gratis e non richiederà alcun canone annuo. Insomma un imprenditore che si assume tutti i rischi, incluso il fatto di avere il porto nel posto più soggetto a eventi distruttivi di tutto il lago, avrebbe un modesto ritorno (4,38%) . Se poi il comune volesse pure un canone? E se la concessione fosse solo per 10 anni? Quale pazzo potrebbe avere interesse a "imbarcarsi" in una simile avventura? In attesa di ulteriori sviluppi credo non sia il caso di scrivere oltre, se non fare un accenno alle imminenti cause civili per danni in cui il nostro povero Comune sarà coinvolto. Cosa dirà il giudice quando vedrà le ordinanze emanate ma non fatte rispettare? Cosa dirà quando saprà che le compagnie di assicurazione hanno fatto leva proprio su questo per non risarcire nulla ai malcapitati proprietari di barche? ( che per inciso non sono tutti miliardari). Forse ci sono soluzioni efficienti, progetti meno faraonici ma attuabili ( ad esempio sfruttando le strutture già esistenti) con spese più' abbordabili e con maggiore facilità di coinvolgimento dei privati, ma certo questo, avrebbe meno eco sui media..... |
Lega Nord su sanità e punto nascite - 21 Settembre 2014 - 22:16la sanità del futuroEppure ci sarebbe la possibilità di evolvere anche in campo sanitario. Vi allego un estratto del progetto di Renzo Piano dell'ospedale del futuro. intanto che noi litighiamo per il nostro pollaio, altri volano alto. Buona lettura. RENZO PIANO: la VISIONE SULla TIPOLOGIA OSPEDALIERA E CRITERI D'INTERVENTO SOSTENIBILI Un'analisi tipologica. Secondo Renzo Piano il primo passo da fare nella società attuale, sarebbe quello di "recuperare una visione umanistica dell'ospedale". Dopo aver preso in rassegna le tipologie ospedaliere ottocentesca (a padiglione) e novecentesca (monoblocco), l'architetto ha criticamente estrapolato e mixato le caratteristiche positive di entrambe. Se da un lato la prima, a padiglioni, denotava una certa attenzione alla persona, anche grazie alla presenza di alberi e giardini negli spazi aperti, con l'evoluzione e l'avanzamento tecnologico, si è presentata una spersonalizzazione ed il presentarsi di una serie di difetti. Pian piano alla tipologia ottocentesca si è poi sostituita quella monoblocco che ha il vantaggio di non essere più dispersiva, e riuscire, quindi, a contenere tutto nello stesso edificio, con evidente maggior funzionalità. Si è però persa la "visione umanistica". Una visione moderna. Una visione critica di questo tipo permette di comprendere errori ed aspetti positivi del passato: l'idea di un unico edificio, grigio e privo di verde, ormai è superata, e non mette a proprio agio chi deve fruire dei suoi spazi. Non bastano più una serie di fredde nozioni funzionali, dimensionali ed ingegneristiche per progettare un buon ospedale: è necessario un approccio umanistico. I tempi sono cambiati: bisogna riflettere sullo stato d'animo di chi subisce direttamente o indirettamente un ricovero e cercare, con la concezione dell'edificio, di rendere questo momento meno traumatico possibile. Si potrebbero enunciare una serie di punti, proveniente da una profonda analisi: Umanizzazione: lo spazio e l'ambiente in cui si trova il degente devono essere a misura d’uomo, sicuri e confortevoli, garantire benessere e privacy. Urbanità: l’ospedale non deve essere un edificio isolato ed avulso dal tessuto urbano in cui si colloca, ma esserne parte integrante e comunicare con esso. Innovazione: la flessibilità deve essere alla base della concezione architettonica, garantendo cambiamenti secondo le esigenze terapeutiche, tecnologiche, organizzative e formali. Affidabilità: tranquillità e fiducia rispetto all'ospedale dipendono anche dalla sicurezza ambientale, tecnico-costruttiva, impiantistica ed igienica del luogo. Ricerca: nell’ospedale deve essere presente una sezione dedicata alla ricerca clinico-scientifica che, favorisca aggiornamento ed adeguamento alle ultime novità sul campo. Formazione: l’ospedale deve essere attrezzato adeguatamente per l'aggiornamento professionale e culturale, per medici interni ed esterni, infermieri, tecnici e chi si occupa della gestione. Alla luce di questi punti si può dire che il modello più consono sarebbe quello che prevede vari edifici inseriti nel verde. In tal modo i flussi di persone sarebbero selezionati e suddivisi per usi. Il verde, oltre a svolgere la funzione di barriera acustica, assorbe lo smog, crea un microclima ed abbassa le temperature estive, dà pace e serenità ai degenti, aiutandoli nella terapia di riabilitazione. Il piano terra potrebbe assumere carattere più urbano rispetto al passato, essere reso più dinamico prevedendo una serie di servizi connessi alla tipologia ospedaliera, che spesso non sono presenti: bar, edicola, lavanderia, negozi, fiorai, parrucchiere. I limiti tra verde, edificio ospedaliero e città non devono essere rigidi come in passato; nella progettazione e realizzazione devono confluire sicuramente efficienza e sostenibilità. |
Renco: uccide il padre a forbiciate durante una lite - 10 Settembre 2014 - 21:30come si faA cinquant anni chiedere i soldi a mamma per le sigarette butterebbe a terra chiunque di noi. la dignità dell uomo e' lavorare. Con questo non giustifico quanto accaduto. Ma così non si può continuare... |
M5S torna sul porto turistico - 10 Settembre 2014 - 19:14un disastro annunciato ed evitabile, ecco le provePorto turistico di Villa Taranto, un disastro annunciato ma..evitabile. A Verbania, c'è un problema sotto gli occhi di tutti, qualcosa che non può essere ignorato, nonostante l'assordante silenzio con il quale la vicenda viene trattata . Al turista che giunge in città, accanto al parcheggio antistante i Giardini di Villa Taranto, si offre uno spettacolo di devastazione e abbandono, tra pontili semi affondati, cataste di detriti e spazzatura. Stiamo parlando di quello che resta del porto turistico. Un disastro che affonda le sue radici non solo nell'infausta notte tra il 10 e l'11 ottobre 2013, quando il temibile vento di Marenca, con raffiche a quasi quaranta nodi ha dato "il colpo di grazia" ad una struttura già pesantemente provata da precedenti eventi atmosferici, ma, appunto, nella sua pluriennale storia, risalente al 2000. Si potrebbe parlare quindi della scelta del sito, a detta di tutti i residenti inadatto alla costruzione del porto, proprio perché esposto alla furia distruttiva del vento da Nord Est, si potrebbe parlare del fondale melmoso e profondissimo (35- 40 metri) su cui è estremamente difficoltoso ancorare i pontili galleggianti, si potrebbe parlare di un contratto di concessione con un canone ridicolmente basso (al limite dell'esposto alla Corte dei Conti per danno erariale), oppure ancora, dei lavori di miglioramento dell'area portuale pattuiti sul contratto e solo in minima parte realizzati dal concessionario, delle carenze nella manutenzione, ma sarebbe una storia troppo lunga. Occorre invece che la cittadinanza sappia che lo scempio del porto poteva essere evitato, che i milioni di euro che verranno spesi per rimediare al disastro, che gli ulteriori soldi (altri milioni) che verranno spesi per risarcire i proprietari delle barche affondate, avrebbero potuto essere risparmiati. Dalla lettura dei documenti contrattuali, dalle relazioni indipendenti di prestigiose Università, dalla consultazione delle ordinanze disattese, si comprende come, già a marzo 2013, cinque mesi prima del disastro, i pontili dovevano essere sgombrati per il palese ammaloramento delle opere galleggianti. Perché non si è attuata l'ordinanza, perché il concessionario, come se nulla fosse, ha continuato a farsi pagare i diritti di ormeggio dagli ignari proprietari delle barche? Ma, soprattutto, perché il Comune " ..ordina sgombero e divieto di approdo, ormeggio e accesso da terra ai pontili*** .."del porto e poi non si preoccupa di controllare se la disposizione e' stata eseguita? (***Vedi Ord. N DST/DEM/34/2013 del 08/03/2013) A questo punto è opportuno dire che tutto quanto scritto in questa sede non è frutto di considerazioni personali, ma scaturisce dalla semplice lettura dei documenti a disposizione di ogni cittadino tramite una semplice richiesta di accesso agli atti pubblici. Questo per mettere in evidenza che la vicenda del porto è sotto gli occhi di tutti, cittadini e amministratori, da molto tempo. Come al solito però c'è voluto un disastro, fortunatamente senza morti e feriti, perché se ne parlasse. A questo proposito bisogna riconoscere che l'unica voce a chiedere con forza che venga fatta chiarezza in materia, e' stata quello del Movimento 5 Stelle, con un'interpellanza in Consiglio Comunale, alla quale è stato risposto, tra l'altro, che l'ordinanza in questione non vieta nulla, facendo sorgere il legittimo dubbio che gli attuali amministratori si siano presi almeno il disturbo di leggerla, visto che il divieto è evidenziato addirittura in grassetto nel testo originale!! Concludendo, la vicenda, pur nella sua complessità, solleva parecchi interrogativi a cui l'attuale Sindaco e la sua squadra, che per la verità ereditano problematiche nate molto tempo fa, devono dare risposte. Risposte, tuttavia, che non possono non tenere conto di come un bene pubblico, una potenziale fonte di ricchezza e lavoro per il nostro territorio, sia stata gestita in passato e se, sopratutto, chi l'ha gestita sia ancora meritevole di proseguire il rapporto di concessione, se merita ancora la fiducia dell |
